Il pavimento pelvico

A cura di Eugenio Ciuccetti, Ostetrico


Ancora oggi assai poco conosciuta - eppure fondamentale per la salute e il benessere di ogni donna - è la regione muscolare comunemente definita come pavimento pelvico. Un'area romboidale che si estende dalla sinfisi pubica al coccige, chiudendo in basso la cavità addomino-pelvica, circondando e sostenendo l'uretra, la vescica e la vagina fino all'apparato ano-rettale. Lateralmente i suoi confini sono sostanzialmente individuabili a livello delle tuberosità ischiatiche.

Il pavimento pelvico è stato lungamente ignorato per ragioni di varia natura. In primo luogo si tratta di un'area relativamente "nascosta" del nostro corpo. Un'area, compresa fra le cosce, che non vediamo. Un'area con la quale generalmente non si instaura quel rapporto quotidiano e spontaneo di consapevolezza e contatto che invece si stabilisce con una mano piuttosto che con una gamba.

In secondo luogo quella del pavimento pelvico rappresenta di fatto sia la regione chiave della defecazione e della minzione che quella della sessualità. Molteplici pudori sociali e tabù culturali hanno quindi contribuito nel tempo a renderla ancora più rimossa e dimenticata.

La medicina stessa, tra l'altro, ha raggiunto solo in anni recenti una maggiore conoscenza e comprensione della sua centralità, del suo profondo ruolo e del suo articolato significato. Da poco, ad esempio, si è cominciato a parlare e a dibattere su larga scala di prevenzione delle lacerazioni perineali durante il parto e delle conseguenze dell'episiotomia. Da poco ha iniziato a diffondersi una maggiore attenzione, teorica e pratica, nei confronti di prolassi e incontinenza femminile. Da poco si riconosce la giusta dignità ed efficacia ai cosiddetti approcci riabilitativi "conservativi". Approcci che spesso sono in grado di integrare o addirittura evitare i tradizionali interventi di tipo chirurgico o farmacologico.

Non parliamo poi della sessualità femminile, cui solo da qualche decennio - e non sempre in modo compiuto - viene riconosciuto un significato ludico e relazionale oltre che riproduttivo. Non meraviglia allora che anche su questo piano il pavimento pelvico sia stato lungamente cancellato o travisato.

È dunque fondamentale che tutti coloro che si occupano a vario titolo di salute e benessere al femminile sviluppino una maggiore sensibilità nei confronti di questo argomento, approfondendo le proprie conoscenze e sapendo diffondere alle donne le giuste informazioni sia in ambito preventivo che terapeutico e riabilitativo.

Questo non riguarda solamente i medici o le figure sanitarie strettamente intese. Ma anche coloro che, per esempio i personal trainer, di occupano a vari livelli di fitness e movimento corporeo in generale. La tutela del pavimento pelvico passa infatti anche e soprattutto dalla capacità di ogni donna di riconoscerlo e attivarlo in modo automatico durante lo svolgimento delle azioni quotidiane. Uno starnuto, un colpo di tosse, il sollevamento della borsa della spesa, la presa in braccio del nipotino e persino l'esecuzione degli addominali in palestra, sono tutti gesti che - aumentando la pressione interna - sollecitano questa parte del corpo e ne richiedono la giusta preparazione e controllo.

Occorre quindi, per prima cosa, conoscere e ricordare alcune basilari nozioni di anatomia e fisiologia: il pavimento pelvico, come detto, chiude il bacino verso il basso e svolge innanzitutto la funzione di sostenere gli organi pelvici come l'utero e la vescica. Il contenimento di tali organi - anche quando la donna è in posizione eretta o esegue attività fisiche come il semplice camminare, che comportano uno sforzo, quindi un aumento della pressione endoaddominale - necessita dell'integrità del sistema muscolo-fasciale di sostegno e della sua innervazione.

 

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Anatomia del pavimento pelvico

Quando si parla di pavimento pelvico vanno quindi distinti tre piani muscolo-aponeurotici:

A) Il diaframma pelvico, ossia lo strato più interno, formato dall'elevatore dell'ano con i suoi fasci ilio-coccigei, pubo-coccigei (medialmente ai quali decorrono i fasci dei due muscoli pubo-rettali) e ischio-coccigei. Tali fasci formano, sia a destra che a sinistra, come due ventagli, caratterizzati da una sorta di perno comune (il coccige). A unire centralmente le due porzioni dell'elevatore dell'ano, che di fatto costituiscono poi un'unica unità funzionale, è invece il cosiddetto centro Fibroso Tendineo del Perineo, situato tra canale vaginale e rettale. Sulla linea mediana del diaframma pelvico troviamo infatti il cosiddetto Hiatus Genitale, ossia un'apertura attraverso la quale passano sia il retto che la vagina e l'uretra. Lateralmente, infine, il diaframma pelvico si inserisce lungo il cosiddetto Arco Tendineo che scorre dal pube alla spina ischiatica mentre al di sotto del piano dell'elevatore dell'ano si trova la fossa ischio-rettale.

 

B) Il diaframma urogenitale ha invece la forma di un triangolo ed è situato inferiormente all'elevatore dell'ano nella porzione anteriore del perineo. Tale triangolo è delimitato alla base dalla linea bis-ischiatica, che idealmente unisce le due tuberosità ischiatiche; i lati sono rappresentati dalle cosiddette branche ischio-pubiche di destra e di sinistra; il vertice è costituito dalla sinfisi pubica. Del trigono urogenitale - come viene anche chiamato tale diaframma - fanno parte il muscolo Trasverso Profondo del Perineo e i legamenti Pubo-Uretrali. Il diaframma urogenitale presenta infine un'apertura sulla linea mediana, attraverso cui passano l'uretra e la vagina.

 

C) Abbiamo poi il cosiddetto strato superficiale degli sfinteri. Di questo fanno parte quattro muscoli. L'ischio-cavernoso (dalla tuberosità ischiatica alla radice del clitoride); Il bulbo-cavernoso o costrittore della vagina (dal Centro fibroso Tendineo del perineo al clitoride); Il trasverso superficiale del perineo (dal Centro Fibroso Tendineo del perineo alla tuberosità ischiatica); Lo sfintere dell'ano (situato posteriormente). La porzione anteriore dello strato degli sfinteri è anche detta loggia bulbo-clitoridea e accoglie i corpi cavernosi del clitoride oltre ai bulbi del vestibolo.

pavimento pelvico

Image source: http://www.incontinet.com/kegelpix.htm


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Ultima modifica dell'articolo: 25/07/2016