Patch test

Il patch test è un esame utilizzato a fini diagnostici per identificare quelle sostanze che, una volta poste a contatto con la pelle, determinano una reazione infiammatoria locale. Ricordiamo brevemente che a tal proposito esistono due diverse forme di dermatite da contatto, una di origine irritativa - indipendente dal sistema immunitario - ed una allergica in cui le cellule immunitarie producono una risposta infiammatoria diretta contro la sostanza erroneamente ritenuta pericolosa.

Sostanze comunemente coinvolte nelle dermatiti da contatto allergiche
Nichel, cromo, lattice, saponi e detergenti, componenti di pomate o farmaci ad uso topico, piante (p. es., l'edera velenosa), farmaci (antibiotici, anestetici, antistaminici).

Il patch test può aiutare ad identificare il tipo di dermatite da contatto che affligge il paziente e valutate le risposte dell'organismo alle varie sostanze utilizzate. Generalmente le forme irritative sono comuni un po' a tutte le persone, mentre le forme allergiche sono meno diffuse ed altamente personalizzate.

Patch test: come si esegue

Il patch-test sfrutta dei dischetti contenenti una o più sostanze con potenziale allergenico. Ogni sostanza, detta aptene, si trova in concentrazioni talmente esigue da evitare qualsiasi pericolo per la salute dei pazienti, compresi quelli con forme allergiche piuttosto gravi; del tutto eccezionali sono infatti le reazioni sistemiche, come orticaria e shock anafilattico, causate dai patch test. Dall'altra parte, però, la quantità di aptene utilizzata è comunque sufficiente per evocare una reazione anche in pazienti scarsamente sensibilizzati.

Patch testI dischetti vengono applicati sulla parte alta del dorso, grazie a cerotti ipoallergenici che assicurano un contatto uniforme degli stessi con la pelle.

Per non falsare i risultati del patch-test l'uso di steroidi topici nella sede di applicazione e l'assunzione di steroidi orali e di antistaminici dev'essere sospesa almeno due settimane prima del test.

Nelle 48 ore che seguono l'applicazione dei cerotti, il paziente avrà cura di non rimuovere i dischetti e di non bagnarli, evitando anche l'esposizione solare e l'attività fisica (per il problema della sudorazione). Trascorso questo periodo di tempo il dermatologo rimuoverà i pannelli valutando l'aspetto delle aree cutanee sottostanti e cerchiandole con un pennarello. In presenza di arrossamenti, edema, vescicole e papule (piccoli rilievi cutanei rossastri) la diagnosi è positiva ed il soggetto viene considerato allergico a quella determinata sostanza. Tuttavia, dopo questa valutazione iniziale, il più delle volte il dermatologo richiede di visitare nuovamente il paziente dopo uno o due giorni, quando le reazioni allergiche sono pienamente sviluppate e le manifestazioni lievi sono scomparse. In base all'intensità ed alla gravità delle reazioni cutanee si potranno quindi distinguere le forme irritative dalle sensibilizzazioni (allergie) verso determinate sostanze. Nelle dermatiti da contatto di natura irritativa, ad esempio, le manifestazioni sono più evidenti quando i patch vengono rimossi, salvo poi migliorare nei giorni seguenti; al contrario, le le forme allergiche richiedono circa un paio di giorni per produrre manifestazioni, che tendono poi a divenire più rilevanti alcuni giorni dopo la rimozione dei patch.

Nonostante l'apparente semplicità dell'esame, l'interpretazione dei risultati del patch-test non è affatto facile e richiede un'approfondita conoscenza del paziente, della sua storia clinica e dei materiali impiegati. Per determinare quali sono le false reazioni positive, può essere necessario effettuare un altro test in data successiva.

ULTERIORI AVVERTENZE/CONTROINDICAZIONI: in caso di gravidanza accertata o allattamento si consiglia di non effettuare l'esame. Il patch-test dev'essere applicato solo su cute sana ossia senza acne, cicatrici, dermatiti o qualsiasi altra situazione che possa interferire con i risultati del test. Nel caso i cerotti producano un forte prurito, bisogna comunque ignorare lo stimolo di grattarsi, in modo da non irritare la pelle e rendere ancor più difficile l'interpretazione dei risultati del patch-test.