Pancreatite

La pancreatite è una generica infiammazione del pancreas, ghiandola importantissima per gli equilibri digestivi e glicemici dell'intero organismo. Se ne riconoscono essenzialmente due forme, la pancreatite acuta, che appare improvvisamente ed in maniera violenta, e la pancreatite cronica, che perdura a lungo con tendenza ad aggravarsi nel tempo.Pancreatite

Sintomi

La pancreatite acuta si manifesta con un improvviso e violento dolore nella parte superiore dell'addome, sede anatomica del pancreas, con tendenza all'irradiamento verso la schiena. I sintomi dolorosi si aggravano tipicamente dopo i pasti, con le profonde inspirazioni e durante la palpazione dell'addome; tendono invece ad alleviarsi piegandosi in avanti (il paziente ricerca e mantiene una posizione antalgica). Il dolore è spesso seguito da nausea e da vomito alimentare e biliare (di colore verde - scuro), mentre il paziente è particolarmente sofferente, febbrile, ansioso ed agitato, spesso con segni di shock (cute fredda e pallida, marcata ipotensione, polso piccolo e frequente). In assenza di trattamento, il dolore, spesso comunque resistente ai farmaci, raggiunge il massimo progressivamente, resta intenso a lungo e diminuisce gradualmente nel corso di giorni o settimane.

Nella pancreatite cronica i sintomi sono più sfumati, tanto che a volte l'infiammazione decorre in maniera paucisintomatica; il paziente lamenta un dolore nella parte superiore dell'addome, associato ad un'inspiegabile perdita di peso, alla mancanza di appetito e a difficoltà digestive con comparsa di steatorrea (feci grasse, untuose, specie in concomitanza di pasti copiosi ad alto contenuto lipidico).

Cause

Molti degli enzimi digestivi pancreatici, specialmente le proteasi, vengono sintetizzati in una forma inattiva, in modo da proteggere le cellule che li producono dalla loro azione lesiva. Quando questi enzimi, trasportati dal succo pancreatico, si riversano nel duodeno (tratto iniziale dell'intestino tenue) subiscono un processo di attivazione, necessario per l'ottimale espletamento delle attività digestive. Nelle pancreatiti il processo infiammatorio a carico del pancreas è sostenuto proprio dalla precoce attivazione di questi enzimi all'interno della ghiandola. Insulti ripetuti possono quindi determinare un danno cronico del pancreas (autodigestione, necrosi dei vasi e conseguente reazione infiammatoria), con graduale perdita della sua funzionalità; si parla, in questi casi, di insufficienza pancreatica. Purtroppo, la ridotta funzionalità del pancreas determina seri problemi digestivi ed un cattivo controllo glicemico, con comparsa di diabete.

Numerose, e spesso associate, sono le possibili cause di pancreatite; tra le più comuni ricordiamo la calcolosi biliare, nella quale uno o più "sassolini" migrano dalla cistifellea o dalle vie biliari nell'ampolla di Vater (dilatazione del coledoco in cui i succhi pancreatici trasportati dal dotto biliare si uniscono alla bile, proveniente dal fegato e dalla cistifellea, per un brevissimo tratto, prima di riversarsi nel duodeno). Un'ostruzione a questo livello impedisce il normale deflusso della bile e del succo pancreatico nell'intestino; di conseguenza, questi secreti tendono a risalire e ad accumularsi all'interno della ghiandola, provocando e sostenendo il processo flogistico. Per lo stesso motivo, la pancreatite è tipicamente causata dalle infiammazioni o del cattivo funzionamento dello sfintere di Oddi (un anello muscolare posto a valle dell'ampolla di Vater, che tende a lasciar defluire liberamente i succhi digestivi in seguito ad un pasto e ad ostacolarli durante il digiuno, quando la loro azione non è più necessaria). Processi ostruttivi a vari livelli possono essere favoriti anche dall'iperparatiroidismo e dall'ipercalcemia, che facilitano ll'attivazione stessa degli enzimi all'interno del pancreas e la comparsa di calcificazioni del sistema duttale escretore e del parenchima pancreatico.

Un'altra causa piuttosto comune di pancreatite è l'alcolismo (ipertensione duttale ed edema), specie quando è aggravato da altre abitudini poco salutari, come quella tabagica (fumo) od una dieta abitualmente iperlipidica ed iperproteica. Non a caso, gli attacchi di pancreatite acuta sovente si presentano in seguito ad un pasto pesante o a cospicua ingestione di alcol. Anche l'ipertrigliceridemia è un importante fattore di rischio per la pancreatite, insieme all'immancabile predisposizione familiare e ad alcuni farmaci (come l'azatioprina, i diuretici tiazidici, l'asparaginasi, gli estrogeni, le tetracicline ed i corticosteroidi).

Tra le cause meno comuni ricordiamo la fibrosi cistica, i violenti traumi addominali, i tumori del pancreas o dello sfintere di Oddi, l'ulcera duodenale penetrante, le infezioni virali, gli interventi chirurgici a carico di organi vicini (stomaco, vie biliari, duodeno, milza) ed una procedura diagnostica interventistica chiamata colangiopancreatografia endoscopica retrograda.

In un numero non trascurabile di casi non si riesce ad individuare alcuna causa d'origine; si parla, in questi casi, di pancreatite idiopatica.


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