pH delle Urine

Generalità

Il pH delle urine può variare all'interno di un range di normalità piuttosto ampio. A differenza di quello sanguigno, per il quale oscillazioni di ± 0,4 punti sono già di per sé spia di patologie gravissime, il pH delle urine oscilla normalmente tra 4,6 ed 8, in relazione alla dieta e alla salute dell'organismo. Al di fuori di questi limiti, pur con leggere differenze tra i vari laboratori di analisi, la condizione viene considerata patologica.
pH urinarioIl valore di pH deve necessariamente essere determinato su un campione di urine fresche, conservate temporaneamente in un recipiente chiuso (all'occorrenza refrigerato se non è possibile analizzarlo al momento). Nonostante questi liquidi siano normalmente sterili, eventuali contaminazioni batteriche delle urine possono infatti elevarne il pH, grazie alla capacità di alcuni microorganismi di scomporre l'urea in ammoniaca.

Cos'è

Il pH è la misura dell'acidità o dell'alcalinità di una soluzione.
La scala del pH varia da 0 a 14, per cui:

  • La neutralità è indicata da 7;
  • Valori di pH inferiori a 7 indicano acidità;
  • Valori di pH superiori a 7 indicano alcalinità/basicità.

Più è basso il valore del pH rispetto a 7, più la soluzione è acida; maggiore è questo valore rispetto a 7, più essa è alcalina.

Da cosa dipende il pH delle urine?

Il pH delle urine riflette l'abilità renale nel mantenere una normale concentrazione di ioni idrogeno nel plasma e nei liquidi extracellulari. Tale risultato viene ottenuto principalmente tramite il riassorbimento di sodio e la secrezione di ioni idrogeno e ammonio da parte dei tubuli renali.
Il metodo più tradizionale e semplice per valutare il pH delle urine consiste nell'immergere una cartina al tornasole in un campione di urine fresche. In pratica, si utilizza una striscetta di carta contenente un colorante di origine naturale, che gli conferisce la capacità di virare dal verdino (a pH neutro) alle varie tonalità del rosso (in ambiente acido, pH < 4,4) e del blu (ambiente basico, pH > 8,0). La cartina al tornasole rappresenta quindi un ottimo indicatore di pH, che viene stabilito confrontando la colorazione ottenuta con la relativa scala cromatica di riferimento.
In campo medico, il pH urinario viene monitorato allo scopo di valutare l'esistenza di disordini sistemici di tipo acido/base, di origine metabolica o respiratoria. Inoltre, è importante nel monitoraggio di tutti quei pazienti che per determinate ragioni devono mantenere uno specifico pH delle proprie urine. E' il caso, ad esempio, delle persone a rischio di calcoli renali, più probabili quando il pH urinario si discosta molto dal valore "ideale" (6,0/7,0 a seconda degli autori). Urine acide sono associate a calcoli di cistina, xantine e acido urico, mentre in presenza di urine basiche aumenta il rischio di concrezioni renali di fosfato di calcio, calcio carbonato, magnesio fosfato e struvite. I calcoli di ossalato di calcio si sviluppano maggiormente in ambienti urinari neutri o alcalini.

  • In presenza di calcolosi uratica è consigliabile mantenere il pH urinario tra 6,5-6,8 per favorire la dissoluzione dei cristalli di acido urico. E' altresì raccomandato un apporto idrico giornaliero di 2,5-3 litri per favorire la diluizione dell'acido urico urinario.

Un'acidificazione del pH urinario può essere d'aiuto come supporto ai trattamenti farmacologici contro le infezioni urinarie*, mentre il mantenimento di un pH basico è visto, specie dai cultori delle medicine alternative, come una sorta di "purificazione" dell'organismo.

Ferma restando l'importanza di una dieta ricca di frutta e verdura, esasperare un determinato aspetto della propria alimentazione allontanandosi dal concetto di "varia ed equilibrata" è sempre pericoloso; abbiamo visto, ad esempio, come tale pratica possa aumentare il rischio di alcuni tipi di calcoli renali, ma ci sono anche altre condizioni (come l'assunzione di certi medicinali, ad esempio i diuretici risparmiatori di potassio) che sostengono la pericolosità di questo approccio dietetico.


* Farmaci come la streptomicina, la neomicina e la kanamicina sono efficaci nel trattare le infezioni urinarie quando il pH delle urine è alcalino.

Perché si Misura

La misura del pH urinario fornisce indicazioni riguardo lo stato acido-base del paziente, da cui dipende la buona funzionalità di tutto l'organismo.
Di solito, si ricorre alla misurazione del pH delle urine per riscontare la presenza di diverse patologie:

  • Disordini sistemici acido/base;
  • Disturbi respiratori;
  • Problemi di carattere metabolico;
  • Infezioni delle vie urinarie.

Inoltre, per alcune categorie di pazienti è importante mantenere valori di pH urinari stabili nel corso delle terapie, al fine della riuscita delle stesse.
L'urina viene considerata alcalina quando il pH è maggiore di 7; questo esito viene spesso riscontrato nei casi di infezione delle vie urinarie. Quando il pH è minore di 7, invece, possono esservi problemi come diarrea o inedia. Esiste, poi, una relazione inversa tra il pH delle urine e i livelli di chetoni (acetone) nelle urine.

Valori normali

Valori normali di pH nelle urine sono compresi tra 5,0 e 7,0 (variabile anche in funzione della dieta).

pH delle Urine Alto - Cause

Valori aumentati (alcalini) del pH delle urine possono essere causati da:

Un pH alto nelle urine può essere determinato anche dall'uso di alcuni farmaci, come:

La maggior parte di frutta e verdura rende l'urina più alcalina, per cui innalza il pH.

pH delle Urine Basso - Cause

Valori diminuti (acidi) di pH nelle urine possono essere dovuti a:

Un pH basso nelle urine può essere determinato anche dall'uso di alcuni farmaci, come:

  • Cloruro di ammonio;
  • Acido ascorbico;
  • Diazosside;
  • Metenamina mandelato;
  • Metolazone.

Il succo di ribes, le uova, la carne, il succo d'ananas e le diete iperproteiche rendono l'urina più acida, per cui riducono il pH.

Come si misura

Il metodo più tradizionale e semplice per misurare il pH delle urine prevede l'utilizzo di una cartina tornasole, che viene immersa nel campione di urine, rigorosamente fresche. Questa striscetta di carta contiene un colorante di origine naturale, che gli conferisce la capacità di virare dal verde (a pH neutro) alle varie tonalità del rosso (in ambiente acido, pH < 4,4) e del blu (ambiente basico, pH > 8,0).
La cartina al tornasole viene confrontata, poi, con la relativa scala cromatica di riferimento.

Preparazione

  • Il pH delle urine va valutato su un campione di urine rigorosamente fresco; nel caso in cui dovesse trascorrere del tempo tra la raccolta delle stesse e l'analisi, il campione dev'ssere opportunamente conservato in frigorifero a una temperatura costante.
  • Per la misura del pH è necessario raccogliere una piccola quantità di urine in un contenitore sterile, dopo aver effettuato un'accurata igiene intima e dopo aver lasciato andare la primissima emissione. 
  • Le rilevazioni del pH delle urine possono variare sostanzialmente nel caso in cui la misurazione avvenga al mattino, nel mezzo della giornata o di sera. Al risveglio, infatti, si registrano valori decisamente più bassi di pH.

Interpretazione dei Risultati

  • Un elevato pH delle urine (alcalinità) può essere dovuto a: vomito, infezioni del tratto urinario (Proteus sp.), insufficienza renale, alcune terapie diuretiche, acidosi tubulare renale, lavande gastriche e malattie respiratorie caratterizzate da iperventilazione (con eccessiva eliminazione di CO2).
  • Un ridotto pH delle urine (acidità) può essere dovuto a diabete mal controllato (chetoacidosi diabetica), diarrea, disidratazione severa, enfisema, malattie respiratorie con insufficiente eliminazione di anidride carbonica, digiuno particolarmente prolungato e inedia (la forma più estrema di malnutrizione).

Per quanto riguarda l'influenza della dieta sul pH urinario, si hanno tipicamente urine acide nelle diete ricche di carne, specie se conservata, e urine alcaline nelle diete vegetariane o più in generale ricche di verdura e frutta (ad eccezione di prugne e mirtilli). L'argomento, insieme ai meccanismi fisiologici deputati al controllo del pH urinario e plasmatico, è stato approfondito in quest'articolo dedicato alla dieta alcalina.
Sottolineiamo, infine, come il pH delle urine sia più basso al mattino rispetto alla sera, dal momento che durante il sonno la riduzione della ventilazione polmonare determina acidosi respiratoria; per questo motivo è preferibile misurarlo soprattutto al risveglio.

Si registrano inoltre valori di pH urinario più bassi nel digiuno rispetto ai periodi post-prandiali.