Ossiuri

Generalità

Gli ossiuri, conosciuti anche come vermi dei bambini, sono una tipologia di vermi intestinali responsabili di una parassitosi nota come ossiuriasi o enterobiasi.
Conosciuti scientificamente con il nome Enterobius vermicularis, gli ossiuri sono elminti Nematodi di forma cilindrica e allungata, e di colore biancastro.
OssiuriIn genere, l'essere umano sviluppa l'infestazione da ossiuri dopo l'ingestione delle uova di questi parassiti, che avviene tipicamente per mezzo delle mani che hanno toccato, in precedenza, oggetti contaminati.
Il più classico sintomo dell'infestazione da ossiuri è il prurito anale e perianale.
Per una diagnosi accurata di ossiuriasi sono fondamentali l'osservazione delle feci e della zona anale, e l'esecuzione di un scotch test.
La terapia odierna è di tipo farmacologico e consiste nella somministrazione orale di farmaci, quali il mebendazolo, l'albendazolo e il pirantel pamoato.

Breve richiamo sugli elminti

Visibili a occhio nudo allo stadio adulto, gli elminti sono parassiti pluricellulari vermiformi, che vivono all'interno dell'organismo ospite (di solito in sede intestinale), a spese di quest'ultimo.

La parassitosi si mantiene tipicamente a livelli di gravità tali da mantenere in vita l'ospite, dato che la sua morte comprometterebbe anche la sopravvivenza stessa dei parassiti.
Le conseguenze tipiche delle infestazioni (o parassitosi) da elminti consistono in: debilitazione della salute generale, presenza di malattie e/o stato di malnutrizione.
Secondo la più tradizionale delle classificazioni, in natura esisterebbero tre gruppi principali di elminti:

  • Il gruppo dei Platelminti o vermi piatti, suddivisibili in Cestodi e Trematodi.
  • Il gruppo dei Nematodi o vermi cilindrici.
  • Il gruppo degli Acantocefali o dei vermi uncinati.

Cosa sono gli ossiuri?

Gli ossiuri sono elminti Nematodi, conosciuti in ambito scientifico con la dicitura di Enterobius vermicularis.

Questi piccoli vermi cilindrici causano un'elmintiasi (ossia una parassitosi da elminti) nota come ossiuriasi o enterobiasi.
Gli ossiuri sono un classico esempio di vermi intestinali, ossia di parassiti vermiformi che infestano l'intestino e causano disturbi, molto spesso, di tipo gastro-intestinale.

Caratteristiche

Nonostante le esigue dimensioni, gli ossiuri adulti sono visibili a occhio nudo, sotto forma di piccoli filamenti bianchi.
Le femmine adulte sono lunghe tra gli 8 e i 13 millimetri, e presentano un diametro di circa 0,5 millimetri, mentre i maschi adulti sono lunghi tra i 2 e i 5 millimetri e possiedono un diametro di circa 0,15 millimetri.

Ossiuri Struttura

Epidemiologia

L'infestazione da ossiuri è diffusa in tutto il Mondo e rappresenta il tipo di elmintiasi più comune in Paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito, l'Italia, la Danimarca, la Svezia ecc.
Secondo uno studio statunitense, condotto dal Centro di Controllo delle Malattie (Center of Disease Control), l'ossiuriasi presenterebbe un tasso d'incidenza, sulla popolazione generale, pari all'11,4%.
L'infestazione da ossiuri può colpire chiunque; tuttavia si manifesta spiccatamente tra i bambini, in modo particolare tra i bambini che vivono in ambiente affollati, in comunità scolastiche numerose e/o in condizioni di scarsa igiene.
L'ossiuriasi non presenta alcuna predilezione per l'uomo o per la donna (quindi interessa i due sessi in ugual misura) e non è particolarmente associata a una razza, un ceto sociale o precise pratiche culturali; tra le elmintiasi, rappresenta un'eccezione alla regola secondo cui i parassiti intestinali sarebbero prerogativa delle comunità povere e un problema poco comune nelle comunità ricche. 


Tabella. Tassi di prevalenza dell'ossiuriasi nei bambini, relativi ad alcuni Paesi del Mondo.
Paese Tasso di prevalenza
India 61%
Inghilterra 50%
Thailandia 39%
Svezia 37%
Danimarca 29%

Sinonimo di ossiuri

Data la loro spiccata tendenza a colpire i bambini, gli ossiuri sono conosciuti anche come “vermi dei bambini”.

Cause

Nella maggior parte dei casi, l'essere umano contrae l'infestazione da ossiuri per ingestione di uova embrionate, le quali possono giungere alla bocca attraverso il cibo o le mani che, in precedenza, sono entrate in contatto con le mani di persone contaminate, con oggetti contaminati, lenzuola contaminate e così via.
A tal proposito, studi scientifici hanno dimostrato che, sulle mani dell'essere umano, le uova degli ossiuri possono sopravvivere per diverse ore, mentre sugli oggetti contaminati, se l'ambiente è ottimale, possono sopravvivere anche per 3 settimane.
Oltre all'ingestione di uova embrionate, un'altra possibile e non trascurabile modalità di trasmissione degli ossiuri è l'inalazione delle uova embrionate.


Curiosità: qual è l'ambiente ideale per le uova degli ossiuri?

Per la sopravvivenza delle uova degli ossiuri sugli oggetti ecc., l'ambiente umido rappresenta la condizione ottimale.
L'eccessivo caldo e il freddo, invece, sono poco tollerati: nel primo caso, la sopravvivenza massima è di un paio di giorni, mentre, nel secondo caso, supera di poco le 18 ore.

Ciclo vitale

Il ciclo vitale degli ossiuri comincia con l'evento di ingestione delle loro uova, da parte del futuro organismo ospite.
Dopo la loro ingestione, le uova cominciano a percorrere l'apparato digerente fino a raggiungere l'intestino tenue, dove si schiudono dando vita alle larve. Nell'intestino tenue e nelle zone contigue, le larve degli ossiuri trovano il nutrimento che serve loro per  svilupparsi, accrescersi e inoltrarsi fino all'intestino crasso (cieco, appendice e colon); qui, divengono definitivamente vermi adulti.
Gli ossiuri femmine sopravvivono nel colon e nelle sedi vicine dalle 5 alle 13 settimane; gli ossiuri maschi, invece, per circa 7 settimane.
Nel periodo di permanenza nell'intestino crasso, i maschi fecondano le femmine, allo scopo di produrre una nuova progenie (cioè nuove uova).
Dopo la fecondazione, gli esemplari maschi vanno rapidamente incontro a lisi (per opera di alcuni enzimi intestinali) o sono eliminati con le feci; gli esemplari femmine, invece, aderiscono alla mucosa intestinale e si accaparrano parte del cibo che raggiunge l'intestino crasso (N.B: è il cibo ingerito dall'organismo ospite), al fine di nutrire e far maturare le uova generate mediante la fecondazione.
Si pensi che una femmina di ossiuro può contenere dalle 11.000 alle 16.000 uova.
Una volta concluso il processo di maturazione delle uova, gli ossiuri femmine disaderiscono (cioè si staccano) dalla parete intestinale e si muovono in direzione dell'apertura anale, per la deposizione delle suddette uova nelle pliche cutanee presenti all'infuori dell'ano; dopo la deposizione, le femmine muoiono in meno di mezz'ora e le uova impiegano dalle 4 alle 6 ore, per diventare infettive-infestanti (N.B: in condizioni ottimali).
Di seguito sono riportate alcune curiosità che arricchiscono ulteriormente lo scenario sopra descritto:

  • Gli ossiuri femmine potrebbero cominciare la deposizione delle nuove uova già dopo 5 settimane dall'ingestione delle prime uova, da parte dell'organismo ospite.
  • Le femmine fuoriescono dall'ano, per la deposizione delle uova, perché, per tale processo, necessitano dell'ossigeno che riescono a ottenere solo al di fuori dell'intestino umano.
  • Al contrario delle uova di molti altri parassiti elminti, le uova degli ossiuri diventano infettive-infestanti in tempi davvero contenuti.
  • Le larve sono visibili soltanto al microscopio, in quanto misurano 140-150 micrometri.
  • Gli ossiuri femmine si spostano lungo l'intestino a una velocità pari a 12-14 centimetri all'ora.
Ossiuri Ciclo Vitale

Fattori di rischio

A favorire le infestazioni da ossiuri sono diversi fattori e condizioni, tra cui:

  • La giovane età;
  • Il sovraffollamento;
  • Prendersi cura di un individuo infestato da ossiuri;
  • Le scarse abitudini igienico-sanitarie.

PERCHÉ I VERMI INTESTINALI INFESTANO CON FACILITÀ I BAMBINI?

I bambini sono particolarmente suscettibili alle infestazioni da ossiuri, a causa dell'immaturità dei sistemi di difesa immunitaria e a causa di una loro spiccata tendenza a trascurare le buone abitudini igienico-sanitarie (es: tendono a mettere le mani in bocca senza averle prima lavate, giocano spesso per terra e con la terra ecc).

Sintomi e complicanze

Tranne per un terzo di loro che è totalmente asintomatico, le infestazioni da ossiuri sono responsabili di sintomi e segni caratteristici, quali:

  • Frequente e marcato prurito anale e perianale, soprattutto alla notte;
  • Sonno notturno inquieto e insonnia, dovuti al sopraccitato prurito;
  • Dolore in sede anale e perianale;
  • Eruzione cutanea e altri tipi di irritazione in sede anale e perianale;
  • Presenza di ossiuri adulti o uova di ossiuri nelle pliche anali;
  • Presenza di ossiuri adulti nelle feci.

Da cosa dipende il prurito anale e perianale e perché è più marcato di notte?

Quando è in corso un'infestazione da ossiuri, il prurito anale e perianale è dovuto allo spostamento degli esemplari femmine all'interno dell'intestino, in direzione della zona rettale e dell'ano; tale spostamento è compiuto con lo scopo di deporre le uova a livello delle pliche anali.
Gli ossiuri femmine si rendono protagoniste di questo spostamento soprattutto nel corso della notte e ciò spiega per quale motivo le persone infestate manifestino il prurito anale e perianale prevalentemente durante il sonno notturno.

Conseguenze del prurito anale e perianale

Il prurito anale e perianale dovuto agli ossiuri induce il paziente a grattarsi; l'atto di grattarsi con le mani ha due importanti conseguenze:

  • Comporta il trasferimento delle uova, presenti in sede anale e perianale, alle dita delle mani, per la precisione sotto le unghie. In questo modo, le mani diventano un efficace veicolo di trasmissione degli ossiuri ad altre persone

e

Sintomi meno comuni

In un numero contenuto di casi clinici e più spesso nei bambini che non negli adulti, le infestazioni da ossiuri possono essere causa di: perdita di appetito, calo del peso corporeo, irritabilità, instabilità emotiva ed enuresi (ossia involontaria emissione di urina).

Altre complicanze

Di norma, gli ossiuri non compiono grandi spostamenti e si mantengono prevalentemente tra l'intestino crasso, il retto e la zona anale.
Nelle donne, però, può capitare che, una volta fuoriusciti dall'ano per deporre le uova, si trasferiscano nei pressi della vulva e s'introducano nella vagina, invadendo l'uretra e, talvolta, perfino la cavità dell'utero, le tube di Falloppio, le ovaie e la cavità peritoneale in generale.
Quando tutto ciò avviene (N.B: è molto raro), gli ossiuri possono essere responsabili di vulvovaginite (infiammazione di vulva e vagina) e/o disturbi urinari simili a quelle delle infezioni urinarie.

Diagnosi

Oltre che sulla ricerca e sul riscontro visivo degli ossiuri nelle feci e nella zona perianale (N.B: quest'ultima è da effettuarsi preferibilmente nelle ore notturne o al risveglio), la diagnosi di infestazione da ossiuri si basa anche su un semplice esame, chiamato scotch test o tape test (in inglese).
Eseguito in parte a domicilio e in parte nel laboratorio analisi di un centro ospedaliero, lo scotch test prevede nell'ordine:

  • L'applicazione, per qualche secondo, di un breve segmento di nastro adesivo (2,5cm), nell'area anale del paziente. Il nastro adesivo serve per raccogliere le eventuali uova deposte dagli esemplari femmine del parassita.
    Questo fondamentale passaggio procedurale deve avvenire al mattino, subito dopo il risveglio, prima di qualsiasi defecazione e di qualsiasi lavaggio, per il motivo che – come si è detto in precedenza, parlando delle cause del prurito – gli ossiuri femmine depongono le uova nelle pliche anali nel corso della notte.
  • Il trasferimento di tale segmento su un vetrino da laboratorio e la successiva deposizione di tale vetrino in un sacchetto di plastica, fornito di chiusura sigillante;
  • La consegna del sacchetto di plastica e del suo contenuto al laboratorio analisi, il cui personale si occuperà di valutare al microscopio il nastro adesivo e ricercare eventuali uova rimastevi adese.

Di norma, affinché lo scotch test possa considerarsi attendibile, la suddetta procedura dev'essere ripetuta per 3 volte, in 3 giorni separati.

Terapia

Gli ossiuri sono particolarmente sensibili al trattamento con farmaci, quali per esempio il pirantel pamoato, il mebendazolo e l'albendazolo.
In genere, la terapia farmacologica andrebbe estesa a tutti i membri del nucleo familiare, a cui appartiene il paziente, in modo da essere certi di debellare in modo definitivo i parassiti in questione.
Inoltre, sarebbe opportuno provvedere alla sterilizzazione degli effetti personali, in particolare lenzuola, biancheria intima ecc.

Pirantel pamoato

Il pirantel pamoato inibisce i recettori nicotici della placca neuromuscolare di diversi vermi intestinali – tra cui gli ossiuri – con conseguente paralisi motoria irreversibile di quest'ultimi. Tutto ciò comporta il distacco dei parassiti bersaglio dalla parete intestinale e la loro espulsione attraverso le feci.
Possibili effetti indesiderati: anoressia, diarrea, vomito, crampi addominali, cefalea, vertigini e sonnolenza.

Mebendazolo

Il mebendazolo trova particolare indicazione nel trattamento delle infestazioni da ossiuri, sia in adulti che in soggetti di giovane età.
Brevemente, il suo meccanismo d'azione consiste nell'impedire l'utilizzo del glucosio – uno zucchero semplice – da parte dei sopraccitati vermi; senza poter attingere al glucosio, gli ossiuri mancano di una fonte energetica e nutritizia fondamentale, pertanto vanno lentamente incontro alla morte.
Possibili effetti indesiderati: mal di stomaco, eritema cutaneo, diarrea a flatulenza.

Albendazolo

Utile contro diversi Nematodi, l'albendazolo agisce contro gli ossiuri in modo simile al mebendazolo: anche lui, infatti, impedisce l'utilizzo del glucosio, la fonte principale di nutrimento.
Possibili effetti indesiderati: disturbi gastrointestinali, cefalea, leucopenia, trombocitopenia,  rash cutaneo e lieve stato febbrile.


Per posologie e schemi terapeutici, relativi ai suddetti medicinali, si legga l'approfondimento: Farmaci per la cura dell'ossiuriasi

Rimedi naturali

Di seguito, si riportano, per completezza, alcuni rimedi a cui la tradizione popolare riconosce una certa utilità nella cura degli ossiuri, ricordando tuttavia che tali rimedi non possono e non devono assolutamente sostituirsi al consulto medico e ai farmaci sopraccitati.

  • Al mattino, a digiuno, è indicato un bicchiere di acqua con due spicchi d'aglio, precedentemente tritati finemente e fatti macerare in acqua calda;
  • Altri alimenti utili e con funzione vermifuga come l'aglio sono: la cipolla, il finocchio, le fragole (specie se assunte al mattino), il limone e il succo di un ananas intero (quest'ultimo è da consumare nel giro di 24 ore, se il paziente è un adulto, e nel giro di 48 ore, se il paziente è un bambino);
  • Può risultare utile ricorrere ad alcune piante ad azione vermifuga, come la corteccia di melograno, il seme santo, l'assenzio e il tanaceto. L'uso di tali piante è controindicato negli infanti e nelle donne in gravidanza, in quanto, per questi soggetti, sono tossiche;
  • Fare uso di lassativi naturali, come per esempio le prugne o il rabarbaro, per facilitare l'eliminazione degli ossiuri attraverso le feci.

Prevenzione

Per quanto concerne il tema “prevenzione degli ossiuri”, i medici raccomandano di:

  • Cambiare frequentemente e lavare ad alte temperature (60°C) la biancheria intima, le lenzuola, gli abiti e gli asciugamani utilizzati dal paziente;
  • Evitare l'uso promiscuo dei suddetti effetti personali (es: asciugamani);
  • Lavare frequentemente le mani e tenere le unghie corte e ben pulite. Tale raccomandazione si riferisce specificatamente al paziente, che, a causa del prurito anale, ha una spiccata tendenza a grattarsi;
  • Provvedere, subito dopo il risveglio mattutino, a un'accurata igiene intima, per eliminare le uova che gli ossiuri femmine hanno deposto nelle pliche anali, nel corso della notte;
  • Continuare con le suddette raccomandazioni anche durante il trattamento farmacologico degli ossiuri.


Ultima modifica dell'articolo: 04/11/2017