Ossiuri

L'Enterobius vermicularis, conosciuto anche come "verme dei bambini" o ossiuro, è un parassita bianco e sottile, responsabile di una patologia nota come ossiuriasi. Oltre al cane, colpisce anche la specie umana e si manifesta elettivamente nei bambini, in modo particolare in quelli che vivono in ambienti affollati, in comunità scolastiche numerose o in condizioni di scarsa igiene.

OssiuriLa femmina adulta dell'Ossiuro è lunga approssimativamente un centimetro con una sezione pari a circa 0,5 mm, mentre il maschio è più piccolo (2-5 mm x 0,15 mm). Nonostante le esigue dimensioni, gli ossiuri adulti si possono notare anche ad occhio nudo, sottoforma di piccoli filamenti bianchi che si muovono nelle feci o nella zona perianale durante le prime ore del mattino.

Contagio (infestazione) da Ossiuri

L'ossiuriasi viene contratta per ingestione delle uova embrionate, che possono arrivare alla bocca attraverso il cibo o tramite contatto diretto di mani ed oggetti contaminati. Dopo l'ingestione le larve si schiudono nel primo tratto dell'intestino tenue e si sviluppano nelle porzioni ad esso contigue. Mano a mano che si trasformano in vermi adulti, gli ossiuri discendono il tubo digerente fino a raggiunge l'intestino crasso (cieco, appendice e colon discendente), dove vivono per circa 7-8 settimane. Dopo la fecondazione, i maschi vanno rapidamente incontro a lisi, mentre le femmine disaderiscono dalla mucosa e migrano di notte verso l'apertura anale, dove depongono circa 10.000 uova, per poi morire in meno di mezz'ora. Al contrario di quanto avviene per molti altri parassiti, le uova degli ossiuri diventano infestanti già dopo pochi minuti dalla loro deposizione. Per questo motivo le infestazioni da uomo a uomo sono frequenti, così come il fenomeno dell'autoinfestazione. Gli ossiuri possono essere facilmente trasmessi anche da bambini ad adulti.

Sintomi e rischi per la salute

l'infestazione da ossiuri è relativamente innocua e riconosce nel prurito perianale il suo sintomo più comune. Questo segno, che si fa più intenso e molesto nelle prime ore notturne, spinge la persona a grattarsi e a raccogliere involontariamente le uova, che verranno poi disperse con le mani nell'ambiente circostante.

Il prurito da ossiuri si estende frequentemente anche nell'area vaginale e perineale (spazio compreso tra ano e genitali); talvolta è talmente fastidioso da disturbare il sonno e causare cefalea, irrequietezza ed evidenti lesioni da grattamento.

Altri sintomi di interesse clinico sono il dolore addominale e vari problemi di natura gastrointestinale (nausea, vomito ecc.). Raramente, in seguito alla migrazione del parassita, si possono verificare fenomeni di appendicite acuta o di salpingite cronica (processo infiammatorio di una o di entrambe le tube di Falloppio).

Diagnosi

Oltre che al reperto visivo degli ossiuri nelle feci e nella zona perineale (da effettuarsi preferibilmente nelle ore notturne o al risveglio), la diagnosi di ossiuriasi si basa su un semplice esame, chiamato "scotch test", che consiste nell'appoggiare una sottile striscia di carta adesiva sull'apertura anale del paziente. Anche questa operazione andrà eseguita al mattino, prima dell'evacuazione e del successivo lavaggio. Le uova del parassita rimaste adese alla parte collosa dello scotch verranno poi facilmente identificate all'esame microscopico.

Cure e farmaci contro gli ossiuri

Gli ossiuri sono particolarmente sensibili al trattamento con diversi farmaci, come il pirantel pomoato (che provoca un blocco neuro-muscolare degli elminti con paralisi ed espulsione), il pervinio pomoato ed il mebendazolo. La terapia consiste generalmente nella somministrazione di una singola dose, da ripetere poi a distanza di 14 giorni. Il trattamento farmacologico andrebbe inoltre esteso a tutti i membri del nucleo famigliare, in modo da debellare definitivamente la presenza del parassita. Anche gli effetti personali (lenzuola, biancheria intima ecc.) dovrebbero essere sottoposti a sterilizzazione.

Per posologie e schemi terapeutici leggi l'approfondimento: Farmaci per la cura dell'ossiuriasi

 

Prevenzione   Rimedi naturali

La trasmissione degli ossiuri da persona a persona può avvenire anche mediante manipolazione di abiti o lenzuola contaminate; per questo motivo si raccomanda di lavare ad alte temperature (60°C) tutta la biancheria intima, le lenzuola e gli asciugamani. Tutti questi effetti, oltre che personali (evitare l'uso promiscuo), devono essere cambiati frequentemente.

Riportiamo, per completezza, alcuni rimedi a cui la tradizione popolare riconosce una certa utilità nella cura degli ossiuri, ricordando tuttavia che questi non possono e non devono assolutamente sostituirsi al consulto medico.

 

Al mattino, a digiuno, è indicato un bicchiere di acqua con aglio, da preparare facendo macerare in un bicchiere di acqua calda un paio di spicchi tritati finemente.

 

Utile anche il succo di un Ananas intero, da assumere nell'arco delle 24 ore negli adulti e in due giorni nei bambini.

 

La cipolla condivide con l'aglio l'azione vermifuga e riequilibrante sulla flora intestinale. Altri alimenti utili per combattere gli ossiuri sono il finocchio, le fragole (500 grammi al mattino a digiuno) ed il il limone.

 

Vi sono poi delle droghe dotate di maggiore azione vermifuga, ma ormai abbandonate dalla medicina occidentale a causa della loro tossicità che le rende particolarmente pericolose soprattutto durante l'infanzia e la gravidanza. Tra esse ricordiamo la corteccia di melograno, il seme santo, l'assenzio ed il tanaceto.

 

Dopo la somministrazione di questi vermifughi viene consigliata l'assunzione di blandi lassativi naturali, per favorire la rapida eliminazione degli ossiuri (prugne, rabarbaro ecc.).

Il grattamento facilita la raccolta di uova sotto le unghie, che vengono così raccolte e disperse ovunque; per questo motivo si raccomanda di lavarsi frequentemente le mani e di tenere le unghie corte e pulite.

Può essere d'aiuto l'utilizzo di pannolini ben stretti che impediscano al bambino di grattarsi.

Un'accurata igiene intima mattutina permette di eliminare le uova e gli ossiuri fuoriusciti dall'ano durante la notte.

Il rispetto di queste norme igieniche dovrebbe costituire prassi comune; particolare attenzione andrà comunque posta nel periodo compreso tra la diagnosi di ossiuriasi e la seconda somministrazione del farmaco.