Ossitocina e gravidanza

A cura di Eugenio Ciuccetti, Ostetrico


Tra gli ormoni maggiormente coinvolti nel corso della gravidanza, e più in generale in tutto l'ambito della cosiddetta funzione riproduttiva, abbiamo sicuramente l'ossitocina.

Sintetizzato nei neuroni dei nuclei sopraottico e paraventricolare dell'ipotalamo, l'ossitocina viene poi rilasciata nel circolo sanguigno dall'ipofisi posteriore (o neuroipofisi).

Ossitocina in gravidanzaLa secrezione e l'azione dell'ossitocina sono particolarmente evidenti durante il parto, quando questo ormone stimola le contrazioni del miometrio in travaglio, e durante l'allattamento, in cui favorisce l'eiezione del latte. Sono la distensione cervicale e vaginale (Riflesso di Ferguson), nonché la stimolazione del capezzolo (ad esempio attraverso la suzione del neonato) a incrementare la sua produzione. Nel post-parto, inoltre, l'ossitocina svolge un ruolo chiave nel promuovere l'indispensabile involuzione uterina.

Tornando per un attimo al travaglio bisogna sottolineare che la liberazione di questo ormone avviene a ondate successive per raggiungere un massimo durante il periodo espulsivo. La sua efficacia in questa fase è anche dovuta agli estrogeni che stimolano la sintesi dei suoi recettori.

L'ossitocina è poi rilasciata nel periodo prodromico e dilatante come conseguenza della pressione della parte presentata sulla cervice. Anche per questo, quindi, una parte presentata ben adattata alla bocca uterina - come avviene nella fisiologica presentazione di vertice - determinerà contrazioni valide e regolari, mentre una presentazione podalica o deflessa determinerà contrazioni meno efficaci.

Ma le funzioni di questo ormone e gli impulsi che ne aumentano la quantità circolante sono svariati. Sempre restando alla gravidanza si è osservato che i livelli di ossitocina tendono ad aumentare progressivamente già nel corso dei precedenti mesi di gestazione, intervenendo probabilmente nella regolazione della stessa attività endocrina della placenta e influenzando la maturazione del collo dell'utero.

Più in generale l'ossitocina è coinvolta in tutta l'attività sessuale e nel raggiungimento dello stesso orgasmo. Qualunque stimolazione della sfera genitale, ad esempio del clitoride, d'altra parte sembra in grado di indurre la sua secrezione. Persino il trasporto dello sperma attraverso le vie genitali femminili e la contrattilità del follicolo ovarico al momento dell'ovulazione paiono condizionati dall'azione di tale ormone.

Talvolta l'ossitocina viene somministrata alla donna dall'esterno. Questo per avviare o accelerare un travaglio che stenta a progredire. Prima di tali estremi interventi esogeni tuttavia - che comunque interferiscono con la fisiologia - bisognerebbe ricordare e favorire quei fattori naturali che influiscono sulla sua spontanea sintesi endogena.

Consentire ad esempio alla donna di utilizzare l'acqua o di potersi muovere liberamente durante il travaglio, invece di costringerla a letto, significa ridurre il suo stato di ansia e stress, quindi anche i livelli di adrenalina presenti nel suo corpo. E ciò permette di aumentare in modo automatico e inversamente proporzionale quelli benefici di endorfine e, appunto, ossitocina. Da ricordare inoltre che l'eventuale esecuzione dell'episiotomia comporta, tra le sue varie conseguenze, anche quella di interrompere l'impulso nervoso che stimola la secrezione di questo fondamentale ormone.

Inibire la produzione di ossitocina, in sintesi, significa: rallentare il travaglio (sia dal punto di vista delle contrazioni che della dilatazione), allungare il periodo espulsivo, aumentare il rischio di emorragie post-partum e di problemi con l'allattamento.



Ultima modifica dell'articolo: 15/09/2016