Ossalato di Calcio - Urine Cristalli e Calcoli

Circa il 10% delle persone è oggetto di un episodio di calcolosi renale nel corso della vita, e circa il 70% di queste persone va incontro a recidive.

Circa l'80% dei calcoli renali contiene calcio, e di questi circa l'80% è formato da ossalato di calcio, in forma pura o associata a fosfato di calcio. Possiamo quindi affermare che nella maggior parte dei casi (65% circa) i calcoli renali sono formati da concentrazioni importanti di ossalato di calcio. Conoscerne il metabolismo è quindi importante per prevenire l'insorgenza della nefrolitiasi e di eventuali recidive.

Ossalato di Calcio

L'ossalato di calcio (CaC2O4) è un sale di calcio dell'acido ossalico, un composto che si presenta in cristalli aghiformi, noti in botanica come rafidi. Nelle piante questi aghi appuntiti alle estremità e racchiusi in vacuoli, rappresentano un meccanismo di difesa contro gli erbivori; ne sono particolarmente ricchi piante come il Rabarbaro, l'Altea, le Dieffenbachia e la Pastinaca. Per quanto riguarda le fonti alimentari, oltre al rabarbaro (foglie), si ricordano gli spinaci, le foglie di te, il kiwi, la barbabietola: la presenza di questi microscopici cristalli è responsabile della sensazione di bruciore intenso alla bocca e alla gola che alcune persone avvertono dopo aver ingerito questi alimenti. Ad alte dosi, l'ossalato di calcio rappresenta un vero e proprio veleno per l'organismo umano, scatenando severi disturbi dell'apparato digerente e difficoltà respiratorie fino al coma.

L'ossalato di Calcio presente nell'organismo deriva sia dall'apporto diretto di piante che ne sono ricche, sia dalla salificazione del calcio alimentare con l'acido ossalico contenuto negli alimenti, sia dalla produzione endogena (ad esempio a partire dalla vitamina C). Per questo, oltre a sottrarre calcio all'organismo, l'ingestione frequente di cibi ricchi di acido ossalico può favorire l'insorgenza di calcolosi renale in soggetti predisposti.

Calcoli di calcio ossalato: fattori di rischio

Alla formazione dei calcoli di calcio ossalato concorrono sia fattori genetici che fattori comportamentali. Questi ultimi possono essere corretti per prevenirne l'insorgenza a vari livelli.


FATTORI DI RISCHIO CAUSE Trattamento
Ridotto volume di urine Esercizio, sudorazione intensa, ridotta assunzione di liquidi con la dieta, calore, diarrea, vomito Aumento dell'apporto di liquidi a 2.5-3.0 L/die
Ipercalciuria (↑↑ calcio nelle urine) Idiopatica, intossicazione da vitamina D, eccesso di calcio nella dieta (es. abuso di integratori) Riduzione dell'introito di sodio; terapia con diuretici tiazidici; non ridurre l'assunzione di calcio salvo in casi estremi; aumentare l'apporto di calcio a 1000 mg
Iperossaluria (↑↑ acido ossalico nelle urine) Ingestione dietetica (alimenti ricchi di ossalati) e metabolismo; malattie infiammatorie intestinali Ridurre l'assunzione di ossalati; aumentare l'apporto di latte e derivati quando si consumano alimenti ricchi di acido ossalico
Ipocitraturia (↓↓ acido citrico nelle urine) Acidosi tubulare, altre acidosi metaboliche, malattie infiammatorie intestinali, spesso idiopatiche Iniziare una specifica supplementazione con potassio citrato
Iperuricosuria (↑↑ acido urico nelle urine) Eccessiva ingestione di purine e proteine animali Ridurre l'ingestione di purine (vedi dieta per la gotta); iniziare la terapia con allopurinolo
Aumentata escrezione di sodio Eccessiva assunzione di sodio con la dieta (sale da cucina e alimenti salati) Ridurre l'apporto di sodio
Obesità, sovrappeso ed insulinoresistenza Riduzione dell'escrezione di citrati, aumentata escrezione di calcio ed ossalati Dieta normocalorica od ipocalorica associata ad esercizio fisico regolare

Tra tutti questi fattori di rischio per la calcolosi da ossalato di calcio, l'ipercalciuria risulta la più comune, sebbene le sue origini non siano chiaramente identificabili in molti pazienti, dove viene forgiata dell'aggettivo "idiopatica".

La dieta per prevenire i calcoli di ossalato di calcio

ALIMENTI PIÙ COMUNEMENTE RESPONSABILI DELL'AUMENTO DEI LIVELLI DI OSSALATI NELLE URINE

Rabarbaro

Vegetali a foglia verde scura (spinaci, bietole, rucola)

Barbabietole

Crusca di frumento

Frutta secca a guscio

Soia e derivati

Cioccolato

Fragole

1) Aumentare l'apporto di fluidi in modo da stimolare una diuresi frequente con urine chiare: in questo modo le urine saranno meno concentrate, ed il calcio e l'ossalato più diluiti, quindi meno propensi a precipitare;


2) Limitare l'apporto di alimenti ricchi di proteine animali, in particolare di purine (frutti di mare, acciughe, sardine sott'olio, aringa, caviale, frattaglie, estratti di carne, brodo di carne, cacciagione, intingoli, carni e pesci grassi), evitando le diete iperproteiche, chetogeniche o low carb. L'ingestione di proteine animali aumenta l'escrezione urinaria di calcio e di acido urico, quest'ultimo può favorire la formazione di calcoli di acido urico e di ossalato di calcio


3) Limitare il consumo di alimenti ricchi di ossalati: vedi tabella a lato, ed eventualmente associarli a fonti ricche di calcio (ad es. spinaci + formaggio grattugiato) come strategia utile per limitare l'assorbimento di ossalati; inoltre, aumentare l'apporto di liquidi per la diluizione degli stessi


4) Ridurre l'apporto di sodio a meno di 2-3 grammi al giorno: preferire prodotti alimentari senza sale aggiunto; cucinare gli alimenti con poco sale, eventualmente sostituendolo con spezie; se necessario, sostituire il sale tradizionale con quello iposodico; leggere le etichette degli alimenti, evitando quelli che contengono più di 250 mg di sodio per 100 grammi di prodotto


5) Evitare le megadosi di vitamina C, che potrebbero aumentare la concentrazione di ossalati nelle urine: un'eventuale integrazione andrà effettuata a dosaggi inferiori ai 1000 mg al giorno


6) La restrizione di calcio alimentare non è necessaria per prevenire la formazione di calcoli di ossalato di calcio; l'apporto alimentare del minerale dovrebbe essere intorno al grammo al giorno per evitare possibili carenze, che porterebbero ad un aumentato assorbimento degli ossalati durante la digestione; non abusare di integratori che contengono vitamina D e calcio, anche se da alcuni studi sembra che - a dispetto di quanto ritenuto in passato - possano proteggere dalla calcolosi renale..


7) Consuma alimenti ricchi di acido citrico, come agrumi e succo di limone, che tendono ad alcalinizzare le urine prevenendo la formazione di calcoli di acido urico e di ossalati di calcio.

Farmaci per la cura dei calcoli di ossalato di calcio

Tra i farmaci potenzialmente utili per prevenire la comparsa di nefrolitiasi ossicalcica ricordiamo:

  • diuretici tiazidici (es. idroclorotiazide, clortalidone e indapamide): si sono dimostrati utili nel ridurre la calciuria e la comparsa di nefrolitiasi. Questi farmaci, inoltre, inducono un bilancio positivo del calcio, di conseguenza promuovono l'aumento della densità minerale ossea. Durante la terapia è indicata la restrizione alimentare di sodio, mentre va aumentato l'apporto di potassio per evitare l'ipocaliemia, che a sua volta può portare ad ipocitraturia. La dose iniziale abituale è di 12,5-25 mg di clortalidone o idroclorotiazide. La maggior parte dei pazienti devono ricevere un'integrazione con citrato di potassio. I diuretici risparmiatori di potassio, come l'amiloride possono contribuire ad evitare l'ipokaliemia, ma il triamterene dovrebbe essere evitato a causa della sua bassa solubilità.
  • agenti alcalinizzanti: i citrati inibiscono la formazione e la crescita di cristalli di calcio; in genere si preferisce il citrato di potassio, poiché quello di sodio potrebbe favorire l'ipercalciuria
  • allopurinolo: in caso di concomitante presenza di iperuricosuria, dal momento che l'acido urico favorisce la precipitazione dei cristalli di ossalato di calcio, l'allopurinolo è utile perché sopprime la sintesi di acido urico, riducendone di riflesso l'escrezione urinaria
  • olio di pesce: riduce la concentrazione di calcio nelle urine, inoltre la calcolosi renale è assai rara tra gli Inuit della Groenlandia; potrebbe quindi risultare utile nella prevenzione della calcolosi renale di ossalato di calcio