Obesità infantile: perché è importante prevenirla

A cura del Dottor Nicola Manca


Le migliorate condizioni socio-economiche, cattive abitudini alimentari e uno stile di vita sempre più sedentario, hanno favorito il formarsi di alcune alterazioni fisiche, che sono la conseguenza di uno squilibrio tra lo sviluppo muscolare, scheletrico e ponderale. Tali alterazioni hanno causato un aumento notevole dell'obesità infantile, che in alcuni paesi come il nostro, sta raggiungendo punte del 20% della popolazione giovanile sana.
Nella maggioranza dei casi, il fattore scatenante  è la scarsa o addirittura inesistente attività fisica, dovuta ad una carente organizzazione familiare, scolastica o ambientale, in tal senso.
L'attività fisica è infatti una componente fondamentale dell'uomo, soprattutto nell'età dello sviluppo.
L'accrescimento del bambino, come quello di tutti gli esseri viventi, è in stretta dipendenza dalle richieste funzionali che provengono dall'ambiente in cui vive. Ogni funzione si è sviluppata in conseguenza delle specifiche richieste provenienti dal mondo esterno e ciascun organo ha assunto le sue caratteristiche definitive in conseguenza delle esigenze funzionali.
I sistemi muscolare e scheletrico si sviluppano armonicamente nel corpo e nei singoli organi, soprattutto negli individui che continuamente li stimolano e li esercitano in modo appropriato.

Il "potenziale di obesità"

Possiamo considerare l'obesità come una vera e propria patologia, caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo, dovuto sia ad aumento di volume, che di numero degli adipociti (le cellule che formano il tessuto adiposo).
È fondamentale combattere l'obesità sin dall'età evolutiva, perché è l'adolescenza il periodo critico in cui si stabilisce "il potenziale di obesità di un individuo", dato dal numero di adipociti.
Nella fase adolescenziale infatti, il numero delle cellule adipose aumenta significativamente, per poi rimanere all'incirca invariato per il resto della vita. E' dunque importante prevenire un aumento eccessivo del tessuto adiposo e del numero di adipociti.
In un soggetto normopeso il  numero delle cellule adipose è di circa 25-30 miliardi, nei soggetti obesi tale valore sale mediamente tra i 40 e i 100 miliardi.
Nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta sono quasi esclusivamente le dimensioni degli adipociti a variare:  aumentano quando si ingrassa e diminuiscono con il dimagrimento; nei soggetti obesi il volume degli adipociti è all'incirca doppio rispetto ai soggetti normopeso.
Tra le gravi conseguenze dell'obesità che possono colpire precocemente bambini e  ragazzi, le più frequenti sono rappresentate da problemi all'apparato respiratorio (apnea notturna, affaticabilità);  a quello osteoarticolare (varismo-valgismo arti inferiori, ridotta mobilità articolare,piedi piatti); all'apparato digerente e a quello cardiocircolatorio (incapacità di rispondere in maniera adeguata ad uno sforzo, anche di lieve intensità e limitato nel tempo, minore efficienza ventilatoria.)
Nell'età evolutiva inoltre, il sovrappeso corporeo  ingenera altre spiacevoli conseguenze a livello psicologico. Il bambino obeso frequentemente può sentirsi a disagio e vergognarsi, arrivando addirittura  ad autoescludersi dalla vita sociale e dalle normali attività ludiche e motorie.  Spesso sono bambini che tendono a chiudersi in casa ed iperalimentarsi, instaurando un pericoloso circolo vizioso (sovrappeso,  inattività motoria, esclusione dalla vita di gruppo, iperalimentazione).

La mancata attività motoria è molto spesso sia causa che  conseguenza dell'obesità .

Conclusioni

É importante ricordare che un bambino obeso sarà nella maggioranza dei casi un adulto obeso, sia per l'esclusione dalle normali attività motorie, sia per l'eccessivo aumento delle cellule adipose durante l'età dello sviluppo.
Il miglior metodo per avere un adulto sano è quindi prevenire il sovrappeso e le patologie psicofisiche ad esso  correlate. Per ottenere questo risultato è  necessario associare corrette abitudini alimentari ad adeguata attività motoria, che tenga conto delle difficoltà psicofisiche connesse all'età dello sviluppo ed aggravate dall'obesità.
Risulta fondamentale quindi, la figura di un professionista nel campo dell'educazione psicomotoria,  che aiuti le famiglie  a educare o rieducare il bambino ad una corretto stile di vita, che lo accompagni sino all'età adulta e lo porti ad essere un adulto sano.

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Ultima modifica dell'articolo: 22/02/2016