A cura di Nicolò Ragalmuto
L'obesità infantile, secondo i più esperti nutrizionisti, è il risultato di un bilancio energetico positivo prolungato nel tempo. Questo significa che il bambino introduce all'interno del proprio organismo più calorie di quante ne consuma.
Un bambino può definirsi obeso quando il suo peso supera del 20% quello ideale per sesso, età, peso ed altezza (vedi anche BMI e bambini).
Un dato allarmante ci viene fornito dalle statistiche, dove in Europa l'Italia si trova collocata nei primi posti per numero di bambini in sovrappeso; infatti, nel nostro paese un bambino su 4 risulta obeso.
I problemi a cui si incorre quando si è obesi da bambini, continuando spesso ad esserlo anche da adulti, risiedono nell'esposizione a determinate patologie che interessano i sistemi circolatorio (come ad esempio l'ipertensione arteriosa), muscolo scheletrico (ad es. artrosi) e metabolico (ad es. diabete mellito). In aggiunta a questo, il bambino obeso può sviluppare un disagio psicologico dovuto al suo aspetto, con conseguente vergogna e rifiuto del proprio aspetto, senza tralasciare il fatto che spesso diventa vittima di scherzi da parte di compagni ed "amici". Questo disagio può inoltre contribuire all'instaurarsi di un disturbo nel comportamento alimentare.
I principali fattori di rischio dell'obesità infantile, sono principalmente tre:
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- ALIMENTAZIONE: che può essere eccessiva, sregolata, frequente e cattiva; |
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SEDENTARIETÀ: derivata dall'utilizzo di mezzi per muoversi e spostarsi, dal troppo tempo trascorso davanti alla TV e ai videogiochi, dal diminuito numero di uscite in luoghi all'aperto dove poter giocare; |
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- FAMILIARITA': di natura ereditaria, dovuta a fattori ambientali. |
La soluzione da adottare per prevenire l'obesità infantile ci viene fornita dal Ministero della Salute attraverso il documento "Strategie di educazione alimentare e nutrizione", secondo cui bisogna abituare i bambini a:
Riguardo l'ultimo punto, come mia esperienza personale e professionale, ritengo che sia di fondamentale importanza (naturalmente tenendo sempre in considerazione gli atri punti). Oggi, purtroppo per vari motivi - quali ad esempio la mancata o pochissima educazione fisica nelle scuole, la diffusione dei videogiochi con la scomparsa di quelli all'aperto - sta venendo a mancare sempre più il cosiddetto gioco di strada, cioè tutte quelle attività che fino a pochi anni fa venivano svolte dai bambini quando si riunivano nei luoghi all'aperto, per strada, nei campetti, nelle parrocchie delle chiese, ecc., rappresentate dal correre, dallo strisciare, dal saltare, dal rotolare, dal lottare, dall'arrampicarsi, dal lanciare, ecc. ecc., cioè quelle semplici attività motorie di base importantissime per lo sviluppo armonico del bambino.

Spesso e volentieri il gioco manca perché i genitori con troppa facilità rimproverano i propri figli mentre giocano, dicendo "stai fermo", "non ti muovere", guardati la televisione", ecc.. Questo fa sì che il bambino invece di essere attivo e dunque in movimento (con consumo di calorie), diventi passivo e pian piano inizi a diventare un "motore fermo" che riceve solo carburante (cibo).
Il gioco è importantissimo, è allenamento, aiuta a bruciare, a crescere e ad interagire con ciò che ci circonda. Naturalmente il gioco non è solo questo, secondo Freud permette l'elaborazione e l'espressione di vissuti emotivi ed inconsci. Inoltre giocare è un modo di tramandare e di acquisire nuove conoscenze complesse, anche quando non esplicitamente definite.
Il gioco, dunque, può e dev'essere inserito come metodo di allenamento, utile nella prevenzione dell'obesità infantile.
Secondo J. Weineck i vantaggi che ha il gioco come metodo di allenamento sono:
Grazie "all'allenamento gioco", sarà dunque possibile allenare sia le capacità condizionali che quelle coordinative.
La resistenza ad esempio può essere allenata attraverso dei percorsi con salite, discese, ostacoli, oppure cercando di afferrare un compagno con il gioco di "guardia e ladri".
Sarà possibile allenare la forza arrampicandosi, facendo giochi di lotta, oppure giocando con il "tiro alla fune"
Si potrà allenare la rapidità attraverso le staffette, facendo lo "slalom tra i compagni".

Ma soprattutto sarà possibile allenare la coordinazione neuromotoria una tra le capacità che si sta sempre più perdendo.
Quindi attraverso l'allenamento gioco sarà possibile allenare correttamente in maniera ludica rispettando il corretto sviluppo fisico del bambino.
Il dovere più importante spetta dunque ai genitori che hanno il compito di abituare i bambini ad evitare le cattive abitudini alimentari, al troppo tempo davanti alla
TV ed ai videogiochi, ma soprattutto devono porre l'attenzione all'ottenimento di obiettivi che si riferiscono al miglioramento dello stato di salute ed allo sviluppo armonico del bambino, consentendogli di giocare ed allenarsi attraverso un'estesa varietà di attività ludico-sportive per il conseguimento di risultati legati alla salute psicofisica.
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