Nocebo - Effetto Nocebo

Cos'è l'Effetto Nocebo?

Nella medicina moderna, il termine nocebo viene usato per indicare qualsiasi sostanza o terapia medica innocua e priva di attività terapeutica intrinseca, ma in grado comunque di scatenare reazioni negative o indesiderate a causa della valenza negativa che il soggetto attribuisce alla cura.

effetto-noceboPrendiamo ad esempio un soggetto consapevole della sua grave allergia verso un certo farmaco; ipotizziamo a questo punto che un farmacista riproduca esattamente la stessa compressa (identica per colore, dimensioni ecc.), evitando però di inserire il principio attivo verso cui il soggetto risulta allergico. Ora, nel momento in cui un medico prescriverà di assumere questa compressa, è possibile che essa - pur risultando assolutamente inerte dal punto di vista farmacologico - scateni reazioni negative nel soggetto, poiché egli tenderà ad associare alla stessa le esperienze negative vissute in passato a causa della sua allergia.

Un altro esempio di effetto nocebo è quello di un paziente intimorito dagli effetti collaterali di un determinato farmaco, che ha creato gravi problemi di salute a un suo conoscente. Nel momento in cui il medico prescriverà al soggetto un farmaco identico per aspetto, ma privo di principi attivi (quindi farmacologicamente inerte), è possibile che il paziente vada a lamentare gli stessi effetti collaterali riportati dal conoscente. Tali effetti negativi non possono essere attribuiti all'azione intrinseca del farmaco (essendo questo privo di principi attivi), ma vanno ricondotti a una sorta di autocondizionamento dovuto al pessimismo e alle aspettative negative riguardanti gli effetti del falso farmaco.

L'effetto nocebo si contrappone al più noto effetto placebo, che rappresenta lo stesso fenomeno, ma con valenza positiva (indica l'effetto curativo di qualcosa che di per sé non ha alcun effetto, ma in cui il paziente nutre profonda fiducia di guarigione).

Ancora, si è visto che l'atto di ricevere un referto medico sbagliato, che diagnostica una malattia inesistente, in molti casi porta il paziente a lamentare i sintomi di quella malattia, che in realtà non esiste. Per non parlare degli studi sugli ipocondriaci, nei quali si è appurata la capacità di ammalarsi davvero, a furia di immaginarsi affetti da ogni sorta di male in realtà inesistente.

Da Cosa Dipende?

L'effetto nocebo è un evento psicosomatico negativo dovuto a scarsa fiducia nella terapia o nel medico che l'ha prescritta.

Se dal punto di vista psicologico il paziente sottoposto reagisce negativamente alla terapia, a livello del sistema nervoso centrale (e non solo) si attiva il cosiddetto circuito dell'ansia, da cui consegue una risposta biologica con modificazioni nei livelli di neurotrasmettitori ed ormoni. Una delle molecole più importanti in tal senso sembrerebbe essere la colecistochinina (la quale causa nausea, ansietà, aumento della sensibilità agli stimoli dolorifici e rifiuto del cibo). Lo stesso sistema immunitario è fortemente influenzato dallo stato psicologico del soggetto, per non parlare poi del cortisolo e di altri ormoni strettamente dipendenti dai livelli di stress.

Riguardo alle cause del fenomeno, la maggior parte degli studi si è concentrata sull'effetto placebo, piuttosto che sul nocebo. Tuttavia anche quest'ultimo merita molta attenzione, poiché alcune malattie iatrogene possono dipendere non solo dagli effetti collaterali della cura in sé, ma anche dalla struttura in cui la terapia viene somministrata e dallo stesso personale sanitario che la prescrive.

In generale, potremo dire che l'effetto nocebo riconosce cause contrarie a quelle che determinano l'effetto placebo; quindi dipende soprattutto da:

  • scarsa fiducia del paziente nei confronti della cura che gli viene prescritta (la quale dipende in larga misura dalla scarsa fiducia in colui che gliela prescrive).
  • condizionamento (legato a precedenti esperienze → per esempio sapere che quel medico ha provocato danni ad un amico aumenta l'effetto placebo);

Trattandosi di un effetto soggettivo, un nocebo per un soggetto può rivelarsi un placebo per un altro, e viceversa. Da qui emerge ancora una volta la necessità che tra medico e pazienti si instauri un rapporto di reciproca conoscenza, fiducia e collaborazione, con pieno rispetto delle esigenze di entrambi.



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