Nevrosi

Generalità

La nevrosi è un insieme di disturbi determinato da conflitti psichici, che provocano un grave stato d'ansia.
NevrosiQuesto fenomeno si esprime con una molteplicità di sintomi di ordine psicologico, neurovegetativo (relativo a funzioni involontarie del corpo gestite dal sistema nervoso) e comportamentale, che sono sostanzialmente sempre esempi di reazioni emotive incontrollate ed anomale.
Alla base delle nevrosi, vi sono motivi variabili e molteplici, tutti riconducibili all'esistenza di conflitti intrapsichici tra desideri ed impulsi (per lo più inconsci) esistenti nella persona o presenti tra questa e il suo ambiente. Nel momento in cui questi pensieri inaccettabili e repressi minacciano di entrare nella coscienza, la mente umana si difende generando l'ansia, attraverso l'utilizzo di processi come la repressione, la negazione o la formazione reattiva. Spesso, i sintomi si presentano quando un meccanismo di difesa precedentemente utilizzato, smette di essere efficace per vari motivi. In ogni caso, la nevrosi non dipende da cause organiche e il giudizio di realtà del soggetto e l'organizzazione della personalità si mantengono intatti.
Di solito, il disturbo si manifesta con senso di inadeguatezza, preoccupazione eccessiva, insoddisfazione e disturbi del comportamento. Durante un episodio di nevrosi, il paziente non è più in grado di controllare i propri sentimenti, ma è dominato da questi. Ciò provoca una sofferenza significativa e un forte disagio nel soggetto.
La diagnosi si basa sull'anamnesi, sull'esame obiettivo e sul colloquio con il paziente, per valutare le condizioni cliniche e lo stato mentale. Il trattamento comprende generalmente la psicoterapia, la terapia farmacologica o entrambe.

Cause

La nevrosi è una condizione di sofferenza e di alterato funzionamento psichico, inerente a numerose attività o eventi, che non ha alcun substrato organico.
Questa problematica riconosce un'origine psicologica e, secondo la teoria psicanalitica classica, esprimerebbe un conflitto che deriva dagli eventi esistenziali, dalle esperienze traumatiche e dalla difficoltà di adattamento (in rapporto ai modelli interiori di comportamento ed ai disagi nella relazione con l'ambiente), che tuttavia continuano ad agire a livello subconscio.
In tal senso, la nevrosi costituisce un compromesso tra un desiderio inconscio e la necessità di attuare dei meccanismi di difesa contro queste stesse tendenze istintive (pulsioni) considerate inaccettabili e “pericolose”. Nel soggetto nevrotico, il “sovraccarico” di questi processi difensivi rivolti all'interno della mente può provocare una difficoltà psicologica, associata ad un'ansia molto intensa e, talvolta, addirittura cronica.
L'utilizzo di meccanismi, come la rimozione o la razionalizzazione, per cercare di tenere sotto controllo il problema e di risolvere le situazioni di conflitto, sono, infatti, delle soluzioni che si trasformano in sintomi nevrotici, cioè espressioni che vanno a sostituire un impulso che minaccia di divenire cosciente.
Attraverso queste manifestazioni il soggetto nevrotico troverebbe un soddisfacimento parziale e indiretto dei propri desideri. Quando l'ansia viene riversata, invece, su un oggetto o una situazione specifica può svilupparsi una fobia.

Possibili fattori scatenanti

Le cause delle nevrosi sono complesse e multifattoriali, e non sempre accertabili in ogni singolo caso. Molte volte, il conflitto nevrotico è correlato ad una catena di eventi psicologici inconsci che hanno origine nel passato più o meno remoto (es. stimoli sessuali, aggressioni e ricordi dolorosi di una perdita o di un desiderio insoddisfatto risalente all'infanzia). La comparsa della nevrosi può essere determinata o scatenata dall'esposizione a situazioni avvertite come gravemente minacciose.
Il disturbo nevrotico può trovare le proprie radici nell'infanzia e, precisamente, nell'incompleta risoluzione del complesso edipico nelle fasi precoci di sviluppo, che ostacola la piena maturazione psicologica dell'individuo. In altri casi, è possibile risalire a una situazione più complessa che contrappone bisogni affettivi e contenuti mentali repressi di tipo etico-disciplinare fatti propri dal soggetto.

Classificazione

Il concetto di “nevrosi” ha subìto nel tempo un processo di revisione (ancora in atto): al giorno d'oggi, il termine non è più generalmente utilizzato da psicologi e psichiatri per indicare una categoria diagnostica, e non rientra nei sistemi di classificazione delle malattie psichiatriche (inoltre, è stato rimosso dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Al suo posto, si è preferita l'espressione di “disturbo” (es. disturbo d'ansia, disturbo dissociativo ecc.), indirizzandosi verso i sintomi prevalenti che si esprimono nel soggetto nevrotico.
In tal modo, i quadri morbosi che erano inclusi nella categoria delle “nevrosi” sono stati così suddivisi in:

Il termine “nevrosi” comprende, dunque, un ampio gruppo di disturbi psicologici; il nucleo psicopatologico comune è costituito dall'ansia, ma non esiste un unico corrispettivo sul piano clinico: il significato e l'area di delimitazione della problematica hanno quindi perso qualsiasi specificità. Le condizioni considerate in precedenza come “nevrotiche” sono oggi definite “reazione da stress acuta” e “disturbo dell'adattamento” e sono state sostituite da una serie di altri quadri clinici.
Tuttavia, una nevrosi può essere sufficiente ad alterare il funzionamento di una persona in numerose aree ed il termine potrebbe essere ancora utilizzato per descrivere la centralità delle dinamiche conflittuali che attivano sintomi ansiosi e comportamenti associati. Per questo, alcuni professionisti ritengono che questo concetto sia ancora utile nella psichiatria contemporanea e dovrebbe essere mantenuto per descrivere la gamma di malattie mentali al di fuori dei disturbi psicotici (come la schizofrenia o il disturbo delirante).


Differenza tra psicosi e nevrosi

  • La psicosi implica un'alterazione profonda della personalità e, in qualche modo, il rapporto del paziente con la realtà circostante è sempre compromesso; sintomi psicotici più frequenti sono deliri, allucinazioni, confusione, gravi sbalzi d'umore e alterazione del comportamento.
  • Sul piano psicologico, la nevrosi è caratterizzata, invece, dall'ansia e dall'esistenza di conflitti inconsci o parzialmente coscienti. La personalità nevrotica è solo in parte alterata dal quadro morboso: accanto alle funzioni psichiche disturbate dai sintomi d'ansia, ve ne sono altre che rimangono integre. In generale, la nevrosi è, quindi, meno grave del disturbo psicotico.

Sintomi

I sintomi della nevrosi sono l'espressione simbolica di conflitti e rappresentano un compromesso fra desideri e meccanismi di difesa.
La manifestazione più frequente è l'ansia, ma comunemente si riscontrano anche sentimenti di inadeguatezza, disturbi del comportamento e depressione reattiva (ossia in risposta a un evento giudicato offensivo).
Lo squilibrio emotivo può portare a uno stato di continua apprensione, per cui le persone che ne sono affette appaiono tese, irritabili, tendono a soffrire d'insonnia e reagiscono alle situazioni conflittuali in modo eccessivo. Altre manifestazioni sempre presenti sono l'iperemotività, il sentimento costante d'insoddisfazione e l'avvilimento, vissuto come inevitabile.
Nel paziente nevrotico si possono osservare anche fobie (paura eccessiva di parlare in pubblico, degli spazi aperti, degli insetti ecc.) o comportamenti ossessivo-compulsivi (es. continuare a lavarsi le mani).
Anche le funzioni neurovegetative sono profondamente coinvolte; possono così verificarsi disturbi del sonno, dell'appetito e delle funzioni viscerali. In alcuni casi, le nevrosi inducono manifestazioni psicosomatiche varie, tra cui astenia, accelerazione del polso, palpitazioni cardiache, sudorazione eccessiva, tremito, vertigini, emicrania, talvolta anche con nausea, vomito o diarrea.
A differenza delle psicosi, di solito le nevrosi non compromettono l'adattamento sociale (il comportamento può risultare alterato, ma, di solito, rimane entro limiti accettabili) e la persona non perde il contatto con l a realtà (in genere, non si crea una confusione tra le proprie esperienze e le fantasie soggettive rispetto agli stimoli derivanti dall'esterno).
Nella nevrosi, inoltre, le funzioni cognitive sono per lo più conservate e il soggetto mantiene la capacità di introspezione, quindi possiede una consapevolezza della propria sofferenza, delle proprie limitazioni e dei propri sintomi e - anche se non riesce ad affrontare e superare l'ansia - la critica come manifestazione morbosa.

Decorso

Le manifestazioni hanno generalmente un andamento episodico. Le riacutizzazioni sono frequenti soprattutto in occasione di particolari età o tappe dell'esistenza (come matrimonio, maternità, menopausa ecc.) o in situazioni a forte risonanza emotiva (incidenti, insuccessi ecc.).  Nel decorso della nevrosi possono manifestarsi episodi depressivi.

Diagnosi

La diagnosi di nevrosi viene posta da uno psichiatra sulla base del colloquio con il paziente ed, eventualmente, delle risposte ad appositi questionari standardizzati per valutare le condizioni cliniche e lo stato mentale.
Il soggetto con sintomi nevrotici dovrebbe essere sottoposto anche ad un esame fisico completo e ad un'anamnesi dettagliata, per escludere eventuali malattie sottostanti (ad esempio: tumori o lesioni cerebrali).

Trattamento

La nevrosi dev'essere trattata con l'aiuto di uno psicoterapeuta, psicologo e/o psichiatra. La scelta dei possibili interventi dipende dai sintomi che il paziente presenta e dal livello di disagio che stanno causando.
Il trattamento principale delle nevrosi consiste nella psicoterapia, che aiuta il paziente a modificare, almeno parzialmente, le sue modalità di reazione. A quest'approccio vengono spesso associati farmaci per ridurre i sintomi più invalidanti, tra cui gli ansiolitici (es. benzodiazepine), gli antidepressivi e gli ipnotici per l'insonnia.
Altre modalità di intervento che possono essere utili per ridurre il disagio soggettivo e le alterazioni comportamentali della nevrosi possono includere la terapia cognitivo-comportamentale, le tecniche di rilassamento, il biofeedback e le metodologia di intervento creative (ad esempio: arte o musicoterapia).



Ultima modifica dell'articolo: 06/10/2016