Neuroma di Morton

Generalità

Il neuroma di Morton è una condizione dolorosa, che colpisce uno dei nervi del piede. Oltre al dolore, il paziente avverte anche bruciore, formicolio e intorpidimento in alcune aree del piede colpito. Neuroma di MortonIndossare scarpe strette, o col tacco, e la predisposizione anatomica del paziente sono tra le cause più comuni di neuroma di Morton.
La cura prevede sia una terapia conservativa, sia una terapia chirurgica. Si procede, solitamente, con la terapia conservativa, in quanto meno invasiva. Qualora questa non fosse efficace, il paziente può sottoporsi a un intervento chirurgico, non privo di possibili complicazioni.

Anatomia del piede

Prima di descrivere il neuroma di Morton, è utile ricordare ai lettori la struttura ossea del piede.

Il piede è composto, principalmente, da:

  • Ossa tarsali
  • Ossa metatarsali
  • Falangi

Ossa del Piede Le ossa tarsali, nel loro insieme, sono 7 e compongono una struttura chiamata tarso. Sono classificate come ossa larghe. Da un parte, sono collegate con la tibia e il perone; dall'altra, con le ossa metatarsali.
Le ossa metatarsali (o metatarsi) sono 5, disposte parallelamente l'una all'altra. Si tratta di ossa lunghe, alla cui estremità si articolano le falangi.
Infine, le falangi sono 14 e formano le dita dei piedi. Tranne l’alluce che è costituito da 2 falangi, tutte le altre dita dei piedi ne possiedono 3 per ciascuno.

Cos'è il neuroma di Morton

Il neuroma di Morton è una patologia che colpisce uno dei nervi sensitivi interdigitali del piede. Tali nervi affiancano le ossa metatarsali e raggiungono le dita dei piedi.

Il termine neuroma induce a pensare che si tratti di un tumore, ma, in realtà, non è così. Infatti, si tratta di una fibrosi a carico del tessuto nervoso che circonda il nervo sensitivo interdigitale interessato.
Questa fibrosi si presenta come un ispessimento, che, in alcuni casi, può sentirsi al tatto.

Chi soffre di neuroma di Morton avverte una sensazione dolorosa in corrispondenza del punto in cui si è sviluppata la fibrosi e a livello delle dita raggiunte dal nervo colpito.

Nuroma di Morton
Figura: è possibile riconoscere il nervo interdigitale (in rosso), che corre lungo i due metatarsi e arriva fino alle falangi. Immagine tratta da ortopediabenassini.it

QUAL È IL NERVO PIٙ COLPITO?

Il nervo più soggetto a fibrosi è quello posto tra il terzo e il quarto metatarso.

Seppur meno frequente della precedente, anche la fibrosi del nervo tra il secondo e il terzo metatarso è abbastanza comune. Rare, invece, sono le fibrosi tra il quarto e il quinto metatarso e tra il primo e il secondo.
È assai improbabile che si sviluppino due neuromi contemporaneamente e nello stesso piede.

EPIDEMIOLOGIA

Il neuroma di Morton può insorgere a qualsiasi età, ma colpisce prevalentemente individui tra i 40 e 50 anni. Tre persone su quattro, che presentano la malattia, sono donne.

Cause

La precisa causa che determina il neuroma di Morton è sconosciuta. Le ipotesi sono diverse; la più accreditata sostiene che la fibrosi derivi da uno stress meccanico, equivalente a uno sfregamento, a carico di un nervo interdigitale e delle ossa metatarsali ai suoi lati. Questo continuo sfregamento determina la formazione, attorno al nervo, di un voluminoso tessuto cicatriziale (da cui il termine fibrosi), che comprime il nervo stesso, provocando dolore.

FATTORI DI RISCHIO

Come abbiamo accennato, alcuni nervi interdigitali sono più soggetti a sviluppare il neuroma di Morton.
Per quale motivo?
Per ragioni anatomiche, legate al piede umano. Infatti, lo spazio tra i diversi metatarsi non è costante, ma varia in base al metatarso considerato. Dove i metatarsi sono più vicini tra loro (cioè tra terzo e quarto e tra secondo e terzo), si verifica con maggior frequenza lo sfregamento tra il nervo e le ossa metatarsali che lo circondano. In alcune persone, questa caratteristica anatomica è più accentuata e predispone maggiormente alla malattia.

Altri fattori di rischio, che predispongono al neuroma di Morton, sono:

  • Scarpe con tacco alto, che provocano uno stress eccessivo sulle punte dei piedi. Ciò spiega per quale motivo siano colpite maggiormente le donne.
  • Scarpe troppo strette, che causano una compressione degli spazi tra i metatarsi, dove risiedono i nervi. È quanto accade ad alcuni sportivi, quali calciatori, alpinisti o sciatori.
  • Traumi o sollecitazioni ripetitive, dovute alla pratica di sport come la corsa o la danza.
  • Deformità dei piedi, ad esempio: piedi piatti, calli o dita a martello.

Sintomi e segni

Per approfondire: Sintomi Neuroma di Morton


I principali sintomi del neuroma di Morton sono:

  • Dolore
  • Bruciore
  • Intorpidimento
  • Formicolio

Questi sintomi si avvertono sia camminando, sia a riposo. La loro comparsa varia da paziente a paziente: infatti, in qualcuno, assumono l'aspetto di disturbi cronici/quotidiani; in qualcun altro, compaiono invece in modo transitorio.
L'entità della sintomatologia, molto spesso, induce il paziente a togliersi le scarpe e a massaggiarsi la zona dolente.

Il classico segno del neuroma di Morton è il segno di Mulder. Seppur sia meno indicativa della malattia, anche la percezione, al tatto, di un leggero avvallamento può aiutare il medico nella diagnosi.

DOLORE

La sensazione di dolore è avvertita nella zona dell'avampiede e nelle dita dei piedi. È facile intuire il nervo interdigitale interessato, poiché il dolore si concentra tra le due facce interne delle dita interessate. Per esempio, quando il neuroma si sviluppa tra terzo e quarto metatarso del piede destro, il paziente lamenta un disturbo doloroso nelle due regioni contrapposte del terzo e del quarto dito.

BRUCIORE

È avvertito alla pianta del piede e può irradiarsi fino alle dita raggiunte dal nervo colpito da neuroma di Morton.

INTORIPIDIMENTO E FORMICOLIO

Segno di Muller
Figura: manovre per percepire il cosiddetto segno di Mulder

La zona interessata è la stessa in cui si avverte dolore e bruciore. Intorpidimento e formicolio possono accentuarsi se si indossano scarpe col tacco o scarpe troppo strette.

SEGNO DI MULDER

È un clic, che il medico può avvertire praticando una compressione doppia e contemporanea in aree ben precise del piede. La prima, ai lati dei metatarsi dolenti, con una mano. La seconda, con l'altra mano, nella zona interdigitale, dove è percepito il dolore.

Diagnosi

Nella maggioranza dei casi, la diagnosi del neuroma di Morton si basa sull'anamnesi (cioè sulla descrizione dei sintomi, esposta dal paziente) e sul segno di Mulder.
La percezione dell'avvallamento, invece, non è sempre affidabile, in quanto può indicare una circostanza patologica diversa, per esempio una microfrattura.

Per la somiglianza dei sintomi, il neuroma di Morton può essere confuso con:

Pertanto, per maggiore sicurezza, il medico può sottoporre il paziente a tre diversi esami diagnostici: raggi X, ecografia e risonanza magnetica nucleare.
Tramite essi, si accerta la pre-diagnosi e si escludono altri disturbi patologici.
La tabella seguente riassume i test strumentali, cui sottoporsi, per confermare il neuroma di Morton.


Esame diagnostico Perché viene eseguito?
Raggi X Serve a escludere:
  • Microfratture di un metatarso
  • Artriti
Ecografia Rivela:
  • le anomalie del tessuto molle, come quello nervoso.
Esclude:
  • Borsiti
  • Capsuliti
Vantaggi:
  • Individua la zona dolente, in cui iniettare la soluzione terapeutica, a base di cortisone (Vedi terapia)
Risonanza magnetica nucleare Rivela:
  • La presenza del neuroma di Morton, quando i sintomi sono transitori e di lieve entità

Terapia

Per approfondire: Farmaci per la Cura del Neuroma di Morton


La terapia del neuroma di Morton può essere di tipo conservativo o di tipo chirurgico.

La terapia conservativa mira a risolvere il problema nel modo meno invasivo possibile, senza rimuovere la porzione di nervo colpita da fibrosi. A tal proposito, si sono perfezionati diversi trattamenti. Essi consistono in:

  • Uso di speciali plantari
  • Iniezione locale di cortisone
  • Sclero-alcolizzazione
  • Crioterapia
  • Fisioterapia

Qualora questi trattamenti non avessero l'effetto desiderato, si deve ricorrere alla chirurgia.
L'intervento chirurgico si chiama neurectomia.

N.B: a chi soffre di neuroma di Morton, viene consigliato, innanzitutto, di non calzare scarpe troppo strette o scarpe col tacco. Non va dimenticato che questa è la prima misura terapeutica da attuare.

Terapia Conservativa

Plantari

I plantari sono, di solito, fatti su misura del paziente. Vengono posizionati in corrispondenza dell'avampiede, all'interno della calzatura. La loro funzione è quella di diminuire la compressione della zona dove si è formata la fibrosi e di aumentare la spazio tra le ossa metatarsali.

iniezione di cortisone

L'iniezione di cortisone è locale, cioè direttamente nel punto dove l'ecografia ha individuato il neuroma. Al cortisone, si associa anche una soluzione anestetica. La funzione del trattamento è quella di ridurre l'infiammazione e l'irritazione, insorte per lo sfregamento del nervo interdigitale contro i metatarsi. Di conseguenza, anche il dolore dovrebbe alleviarsi.

Svantaggi: la cura ha, in alcuni casi, efficacia temporanea. Dopo un periodo di sollievo, infatti, può ricomparire la sensazione dolorosa. In queste circostanze, ulteriori iniezioni di cortisone possono danneggiare il tessuto tendineo e legamentoso del piede.

SCLERO-ALCOLIZZAZIONE

La sclero-alcolizzazione è una tecnica in fase di perfezionamento, ma sembra sia una valida alternativa al cortisone e alla chirurgia. Essa consiste nella preparazione di una soluzione a base di alcol diluito, che viene iniettata nell'area del neuroma.
L'alcol ha una funzione tossica sul tessuto cicatriziale della fibrosi. Si effettuano dalle 2 alle 7 iniezioni per ciclo di trattamento. Tra un ciclo e l'altro, si deve attendere dai 7 ai 21 giorni.
Benefici: riduzione del dolore, anche quando il paziente cammina.

CRIOTERAPIA

La crioterapia è una pratica terapeutica minimamente invasiva, che prevede il raggiungimento di temperature vicine ai -100°C. In tal modo, si mira a interrompere la trasmissione nervosa, che fa percepire dolore al paziente. Non è sempre efficace e i disturbi possono ripresentarsi.

FISIOTERAPIA

La fisioterapia consiste nell'eseguire degli esercizi di allungamento muscolare (stretching), che aiutino il paziente a ridurre la compressione sul piede.

Intervento Chirurgico

La terapia chirurgica del neuroma di Morton consiste nella neuroctomia.
Di solito, la neuroctomia consiste nel rimuovere parte del nervo interessato dal neuroma. Ma, in alcuni casi, può anche limitarsi a creare più spazio attorno al nervo compresso dal tessuto cicatriziale.

L'incisione chirurgica necessaria per operare può effettuarsi sul dorso del piede o sulla pianta.
La tabella seguente riporta vantaggi e svantaggi delle due modalità d'incisione.


Operazione chirurgica Vantaggi Svantaggi
Incisione sul dorso del piede

Decorso post-operatorio più veloce

Il nervo è coperto dal legamento metatarsale trasverso. Questo va rimosso per poter raggiungere il nervo interessato

Incisione sulla pianta del piede

Si ha accesso diretto al nervo da rimuovere

Decorso post-operatorio assai lungo. La pianta del piede è il punto più sollecitato quando si cammina; di conseguenza, un'incisione in questa zona rimargina con estrema lentezza


La chirurgia è spesso risolutiva. Tuttavia, come in tutte le operazioni chirurgiche, possono verificarsi delle complicazioni:

  • In alcuni pazienti, il decorso post-operatorio è caratterizzato dalla ri-formazione di nuovo tessuto cicatriziale nel punto in cui è stata effettuata la neurectomia. Ciò fa sì che si ripresentino i sintomi precedenti all'intervento.
  • La rimozione del nervo può comportare una sensazione permanente di intorpidimento alle dita interessate dal neuroma.
  • Nel punto di incisione può svilupparsi un'infezione oppure una zona callosa, nota col nome di cheratosi plantare.

Prognosi e prevenzione

La prognosi del neuroma di Morton varia da paziente a paziente. Pertanto, è opportuno fare alcune premesse. Innanzitutto, l'anatomia del piede di ciascun individuo gioca un ruolo fondamentale sulle risposte alle terapie conservative e chirurgiche. In secondo luogo, è molto importante non indossare più scarpe che comprimano i nervi interdigitali. Quest'ultimo accorgimento è una misura sia terapeutica che preventiva.

DATI STATISTICI

Si è osservato che circa una persona su quattro non richiede alcun intervento chirurgico. In questi casi, è sufficiente sottoporsi a un trattamento cortisonico/anestetico e cambiare le scarpe utilizzate.
Tre persone su quattro, invece, che si sono sottoposte a neurectomia, mostrano ottimi risultati di recupero. Quando però l'operazione non va a buon fine, il neuroma di Morton più ripresentarsi, addirittura in una forma più acuta.



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