La nausea riflette, per definizione, il bisogno impellente di vomitare, cioè di espellere il contenuto gastrico attraverso la bocca; tipica è quella provocata dal mal di mare o da affezioni dello stomaco.
Nausea e conati di vomito sono particolarmente frequenti durante i primi mesi di gravidanza, soprattutto al risveglio o dopo la colazione del mattino. Questa fastidiosa sensazione interessa oltre il 50% delle gestanti, tende ad aumentare alla vista del cibo ed è spesso accompagnata da scialorrea (abbondante salivazione). Per questo motivo, entro certi limiti, la nausea in gravidanza non è considerata una manifestazione patologica ma parafisiologica. Può invece dare qualche problema quando è talmente intensa da produrre un'eccessiva perdita di liquidi e di nutrienti con il vomito, fino a diminuire il peso della madre (che nel primo trimestre dovrebbe aumentare, anche se solo solo di uno o due kg). In questi casi, specie quando la nausea si accompagna ad un senso di malessere generale, è bene rivolgersi al medico.
Cause della nausea in gravidanza
La nausea in gravidanza è considerata un'espressione della tempesta ormonale che "sconvolge", spesso in senso positivo, il corpo della gestante. In particolare, tra gli ormoni tipici di questo primo trimestre, ce n'è uno, chiamato gonadotropina corionica umana (HCG), che viene spesso chiamato in causa nella comparsa della nausea. I livelli di questa glicoproteina secreta dalla placenta sono generalmente superiori nelle donne che aspettano dei gemelli e che per questo risultano più soggette al disturbo. La quantità di gonadotropina corionica umana tende ad aumentare in modo assai consistente fino al terzo mese di gravidanza, per poi diminuire e infine stabilizzarsi (intorno alla sedicesima settimana di gestazione) fino al momento del parto. Di conseguenza, già intorno alla dodicesima settimana, la nausea si attutisce fino a scomparire.
Nel primo periodo di gravidanza si assiste ad un'alterazione della funzionalità dell'intero apparato digerente. Il progesterone, ad esempio, predispone al reflusso gastroesofageo e rallenta la peristalsi intestinale al punto che la gestante può lamentare una fastidiosa stitichezza.
La nausea e le altre alterazioni gastrointestinali possono essere interpretate come un tentativo dell'organismo di difendersi da un'eccessiva ingestione di cibo, che potrebbe essere veicolo di infezioni ed intossicazioni nei mesi più delicati per lo sviluppo fetale.
Rimedi
Anche se non esiste una vera e propria soluzione per far scomparire la nausea in gravidanza, l'adozione di alcune sane abitudini può contribuire a ridurre la sintomatologia:
non fare movimenti bruschi nei momenti che seguono il risveglio; alzarsi delicatamente per evitare la brusca caduta di pressione.
Consumare una colazione a base di cibi secchi come i biscotti od il pane integrale; meglio non bere troppo a stomaco vuoto.
Consumare uno spuntino a metà mattina: lo stomaco non deve mai essere del tutto vuoto o del tutto pieno.
Consumare un pasto equilibrato, non troppo consistente; evitare gli alimenti di difficile digestione, come possono essere ad esempio le fritture, e le abbuffate. Questa sana abitudine protegge non solo dalla nausea, ma anche dal'acidità di stomaco e dagli altri disturbi gastrointestinali tipici della gravidanza.
Proteggersi dagli odori penetranti, arieggiare frequentemente l'ambiente, evitare lunghi viaggi in auto e rilassarsi il più possibile, magari con l'aiuto dell'ipnosi (tensioni eccessive sono spesso l'anticamera del problema).
Un rimedio molto consigliato per placare la nausea è lo zenzero, da assumersi sottoforma di tè o pillole. Analogo discorso per la vitamina B6 (entrambe queste soluzioni vanno preventivamente discusse con il proprio medico).
Qualora subentri un attacco improvviso di nausea, in gravidanza è bene portare sempre con sé degli alimenti secchi, come un pacchettino di crackers, da consumarsi al momento del bisogno.
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