Controllo e valutazione dell'atleta colpito da collasso sul campo

A cura del Dott. Stefano Casali

I meccanismi della MIS

La MIS avviene attraverso due meccanismi fondamentali:

Di tipo meccanico o emodinamico, legato ad un'emorragia irrefrenabile come nel caso della rottura dell'aorta o di un aneurisma cerebrale;

Di tipo elettrico, l'arresto cardiaco è dovuto all'insorgenza di una aritmia di carattere letale. Meccanismo prevalente (oltre l'80% dei casi), l'aritmia fatale è rappresentata in genere dalla fibrillazione ventricolare (FV), in quest'alterazionel'attività elettrica dei ventricoli diventa totalmente disorganizzata per cui le cellule miocardiche si contraggono in modo caotico e di fatto il cuore si ferma (arresto cardiaco). La FV è tuttavia solo l'espressione ultima di una serie di complessi che per realizzarsi richiedono il concorso  di due elementi fondamentali: miocardio malato e l'intervento di fattori scatenanti.

Tra i fattori scatenanti il più importante è rappresentato dall'ischemia, cioè il mancato afflusso di sangue in una zona del muscolo cardiaco.

In un certo numero di soggetti, l'ischemia può manifestarsi in assenza del tipico dolore al petto (angina pectoris). Negli sportivi, questo fenomeno, chiamato ischemia miocardica silente, è stato messo in relazione ad una diminuita percezione del dolore (o ad una soglia dolorosa più alta) dovuta ad un livello più elevato di endorfine, sostanze simili alla morfina che vengono prodotte in maggior misura durante l'esercizio fisico. In questi soggetti sintomi come "fiato corto" "malessere da sforzo" non vanno sottovalutati. Un ruolo importante può essere giocato da eventuali squilibri ionici e/o metabolici es. la disidratazione, un calo della concentrazione nel sangue di magnesio o di potassio o della glicemia (maratona, partita di calcio in un ambiente torrido).

Lo stress psichico è da tempo riconosciuto un elemento chiave nel determinare la morte improvvisa in generale e anche della MIS (prevalenza di eventi fatali nelle competizioni ufficiali rispetto agli allenamenti), notevole è quindi importanza del sistema nervoso autonomo cardiaco. La fase di recupero dopo una competizione sportiva è molto delicata ai fini della possibile insorgenza di aritmie, specie quando lo sforzo si riduce bruscamente e la frequenza cardiaca si riduce molto più velocemente è possibile l'insorgenza di aritmie marcate e sincope. Rispetto al soggetto sedentario nel soggetto allenato si ha una riduzione del tono simpatico a riposo con ipervagotonia e a parità di intensità dello sforzo, un minore aumento del tono simpatico. Questo "adattamento" esercita un effetto protettivo". L'esercizio fisico protegge e nello stesso tempo è in grado di provocare morte improvvisa.

Prevenzione della morte improvvisa da sport

La MIS è un evento raro legato nella maggioranza  dei casi a malattie cardiache a decorso silente, che minano alla stabilità del cuore, e che, in presenza di uno o più fattori scatenanti, sono in grado di provocare un'aritmia mortale. Tali malattie sono di difficile diagnosi ed inoltre "disperse" in un gran numero di soggetti sani che praticano attività sportive agonistiche e non agonistiche. Una buona opera di prevenzione dovrebbe prevedere:

Educazione sanitaria dei dirigenti sportivi, degli allenatori, degli atleti e dei loro genitori finalizzata a far sì che lo sport sia praticato correttamente, in maniera adeguata alle capacità individuali ed allo stato di salute del soggetto e sotto sorveglianza da parte del medico;

Opera educativa nei confronti degli "atleti occasionali" di media età spesso inclini a trascurare ogni più elementare norma di prudenza e a mantenere uno stile di vita "dissoluto" (dieta squilibrata, fumo);

Non tacere al medico, nel timore di vedersi negare l'idoneità, i sintomi d'allarme (dolore al torace, affanno, palpitazioni, svenimenti o sincopi) o altri elementi come per esempio una familiarità per la morte improvvisa, che potrebbero permettere di programmare accertamenti più approfonditi, capaci in molti casi di evitare guai ben peggiori.

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