Morbo di Alzheimer - Diagnosi

A cura della Dr.ssa Sarah Beggiato


Attualmente, la diagnosi del morbo di Alzheimer si basa sull'analisi della storia clinica, degli esami neurologici e dei test neuropsicologici.

I criteri per una corretta diagnosi si basano su differenti caratteristiche. Diagnosi di AlzheimerAd esempio in "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders", si definisce come demenza la perdita di almeno due dei seguenti domini cognitivi:

  • memoria,
  • linguaggio,
  • calcolo matematico,
  • orientamento
  • capacità di giudizio.

Oltre a questi, secondo i criteri NINCDS/ADRDA (Istituto nazionale dei disturbi neurologici e comunicativi/Associazione Malattia di Alzheimer e disturbi associati), per la corretta diagnosi di questa patologia sono necessari l'assenza di altri disordini sintomatici e un aggravamento progressivo della perdita di memoria.
Per valutare i cambiamenti nelle capacità cognitive del paziente, vengono ampiamente utilizzati i test neuropsicologici, come il Mini-Mental State Examination (MMSE).


Come viene utilizzato il Mini-Mental State Examination

Questo test può essere utilizzato dai medici sia per una diagnosi di demenza sia per valutarne la progressione e lo stato di gravità. In pratica questo test prevede una serie di domande e di prove, ciascuna delle quali è costituita da un punteggio se la risposta è corretta. Se ogni risposta è corretta, è possibile accumulare un punteggio massimo di 30 punti. Il Mini-Mental Test coinvolge diverse abilità mentali, tra cui memoria dell’individuo, attenzione e linguaggio. In generale, un punteggio di 27, 30 od oltre, è considerato normale. Tuttavia, arrivare ad un punteggio inferiore, non significa necessariamente che quell’individuo sia affetto da demenza. Ad esempio, alcuni soggetti potrebbero avere problemi fisici, come difficoltà nel sentire. Questo rende difficile eseguire il test, ma nel caso in cui venisse eseguito in tali individui, risulterebbe evidente un danno a livello delle abilità cognitive.
In altri casi, questo tipo di test può essere sottoposto ad individui a cui è già stata diagnosticata la demenza, per capire la velocità di progressione della malattia e di quale gravità sono diventati i sintomi. Di media, soggetti con morbo di Alzheimer non sottoposti a trattamento adeguato, perdono da 2 a 4 punti del Mini-Mental Test ogni anno.

Punteggio del Mini-Mental Test

Il punteggio del Mini-Mental Test rappresenta uno dei criteri tenuti in considerazione dai medici quando devono decidere che tipo di terapia farmacologica potrebbe aiutare un individuo a cui viene diagnosticata la demenza. E’ importante sottolineare che con il termine demenza non ci si riferisce soltanto al morbo di Alzheimer, che è la più comune causa di demenza, ma anche ad altre condizioni che portano a questo stato e nelle quali risulta utile anche la valutazione utilizzando il Mini-Mental Test. Ad esempio, in seguito ad un infarto, si può arrivare ad una condizione di demenza vascolare, dovuta alla mancata ossigenazione del cervello; oppure si può parlare di demenza con corpi di Lewis, riferita alle piccole strutture anomale che si sviluppano all’interno delle cellule nervose. La presenza di queste strutture è responsabile della degenerazione del tessuto nervoso. I sintomi colpiscono in misura minore la memoria, ma possono comprendere disorientamento e allucinazioni o difficoltà nei ragionamenti.
Un’altra considerazione che si deve fare, quando si esegue un Mini-Mental Test, è il livello di educazione dei soggetti. Questo perché per individui altamente istruiti, le domande potrebbero risultare troppo facili; viceversa per individui poco istruiti, le domande potrebbero risultare molto complicate. Questo significa che un soggetto molto istruito con una lieve demenza può raggiungere un punteggio che cade in una scala di “individuo normale”; d’altro canto un individuo poco istruito, senza problemi di tipo cognitivo, può invece accumulare un punteggio talmente basso (dovuto alla difficoltà delle domande) da farlo falsamente risultare affetto da demenza.
Per questi e altri motivi, è richiesta la figura di un medico per effettuare questo test.


Inoltre, in associazione con le valutazioni dello stato mentale, possono essere molto utili per confermare la diagnosi, se disponibili, la tomografia a emissione di fotone singolo (SPECT) e la tomografia ad emissione di positroni (PET). E' stato osservato che la SPECT sembra essere molto superiore nel differenziare il morbo di Alzheimer da altre possibili cause, rispetto all'analisi della storia familiare e all'osservazione del paziente.
Infine, per una diagnosi definitiva di morbo di Alzheimer, oltre alla valutazione clinica, è opportuna una conferma post-mortem della presenza di due caratteristiche istopatologiche (alterazioni provocate nei tessuti di un organismo dai diversi processi patologici). Tali caratteristiche istopatologiche sono note nella malattia di Alzheimer come: placche senili e ammassi neurofibrillari.
I clinici esperti sono in grado di diagnosticare correttamente l'80-90% dei casi di malati di Alzheimer.


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