Microalbuminuria

Il termine microalbuminuria è stato coniato per refertare la presenza urinaria di albumina, in concentrazioni modeste ma comunque significative dal punto di vista chimico e clinico.

La microalbuminuria è considerata un indicatore precoce di nefrotapia diabetica. L'iperglicemia cronica, infatti, determina a lungo andare un danneggiamento dei piccoli vasi capillari che costituiscono il glomerulo renale, con aumento della loro permeabilità. La compromessa integrità del sistema vascolare fa sì che sostanze normalmente trattenute nel sangue passino nelle urine; tra queste, l'albumina compare già in stadi molto precoci, prima ancora che si possa parlare di vera e propria malattia.

La presenza di albumina nelle urine è definita albuminuria.

Nel soggetto normale l'escrezione di albumina varia tra 1,5 e 20 µg al minuto.

Nella microalbuminuria si registrano valori di eliminazione pari a 20-200 µg al minuto (30-300 mg/die). Livelli superiori indicano una condizione più grave, chiamata albuminuria franca o più correttamente nefropatia conclamata.

L'aggettivo micro non è quindi riferito alle dimensioni molecolari delle albumine perdute, bensì all'esiguità dei quantitativi riscontrati.

Dosaggio della microalbuminuria

Il dosaggio della microalbuminuria può essere eseguito secondo diverse modalità.

1) lo standard di riferimento è la velocità di escrezione di albumina (AER, Albumin Excretion Rate) su campioni con raccolta temporizzata, espressa come microgrammi di albumina/24 h (mg/24 h);

2) può essere espresso come tasso di escrezione temporizzato (TAER) su campioni di urine raccolte durante la notte (4 h) ed espresso in μg/min;

3) per una più rapida valutazione, può essere utilizzata, nel campione estemporaneo, la concentrazione di massa dell'albumina urinaria espressa come milligrammi di albumina per litro, cioè concentrazione urinaria di albumina (CAU) (mg/L);
4) per correggere le variazioni dovute all'equilibrio dei fluidi corporei, tale concentrazione è normalmente riferita alla concentrazione di creatinina urinaria in forma di rapporto albumina/creatinina espresso come milligrammi di albumina per grammo di creatinina quindi microalbuminuria del rapporto albumina/creatinina urinario (RACU o ACR) (mg/g)

  Campione temporizzato
Urine delle 24 h AER
(Albumin Excretion
Rate)
Campione estemporaneo
primo del mattino
RACU o ACR
Valutazione creatinina
Campione minitemporizzato
Urine 4 Ore
TAER
Campione
estemporaneo
(primo del
mattino) CAU
Albuminuria
normale
<30 mg/24h 30 mg/g creatinina <20 μg/min Valore soglia
20 mg/L
Microalbuminuria 30-300 mg/24h 30-300 mg/g creatinina 20-200 μg/min 20-200 mg/L
Macroalbuminuria >300 mg/24h >300 mg/g creatinina >200 μg/min > 200 mg/L
Credits

Microalbuminuria; rischi per la salute e prevenzione

Nel diabetico, il riscontro di microalbuminuria impone un controllo più attento nei mesi e negli anni a venire; esistono infatti possibilità concrete che con il passare del tempo si produca un danno renale più grave ed irreversibile. La microalbuminuria, inoltre, aumenta la morbilità e la mortalità cardiovascolare (ad esempio per ictus ed infarto); il riscontro di livelli anomali può quindi richiedere l'esecuzione di esami che quantifichino tale rischio, come l'ecocardiogramma e l'eco-doppler.

Diversi fattori e malattie influenzano i valori di albuminuria, sia nel soggetto sano che in quello malato. Da tempo è stato dimostrato che la microalbuminuria è progressivamente più frequente coll'aumentare dei valori pressori, sia sistolici che diastolici. Di conseguenza, i farmaci antiipertensivi tendono a ridurre, seppur in maniera variabile, l'escrezione urinaria di albumina. Non a caso, il controllo dell'ipertensione nel paziente diabetico aiuta a prevenire la comparsa del danno renale.

Altri fattori responsabili di significative variazioni dell'albuminuria sono il fumo di sigaretta, la disidratazione, l'ipertrigliceridemia, l'obesità , l'iperglicemia, l'esercizio fisico e l'introito di proteine con la dieta (che l'aumentano). Analogo discorso per le infezioni urinarie, la febbre, l'insufficienza cardiaca congestizia e taluni farmaci. Malnutrizione e FANS possono invece diminuire i livelli di albuminuria.

Anche nel non diabetico la microalbuminuria è un fattore di rischio indipendente per eventi cardio-vascolari letali e non.

La prevenzione primaria e secondaria della microalbuminuria si basa sullo stretto controllo glicemico e pressorio. A secondo della gravità della microalbuminuria il medico raccomanderà la semplice correzione dello stile di vita o assocerà questi consigli a specifiche terapie farmacologiche. Dal punto di vista comportamentale si consiglia di:

moderare l'apporto calorico e proteico;

limitare il più possibile il consumo di alimenti zuccherini, incluse le bevande;

aumentare l'apporto di frutta e verdura;

ridurre l'ingestione di sale (eventualmente sostituendolo con spezie ed aromi vari)

incrementare l'attività fisica e ridurre il peso corporeo in caso di sovrappeso.

Dal punto di vista farmacologico, la microalbuminuria associata a diabete viene trattata con farmaci capaci di controllare la pressione arteriosa (ACE-inibitori, calcio antagonisti, sartani) e la concentrazione di glucosio nel sangue (vedi farmaci e diabete).