I mezzi di contrasto

Dal punto di vista pratico è conveniente dividere i mezzi di contrasto in quattro categorie principali:

  1. Mezzi di contrasto per il tubo digerente
  2. Mezzi di contrasto ad eliminazione biliare
  3. Mezzi di contrasto ad eliminazione renale
  4. Mezzi di contrasto per linfografia

Mezzi di contrasto per il tubo digerente

Il più usato è il solfato di bario, che è un sale insolubile, quindi non assorbibile, che come tale transita inalterato attraverso il tubo digerente, dal quale viene poi eliminato. La sua tossicità è pertanto nulla, anche se ci sono delle situazioni nelle quali il suo impiego è controindicato, come nei casi di perforazione intestinale (perché se questo composto penetra nel peritoneo può provocare delle complicanze) e nelle occlusioni acute dell'intestino.

Il solfato di bario viene somministrato per bocca e permette l'opacizzazione, quindi lo studio, di vari tratti del tubo digerente (esofago, stomaco ed intestino tenue). Lo studio del colon dà invece migliori risultati se effettuato con clisma opaco. Oggi, la tecnica d'esame ideale per entrambi i tipi di applicazione prevede la somministrazione contemporanea di un mezzo di contrasto con bario e di gas, realizzando così lo studio a doppio contrasto.
Oltre al solfato di bario, sono disponibili per lo studio del tubo digerente anche mezzi di contrasto idrosolubili, che vengono utilizzati selettivamente nel caso di sospetta perforazione in quanto, a differenza del bario, se penetrano nel peritoneo non creano problemi.

Mezzi di contrasto ad eliminazione biliare

Sono alla base delle indagini radiologiche per lo studio delle vie biliari. Si tratta di composti iodati che, introdotti per via orale od iniettati in una vena, vengono assorbiti dall'intestino, giungono al fegato e da esso vengono eliminati attraverso la bile, che risulta opaca nell'immagine radiologica.

Mezzi di contrasto ad eliminazione renale

Quelli utilizzati oggi vengono chiamati di "terza generazione" e sono composti non ionici (cioè idrofilici) e dotati di ridottissima tossicità. Essi percorrono il torrente circolatorio e vengono eliminati dal rene. Nel caso di funzionalità renale ridotta, altri organi possono assumere una funzione vicariante nell'eliminazione di questo tipo di contrasto (fegato, intestino tenue, ghiandole salivari). I mezzi di contrasto ad eliminazione urinaria sono quelli più largamente impegnati in quanto, oltre allo studio dell'apparato urinario, consentono lo studio dei vasi arteriosi e venosi; sono quindi alla base rispettivamente delle tecniche come l'arteriografia e la flebografia. Essi sono inoltre impiegati in varie applicazioni nella TC dell'encefalo, del torace, dell'addome e della pelvi, nella radiografia del midollo spinale (mieloradiografia), delle articolazioni (artrografia) ed in quella dell'utero e delle tube (isterosalpingografia).

Mezzi di contrasto in linfografia

Oggi il mezzo di contrasto più usato è il Lipiodol, che risulta formato da una mescolanza di acidi grassi quali quello oleico, linoleico, palmitico e stearico, legati allo iodio. Il mezzo di contrasto, dopo essere stato iniettato in un vaso linfatico periferico del dorso del piede, inizialmente riempie i vasi linfatici di tutto il corpo e poi i linfonodi. Lascia poi presto i vasi linfatici rimanendo viceversa presente nei linfonodi per settimane e mesi. Il mezzo di contrasto che non rimane nei linfonodi passa nel sistema venoso ed arriva quindi ai piccoli vasi polmonari, dove viene intrappolato per poi essere rimosso dai macrofagi. L'impiego della linfografia è rivolto soprattutto alla ricerca ed allo studio di tumori originati nei linfonodi e di alcuni tumori che hanno invece dato metastasi nei linfonodi.


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Ultima modifica dell'articolo: 09/11/2016