Metronidazolo: Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Andi Cenko Farmacista

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Controindicazioni e avvertenze

Il metronidazolo è un antimicrobico, antiprotozoario ed antisettico a struttura nitroimidazolica, usato con successo contro i batteri Gram positivi e Gram negativi. Il  metronidazolo viene assorbito in percentuali molto alte quando somministrato per via orale, per poi essere eliminato principalmente per via renale; in questo modo nelle urine si ritrovano importanti quantità di farmaco non metabolizzato, di conseguenza ancora attivo. Per questo motivo si consiglia di monitorare la somministrazione del metronidazolo nei pazienti con funzione renale gravemente compromessa. Si consiglia di porre particolare attenzione anche durante il trattamento  di pazienti anziani, perché la farmacocinetica del metronidazolo può essere alterata a causa dell'età avanzata.  Un'altra caratteristica particolare del metronidazolo è la sua escrezione in piccole parti attraverso le secrezioni vaginali (circa il 15%); l'escrezione per via renale in grandi quantità ancora attive e l'eliminazione di una piccola percentuale attraverso la via vaginale, rendono il metronidazolo uno dei farmaci più usati per il trattamento delle infezioni del tratto uro-genitale, sia nelle femmine che nei maschi. Nonostante questo, però, bisogna evitare di usare il  metronidazolo senza criterio e in tutte le infezioni che incontriamo. Infatti, per evitare la comparsa di ceppi antibiotico-resistenti e per garantire il successo del trattamento, viene fortemente raccomandato l'utilizzo del metronidazolo solo dopo l'esecuzione di una coltura batterica che abbia confermato la sensibilità del patogeno al metronidazolo.

Durante il trattamento con metronidazolo si raccomanda di evitare l'assunzione di alcool, perché si possono manifestare delle conseguenze spiacevoli come mal di testa, nausea, vomito, crampi addominali e sudorazione. Per evitare questi possibili effetti indesiderati si consiglia di non assumere alcolici né durante il trattamento, né nei tre giorni successivi alla fine della cura con metronidazolo.
Il metronidazolo interagisce anche con gli anticoagulanti, come il Warfarin, alterandone l'efficienza; perciò si consiglia di monitorare i livelli plasmatici dell'anticoagulante  quando quest'ultimo viene somministrato contemporaneamente al metronidazolo.
Se invece il metronidazolo si somministra insieme alla Cimetidina (H2 antagonista)  si osserva un'incremento dell'emivita e una riduzione della clearance del metronidazolo stesso; pertanto, in questi casi si deve prendere in considerazione un aggiustamento della dose di metronidazolo per evitare la comparsa di effetti indesiderati dipendenti da quest'ultimo.  Un'altra interazione importante e quella del metronidazolo con il Disulfiram, che può causare confusione mentale e psicosi acuta; per evitare che questi questi effetti indesiderati si manifestino, si raccomanda di non usare il metronidazolo durante il trattamento con Disulfiram e nelle due settimane successive al termine della terapia con quest'ultimo.  Quando il metronidazolo viene somministrato insieme al Litio porta ad un incremento della concentrazione di quest'ultimo, di conseguenza conduce a tossicità da Litio e tossicità renale; inoltre si manifestano anche ipernatriemia  ed ipercreatininemia, quindi se si dovessero assumere insieme questi due farmaci si raccomanda di monitorare i livelli di litio nel sangue e la concentrazione di creatinina. La Fenitoina ed il Fenobarbitale. invece, se somministrati insiemne al metronidazolo, determinano un aumento del metabolismo ed una diminuzione dell'emivita plasmatica di quest'ultimo.

Gravidanza e allattamento

Non esistono studi adeguati su esseri umani riguardanti l'uso e i potenziali rischi del metronidazolo durante la gravidanza. Comunque diversi studi su animali non hanno dimostrato alcun rischio sul feto o sulla gravidanza, tranne nei casi in cui il metronidazolo viene somministrato per via intraperitoneale. Le informazioni  di cui si si dispone fin'ora, che provengono da rapporti su diversi casi e da analisi dei dati raccolti, sono contraddittori. Quindi basandosi su un'informazione incompleta e su alcuni studi di laboratorio condotti su specie animali, che indicano un possibile potere mutagenico del metronidazolo, si consiglia di usare il farmaco solo quando i benefici per la madre superano i probabili rischi per il feto. Tuttavia, è fortemente sconsigliato usare il metronidazolo durante il primo tremestre per il trattamento della tricomoniasi. 
Durante la somministrazione per via orale ed endovenosa nelle madri che allattano  è stato provato che il metronidazolo viene secreto nel latte materno, ma in concentrazioni plasmatiche più basse rispetto a quelle che si usano nel trattamento delle infezioni nei bambini. Il tutto, però, può variare in base alla durata del trattamento della madre con metronidazolo e alle dosi assunte. Infatti, in molti casi è stata osservata la comparsa di diarrea ed infezioni da candida nei bambini, ed è stato provato che l'esposizione al metronidazolo in età pediatrica incrementa la probabilità di colonizzazione rettale da Candida. Quindi, considerando tutto ciò, si raccomanda di usare il metronidazolo durante l'allattamento al seno solo se diventa strettamente necessario e solo quando non è possibile usare altri farmaci che possano sostituire al meglio il metronidazolo.848390121

Effetti collaterali e indesiderati

Durante il trattamento con metronidazolo le urine possono assumere un colore rossastro, a causa dei metaboliti colorati del farmaco. Gli effetti indesiderati più comuni del metronidazolo sono quelli correlati al sistema gastrointestinale, come diarrea, dolori addominali, nausea e vomito.  Altri effetti indesiderati frequenti sono quelli correlati al sistema nervoso centrale, come vertigini, cefalea, sonnolenza, insonnia e secchezza delle fauci. Dopodiché possiamo menzionare gli effetti collaterali dovuti ad ipersensibilità verso il metronidazolo e le reazioni sistemiche scatenate da questo farmaco: orticaria, rash cutaneo, prurito, anafilassi, angioedema, febbre, cistite, poliuria e disuria.  Altri effetti indesiderati che si possono manifestare dopo la somministrazione di metronidazolo sono vertigini, bocca secca e gusto metallico, prurito vaginale, edema della lingua, tosse e naso tappato o naso colante. Inoltre si raccomanda di chiedere aiuto medico urgente quando si manifestano effetti collaterali come gonfiore della faccia, gonfiore della lingua, delle labbra e della gola; si consiglia invece di avvertire il proprio medico se durante il trattamento con metronidazolo si riscontrano effetti collaterali come formicolio o intorpidimento degli arti superiori ed inferiori, bruciore durante la minzione, comparsa di macchie bianche nella bocca o sulle labbra, diarrea acquosa continua e disturbi della vista.