Metanefrine nell'Urina

Le metanefrine derivano dal metabolismo delle catecolamine, ormoni prodotti e secreti dalla midollare del surrene allo scopo di preparare l'organismo ad affrontare eventi stressogeni.

Il dosaggio delle metanefrine urinarie o plasmatiche rappresenta un test semplice e affidabile per lo screening di feocromocitoma.

Feocromocitoma

Il feocromicitoma è un tumore generalmente benigno che colpisce le ghiandole surrenali, provocando un'ipersecrezione di catecolamine; di conseguenza aumentano i livelli plasmatici e urinari di adrenalina e noradrenalina, ma anche dei rispettivi metaboliti, chiamati appunto metanefrine.

La misura differenziata delle metanefrine nel plasma e nelle urine offre una sensibilità maggiore rispetto a quella delle catecolamine plasmatiche ed urinarie. Metanefrine ipertensioneQuesto perché le metanefrine si formano all'interno del tumore e vengono secrete in modo continuo, a differenza dei loro precursori (catecolamine), che vengono invece secreti in modo incostante e molto variabile da parte del tumore.

Dunque, semplificando, il rilievo di normali valori di metanefrina e normetanefrina porta ad escludere la presenza di un feocrmocitoma o paraganglioma secernente, cosa non automatica in presenza di normali valori di adrenalina e noradrenalina.

Esami Complementari

Ad ogni modo, la quantità di metanefrine urinarie non può dare alcuna informazione sulla dimensione o sul numero dei tumori; ad esempio, un feocromocitoma di piccole dimensioni può determinare una consistenze ipersecrezione adrenergica.

Tutte queste informazioni saranno quindi raccolte tramite indagini complementari, come TC, risonanza magnetica addominale, PET con 6-(18F)fluorodopamina, o scintigrafia con meta-iodobenzilguanidina (MIBG) o con analoghi marcati della somatostatina (octreoscan).

Importanza di un dosaggio differenziato

Quando possibile, la misura differenziale delle metanefrine (metanefrina e normetanefrina) è consigliata, perché talora il tumore secerne solo un tipo di catecolamina (adrenalina o noradrenalina); perciò, soprattutto in caso di scarsa secrezione, la misura non differenziata potrebbe dare un risultato falsamente negativo. Inoltre, l'eventuale rilievo di un'aumentata secrezione di metanefrina o adrenalina indirizza subito l'indagine di localizzazione verso il surrene, sede esclusiva di sintesi dell'epinefrina (la noradrenalina può essere secreta anche da alcune terminazioni nervose, quindi da feocromocitomi extrasurrenali o paragangliomi).

Quando si esegue l'esame

Per quanto detto, vengono avviati al dosaggio delle metanefrine urinarie, tutti i pazienti che soffrono di ipertensione mal controllata, con sintomi persistenti o con accessi improvvisi che testimoniano l'ipersecrezione adrenergica (cefalee, sudorazione intensa, angoscia, ansietà, palpitazioni e sensazione di battito cardiaco più energico).

Dal momento che la secrezione di catecolamine tende a fluttuare nell'arco delle 24 ore, l'esame si effettua a partire da un campione urinario raccolto nelle 24 ore; in questo caso permette di individuare anche eventuali casi di ipersecrezione sfuggiti al dosaggio plasmatico.

Metanefrine Alte - Cause

Metanefrine e catecolamineLivelli plasmatici di metanefrina lievemente aumentati, possono essere la conseguenza di una cronica attivazione simpatica, come quella che consegue a patologie croniche gravi (come lo scompenso cardiaco).

Anche l'abuso di nicotina, caffeina, alcol e certi tipi di droghe (amfetamine, cocaina o efedrina), così come lo stress o l'ansia in vista dell'esame, possono aumentare i livelli di catecolamine e metanefrine nel sangue.

Per dirimere ogni dubbio, può essere eseguito il test di soppressione con clonidina (300 mg per os), un farmaco capace di inibire il rilascio di catecolamine da parte del sistema simpatico; di conseguenza, il mancato calo dei livelli delle catecolamine e delle metanefrine conferma il tumore (feocromocitoma o paraganglioma).

Preparazione

Prima del dosaggio delle metanefrine l'uso di antidepressivi e sostanze psicoattive andrebbe sospeso per due settimane, secondo quanto prescritto dal medico.