Megacolon

Generalità

Il termine megacolon identifica un'abnorme distensione che interessa il colon in toto o una sua specifica porzione. Le cause possono essere congenite, quindi presenti sin dalla nascita (malattia di Hirschsprung), o acquisite (il megacolon è secondario ad altre patologie, come colite ulcerosa, coliti infettive, ostruzioni o sub-ostruzioni intestinali spesso conseguenti a stitichezza ostinata). Altre volte, l'eccessiva dilatazione colica insorge senza alcuna causa evidente (megacolon idiopatico) o viene favorita da farmaci che riducono la peristalsi intestinale - come antidiarroici, anticolinergici e narcotici - o da terapie antibiotiche prolungate (è il caso specifico della colite pseudomembranosa da clostridium difficile).

La gravità del megacolon dipende dalle sue origini; la condizione è estremamente pericolosa nelle forme tossiche ad insorgenza acuta, mentre appare lieve e di più semplice risoluzione in caso di parziale ostruzione conseguente a stipsi cronica.

 

Megacolon

Sintomi

Quando si parla di megacolon, spesso si ricordano solamente i sintomi associati alle forme acute e tossiche, tra cui ricordiamo dolore e distensione addominale, assenza o scarsità di peristalsi intestinale e sintomi di tossicità sistemica (come la confusione mentale). In realtà, considerata l'ampia diffusione della stitichezza, una modesta distensione colica è apprezzabile in molte persone, anche in età pediatrica. L'emissione di feci di durezza e dimensioni eccessive può essere segno caratteristico di questa condizione di lieve megacolon: oltre a rendere difficoltosa e dolorosa la defecazione, tende a provocare iperdistensione anale e conseguente fessurazione della mucosa (ragadi), accompagnata da dolore e tracce di sangue di colore rosso vivo nella carta igienica. Soprattutto nei bambini, il dolore può condurre ad un circolo vizioso in cui la defecazione viene interpretata come un atto doloroso, per cui si tende ad ignorare e a rimandare gli stimoli alimentando la stipsi e favorendo la comparsa di megacolon cronico.

Malattia di Hirschsprung

La malattia di Hirschsprung ha un'incidenza stimata in un caso ogni 5.000 nati vivi, e colpisce i maschi con una frequenza quattro volte superiore rispetto alle femmine. Sebbene ancora da chiarire per quanto concerne le origini, la malattia sembra riconoscere una componente autosomica dominante (considerata la tendenza a manifestarsi con maggiore frequenza in alcune famiglie).

Si caratterizza per anomalie di sviluppo e maturazione del Sistema Nervoso Enterico, noto anche come "secondo cervello" o "gut mini brain". A causa della mancanza di gangli del retto o del retto sigma, si registra una riduzione della peristalsi dell'intestino. Il tratto interessato è incapace di rilassarsi e di provocare movimenti peristaltici, con rallentamento della progressione del contenuto enterico e conseguente distensione.

Il trattamento di scelta consiste nella resezione chirurgica del segmento intestinale aganglionare.

Megacolon secondario

Si distinguono forme tossiche e forme non tossiche.

  • MEGACOLON TOSSICO ACUTO: è tipica conseguenza di malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa e più raramente morbo di Crohn), coliti tossiche o coliti infettive; il termine "tossico" sottolinea la presenza di sintomi di tossicità sistemica (come la confusione mentale) riconducibili alle alterazioni dell'omeostasi elettrolitica e dell'equilibrio acido-base.
  • MEGACOLON NON TOSSICO: spesso conseguente a ostruzione o subocclusione meccanica cronica, comune in caso di stipsi ostinata (in tal caso la dilatazione colica si osserva a monte dell'ostruzione).
    A volte, sebbene i segni, i sintomi ed i reperti radiologici la suggeriscano, non è possibile individuare l'ostruzione; è il caso della sindrome di Ogilvie, tipica dei pazienti ospedalizzati ed associata ad un'ampia gamma di condizioni metaboliche, farmacologiche o post-operatorie che sopprimono la motilità del colon.

Il trattamento di queste forme di megacolon mira a ridurre la distensione del colon per prevenirne la perforazione. Tale risultato si ottiene tramite aspirazione attraverso sondino naso-gastrico e sonda rettale. L'alimentazione per bocca viene sospesa per evitare l'introduzione di aria ed alimenti; viene quindi sostituita dalla nutrizione enterale, con particolare attenzione al ripristino del bilancio elettrolitico per prevenire shock e disidratazione.

Tutte le procedure diagnostiche e terapeutiche vanno effettuate con estrema cura dopo aver valutato il rischio di perforazione intestinale; i lassativi ed i clisteri evacuativi, per esempio, possono essere utili per prevenire la comparsa di megacolon da fecalomi, ma risultano controindicati in presenza di megacolon tossico o severa distensione acuta.

Tra i farmaci utili in presenza di megacolon ricordiamo:

  • corticosteroidi: possono essere utili per sopprimere la reazione infiammatoria quando il megacolon tossico è provocato dall'acutizzazione di una malattia infiammatoria intestinale.
  • Antibiotici ad ampio spettro: somministrati per via endovenosa, possono essere utilizzati per prevenire la sepsi o nel trattamento di un megacolon tossico dipendente da infezioni da Clostridium difficile
  • Talvolta utili i farmaci che stimolano la peristalsi (ad es. neostigmina, utilizzata in caso di sindrome di Ogilvie);
  • Sospensione di farmaci che possono ridurre la motilità del colon (ad es. narcotici, antidiarroici, anticolinergici, antagonisti dei canali del calcio)

In presenza di una distensione particolarmente importante soggetta al rischio di perforazione, o in caso di fallimento delle terapie sopradescritte, per risolvere il megacolon si richiede l'asportazione chirurgica di una parte più o meno estesa del colon (colectomia).



Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016