Sintomi e Complicanze delle Malattie Veneree

Sintomi

Un'infezione sessualmente trasmessa diviene malattia quando produce segni o sintomi apprezzabili. In alcuni casi, infatti, il sistema immunitario riesce a confinare il patogeno e ad impedirne un eccessivo sviluppo, di conseguenza la patologia decorre in maniera asintomatica o paucisintomatica. Anche se in tal caso non si può parlare di vera e propria malattia, l'individuo può comunque trasmettere l'infezione in occasione di contatti sessuali di varia natura; i soggetti infetti, a loro volta, potranno divenire portatori sani o subire i sintomi e le complicanze della patologia.

Sintomi malattie venereeDopo il contagio, alcune malattie veneree impiegano molto tempo per produrre i primi sintomi; è il caso, ad esempio, dell'infezione sostenuta da alcuni ceppi di papilloma virus o dall'HIV. Altre malattie, invece, hanno tempi di incubazione più brevi che ne facilitano un tempestivo riconoscimento; è il caso, ad esempio, della gonorrea e della sifilide.

In generale, le prime manifestazioni delle malattie veneree insorgono poco dopo il contagio (da pochi giorni fino a tre mesi); si parla, in tal caso, di infezione primaria o di infezione acuta. Sebbene questa fase possa passare del tutto inosservata, le sue tipiche manifestazioni includono sintomi come: perdite ed insoliti sanguinamenti vaginali al di fuori delle mestruazioni (anche di poca importanza), dolore o bruciore durante la minzione, dolore o fastidio durante i rapporti sessuali, pruriti, irritazioni, arrossamenti e bruciore agli organi genitali, bolle, ulcere o vescicole più o meno dolenti nell'area genitale, orale o rettale, ingrossamento dei linfonodi inguinali, febbre ed altri sintomi similinfluenzali. Talvolta la sintomatologia è talmente lieve ed aspecifica da spingere il paziente ad interpretarla come un malessere passeggero, ad esempio un'irritazione cutanea od un banale raffreddore. In ogni caso, comunque, i sintomi dell'infezione primaria si risolvono nel giro di poche settimane, talvolta anche in assenza di cure. Purtroppo, nonostante ciò, molte volte la patologia continua a progredire, specie in assenza di un valido trattamento. Così, mesi o addirittura anni dopo l'infezione primaria, la malattia venerea può produrre segni e sintomi ben più gravi, come episodi ricorrenti di dolore genitale, infertilità, alcune forme di cancro, dolore pelvico, arrossamenti e gonfiori scrotali, rash cutanei generalizzati, ascessi inguinali e comparsa di vescichette in varie sedi corporee.

Il fatto che i segni ed i sintomi primari delle malattie veneree siano spesso modesti e tali da non essere riconosciuti, ne complica la diagnosi ed il trattamento, facilitandone la trasmissione e l'evoluzione in senso sfavorevole.

Per quanto detto l'aspetto apparentemente sano del proprio partner e delle sue zone genitali, non protegge in alcun modo dal rischio di acquisire una malattia venerea durante il rapporto sessuale.

Complicanze

Se non vengono curate in tempo, le malattie veneree possono avere gravi ripercussioni sulla salute generale e sulla fecondità delle persone contagiate. Sfortunatamente, abbiamo visto che in molti casi l'infezione primaria decorre in maniera asintomatica o paucisintomatica, cosicché il primo segno evidente è dato da una complicanza tardiva. Quella che sarebbe stata facilmente debellata da un breve trattamento antibiotico, diventa così una malattia venerea delle conseguenze particolarmente gravi e talvolta irreversibili. Pensiamo ad esempio alla Clamidia, che può determinare restringimenti cicatriziali delle tube di Falloppio provocando gravidanze extra-uterine o sterilità permanente. Altre possibili complicazioni delle malattie veneree includono: artrite, congiuntivite, infertilità, cancro al collo dell'utero, patologie cardiache, perdita di memoria, parto pretermine, stenosi uretrali, ipofertilità nell'uomo, aborto e morte pre e perinatale.

Le recidive, come nel caso dell'herpes genitale, non sono sempre correlate all'attività sessuale.

Infine, merita particolare attenzione il ruolo delle malattie veneree come cofattore della trasmissione sessuale di HIV; è stato infatti calcolato un rischio significativamente maggiore sia di trasmissione che di acquisizione del virus HIV in presenza di un'altra malattia venerea.

 

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