Malattie veneree: Cura e Prevenzione

Fattori di rischio

Le probabilità di contrarre una malattia venerea dipendono da numerosi fattori. I principali elementi di rischio sono rappresentati da particolari abitudini sessuali, come il mancato utilizzo di metodi protettivi di barriera (il profilattico), i rapporti non protetti con persone a rischio, l'elevato numero di partner, i rapporti sessuali occasionali, il turismo sessuale ed i rapporti con un partner che ne ha avuti molti altri (anche quando appare perfettamente sano). Non sorprende, dunque, che le malattie veneree siano più comuni tra i gruppi di popolazione maggiormente esposti a comportamenti sessuali rischiosi. E' il caso, ad esempio, degli adolescenti, dei giovani adulti, dei maschi omosessuali, di alcune minoranze etniche e di chi è dedito alla prostituzione.

Alcuni soggetti mostrano un'innata predisposizione biologica alle malattie veneree; è il caso, ad esempio, delle donne rispetto agli uomini, dei pazienti con deficienze immunitarie (come i sieropositivi) o di quelli con tessuti genitali ancora immaturi e più recettivi come gli adolescenti. Per quanto detto, anche un organismo debilitato dall'uso di antibiotici, cortisonici o da altre infezioni sessualmente trasmissibili, è maggiormente esposto alle malattie veneree. Anche la gravidanza ed un'igiene intima insufficiente od eccessiva aumentano la suscettibilità a questo tipo di malattie. L'esempio più noto è dato dalla candida che - normalmente presente in varie mucose dell'organismo (bocca, vagina, apparato digerente) - si può sviluppare in modo anomalo e provocare infezioni sintomatiche quando le difese immunitarie non funzionano a dovere. Rapporti sessuali frequenti e non protetti possono aumentare il rischio di vaginosi anche per l'innalzamento del pH vaginale causato dalla basicità dello sperma (vedi alterazioni della flora vaginale). Infine vi sono dei fattori comportamentali, quali la tossicodipendenza e l'alcolismo, che moltiplicano le infezioni ad alto rischio e riducono la capacità di proteggersi.


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Norme generali di prevenzione delle malattie veneree

  • Usare costantemente il preservativo durante ogni rapporto vaginale, orale od anale con un partner non abituale, indipendentemente dall'utilizzo o meno di altre forme di contraccezione (pillola, IUD o diaframma).
  • Limitare il numero di partner sessuali.
  • Recarsi prontamente dal medico appena compaiono sintomi riferibili ad una malattia venerea o sussista anche il minimo sospetto di infezione dopo rapporto sessuale a rischio. Allo stesso tempo, informare il partner della propria infezione genitale ed indirizzarlo ad un consulto medico.
  • Durante l'eventuale trattamento è fondamentale evitare rapporti sessuali non protetti, anche in assenza di sintomatologia.
  • Eseguire uno screening per malattie veneree annualmente, specie in caso di nuovo partner sessuale.

La sovrapposizione di più malattie veneree - per l'effetto predisponente delle stesse - è ormai nota da tempo; per le donne affette da Chlamidya si stima, ad esempio, un rischio 5 volte maggiore di contrarre l'HIV.

Se prendiamo in considerazione una malattia venerea di origine virale (herpes, AIDS etc.), il virus permane nelle secrezioni genitali e può essere trasmesso ai partners anche in caso di totale asintomaticità; da qui l'importanza del preservativo come unico ed efficace strumento di prevenzione. Questo presidio dovrebbe essere utilizzato indipendentemente dall'adozione di qualsiasi altra misura anticoncezionale, a maggior ragione nel caso si ingaggi un rapporto sessuale con una persona sconosciuta.

Nel caso si riceva diagnosi di una qualsiasi malattia venerea è fondamentale avvertire immediatamente il proprio o i propri partner, che dovranno al più presto consultare il medico per un controllo, anche in assenza di sintomi.

Cura e trattamento

Una breve cura antibiotica consente di debellare la maggior parte delle malattie veneree provocate da batteri e parassiti. L'importante, in questi casi, è attenersi scrupolosamente a quanto prescritto dal medico in tema di dosaggi, modalità e durata d'assunzione.

Assai più complicato risulta il trattamento delle MST di origine virale, per le quali non esiste una vera e propria cura ma una serie di trattamenti in grado di limitare i sintomi. La progressione dell'AIDS, ad esempio, viene oggi notevolmente rallentata da specifici farmaci, la cui efficacia è tanto maggiore quanto più precocemente vengono assunti. Episodi ricorrenti di herpes genitale possono essere controllati mediante terapia soppressiva, mentre per l'epatite B ed i papilloma virus esistono specifici vaccini.

Indipendentemente dal tipo di malattia venerea subita, la diagnosi ed il trattamento precoce aumentano le opportunità di cura. Un intervento tempestivo è molto importante anche perché riduce l'infettività del paziente e limita i contagi. Alla comparsa di un sintomo sospetto o del minimo dubbio circa un possibile contagio, è quindi fondamentale sospendere l'attività sessuale, consultare un medico ed informare il partner. Sperare che i sintomi scompaiano o che l'infezione venerea guarisca spontaneamente è un comportamento rischioso ed incosciente, che può determinare ritardi nella cura ed aumentare complicanze e sequele sia per l'individuo in sé che per il suo partner. Altrettanto imprudente e deprecabile risulta l'autoterapia farmacologica.

 

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