Malaria o Paludismo

Generalità

La Malaria è una patologia causata da quattro distinti protozoi, appartenenti al genere Plasmodium, che si trasmettono all'uomo attraverso la puntura di zanzare femmine del genere Anopheles. Questi insetti vettori possono infettarsi pungendo un individuo malato e trasmettere l'infezione ad una persona sana con una seconda puntura.

MalariaLa malaria è particolarmente diffusa a livello tropicale, mentre in Italia - dopo aver causato svariate epidemie fino alla metà del secolo scorso - è stata debellata ormai da molti anni; episodi sporadici, imputabili all'ingresso di contagiati provenienti da zone endemiche, si verificano comunque ancora oggi.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Malaria


Quando una zanzara infetta punge un individuo sano, i parassiti entrano nel circolo ematico, migrano verso il fegato e penetrano negli epatociti, dove proliferano pressoché indisturbati.

Dopo questo periodo di attiva proliferazione, che dura all'incirca 2-4 settimane, i parassiti figli fuoriescono dalle cellule epatiche, invadono il circolo sanguigno ed entrano nei globuli rossi. In questa sede riprendono a moltiplicarsi, fino a liberarsi all'esterno lesionando la cellula; proprio a tale lesione sono associati i segni clinici della malaria, che includono episodi febbrili (associati a crisi di freddo seguite da profusa sudorazione, calore e sete intensa), anemia ed aumento delle dimensioni di alcuni organi (in modo particolare milza e fegato). Dopo essere usciti dagli eritrociti, i nuovi parassiti invadono altri globuli rossi, riprendendo un processo che si ripete ciclicamente ad ondate (da qui l'andamento particolare degli episodi febbrili), almeno fin tanto che i processi difensivi dell'ospite non lo interrompono.

L'intervallo tra le diverse crisi dipende dal tipo di malaria, a sua volta determinato dall'agente eziologico che l'ha provocata; Plasmodium falciparum, Plasmodium vivax e Plasmodium ovale provocano malaria terzana (in cui gli accessi febbrili si ripetono ogni tre giorni), mentre Plasmodium malariae provoca malaria quartana (in cui gli accessi febbrili si ripetono ogni quattro giorni).

Approfondimenti e Curiosità

Diagnosi

La diagnosi si basa sulla ricerca microscopica di parassiti in un campione di sangue prelevato (preferibilmente) qualche ora prima dell'accesso febbrile.

Trattamento

La terapia preventiva e curativa della malaria si effettua somministrando farmaci opportuni, quali la clorochina (spesso inefficace per la presenza di parassiti resistenti), il chinino solfato - cloridrato ed i derivati della artemisinina; altresì importante risulta la profilassi ambientale (prosciugamento delle paludi, impiego di insetticidi e larvicidi su larga scala, eliminazione dei ristagni d'acqua) ed individuale, sia di tipo generale (utilizzo di vestiario appropriato, repellenti per insetti ed applicazione di zanzariere alle finestre ed intorno ai letti) che farmacologico (la chemioprofilassi con clorochina o altri farmaci antimalarici è vivamente consigliata ai soggetti non immuni che si recano in zone endemiche).

Negli individui che superano la malattia rimane un'immunità specifica per il plasmodio che ha determinato la malaria, anche se quella nei confronti di Plasmodium falciparum scompare pochi mesi dopo la guarigione; questa forma malarica è - tra l'altro - la più difficile da superare, tanto che spesso il quadro clinico si complica fino alla morte del paziente. In ogni caso, qualunque sia l'agente eziologico implicato, prima della completa guarigione la malattia presenta spesso delle ricadute a sintomatologia più lieve, anche a distanza di mesi o addirittura anni.

Attualmente sono in fase di sperimentazione avanzata, con premesse incoraggianti, diversi vaccini anti malaria. Uno di questi (Mosquirix ®) è stato approvato dall'EMA - l’Agenzia Europea del Farmaco - nel luglio 2015.


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