Magnetoterapia

Generalità

La magnetoterapia è una pratica di medicina alternativa, che si fonda sull'idea che l'esposizione del corpo umano a campi magnetici abbia effetti terapeutici.
MagnetoterapiaTra le condizioni mediche che i promotori della magnetoterapia ritengono di poter trattare con i campi magnetici, rientrano: le fratture ossee, l'osteoporosi, i dolori articolari, i dolori muscolari, l'artrosi, l'artrite reumatoide, l'algodistrofia, le lesioni della cartilagine articolare e la fibromialgia.
Attualmente, secondo la medicina ufficiale, la magnetoterapia è una pratica priva di ogni fondamento scientifico. Esistono, infatti, tantissimi studi che ne hanno dimostrato l'assoluta inefficacia terapeutica.

Cos'è la magnetoterapia?

La magnetoterapia è una pratica di medicina alternativa, che prevede l'utilizzo di campi magnetici per trattare determinate condizioni di salute.

I promotori della magnetoterapia sostengono che l'esposizione di parti del corpo umano a campi magnetici abbia effetti benefici sulla salute, specialmente tra:

  • Coloro che presentano fratture ossee. La magnetoterapia sembrerebbe accelerare la formazione e il consolidamento del cosiddetto callo osseo;
  • Coloro che presentano dolori articolari, muscolari o muscolo-articolari;
  • Coloro che presentano malattie scheletriche come l'osteoporosi.

Per la magnetoterapia, o meglio per i campi magnetici che servono alla magnetoterapia, sono necessari dei magneti.

Funzionamento

Premessa: per capire al meglio il presunto meccanismo di funzionamento della magnetoterapia, è fondamentale ripassare alcune nozioni di elettrofisiologia della cellula umana.
Le cellule del corpo umano presentano una carica elettrica, frutto della presenza, nell'ambiente intracellulare, di atomi con una certa carica (es: ioni sodio, ioni potassio, ioni calcio ecc).
La carica elettrica delle cellule umane è diversa dalla carica elettrica presente al suo esterno e ciò crea una situazione, che gli elettrofisiologici definiscono con il termine di potenziale di membrana a riposo.
Il cosiddetto potenziale di membrana a riposo, quindi, è la differenza di carica elettrica, presente tra l'interno e l'esterno di una generica cellula.
A seguito dell'invecchiamento cellulare o dopo un danno a carico della cellula, il potenziale di membrana a riposo subisce un'alterazione, assumendo valori diversi dai valori considerati normali.
Le alterazioni del potenziale di membrana a riposo sono responsabili di un cattivo funzionamento delle cellule e dei tessuti di cui queste cellule fanno parte.


Secondo gli ideatori e promotori della magnetoterapia, i campi magnetici di cui si avvale quest'ultima agirebbero sulle cellule dei tessuti ossei e molli del corpo umano, favorendo il ripristino del potenziale di membrana a riposo laddove ce n'è bisogno.
In altre parole, la magnetoterapia sarebbe un trattamento capace di ristabilire il potenziale di membrana a riposo, nelle cellule del corpo umano in cui tale potenziale è alterato.
Se tutto ciò fosse vero – come sostengono i magnetoterapeuti –  le cellule che, grazie alla magnetoterapia, ripristinano il proprio potenziale di membrana a riposo riprenderebbero a funzionare in maniera adeguata, a ripararsi più velocemente in presenza di danni e così via.
Questa appena riportata è una descrizione volutamente semplificata di come dovrebbe agire la magnetoterapia sul corpo umano. In realtà, però, il funzionamento comprende tanti altri aspetti, assai complessi, che solo persone esperte e con una certa preparazione sarebbero in grado di capire.


Gli effetti della magnetoterapia a livello cellulare:
  • Ripristinare il potenziale di membrana a riposo, nelle cellule in cui quest'ultimo è alterato;
  • Interagire con il ferro dell'emoglobina sanguigna, migliorando in questo modo la circolazione sanguigna;
  • Ristabilire la bilancia dell'energia elettromagnetica del corpo umano.

FREQUENZA DEI CAMPI MAGNETICI

I magneti per la magnetoterapia possono creare campi magnetici di due diverse tipologie: a bassa frequenza (compresa tra i 5 e i 100 Hz) o ad alta frequenza (compresa tra i 18 e i 900 MHz).
La magnetoterapia che fa uso di magneti generanti campi magnetici a bassa frequenza prende il nome di magnetoterapia a bassa frequenza; di contro, la magnetoterapia che sfrutta magneti generanti campi magnetici ad alta frequenza prende il nome di magnetoterapia ad alta frequenza.
La scelta della frequenza dei campi magnetici dipende dalla condizione di salute che si vuole curare. Ci sono, infatti, condizioni che si prestano meglio alla magnetoterapia a bassa frequenza e condizioni che, invece, si prestano meglio alla magnetoterapia ad alta frequenza.
Le indicazioni della magnetoterapia a bassa frequenza e di quella ad alta frequenza saranno approfondite in seguito.

LA MAGNETOTERAPIA HA UN FONDAMENTO SCIENTIFICO?

Nessuno studio clinico-scientifico, condotto finora, ha provato l'effettiva efficacia della magnetoterapia.
Riguardanti alcuni punti molto cari ai produttori e promotori della magnetoterapia, le principali critiche sono:

  • I magneti usati producono campi magnetici non sufficientemente potenti, per avere effetti su muscoli, sangue, ossa o altri organi;
  • Non esistono prove scientifiche a favore del fatto che i campi magnetici interagirebbero con il ferro dell'emoglobina sanguigna, migliorando, come effetto finale, la circolazione del sangue.
    A tal proposito, è importante precisare che il ferro risente della forza di un campo magnetico solo quando è in forma solida cristallina; quindi, se è in forma molecolare, come nell'emoglobina umana, non risponde ad alcuno stimolo di origine magnetica;
  • Non esistono evidenze scientifiche che provino la capacità, da parte dei magneti e dei campi magnetici derivanti, di restaurare la cosiddetta bilancia dell'energia elettromagnetica del corpo umano.

Indicazioni

Secondo i suoi ideatori e promotori, la magnetoterapia sarebbe particolarmente indicata in presenza di:

Principali campi della medicina, che interessano la magnetoterapia:

MODALITÀ D'USO DELLA BASSA E DELL'ALTA FREQUENZA

Come anticipato nel capitolo precedente, la magnetoterapia a bassa frequenza ha indicazioni diverse dalla magnetoterapia ad alta frequenza.
Secondo gli ideatori e i promotori della magnetoterapia, l'esposizione a campi magnetici a bassa frequenza sarebbe utile in almeno due circostanze:

  • Quando occorre favorire l'assimilazione del calcio, per rinforzare l'apparato scheletrico e proteggerlo da problemi come l'osteoporosi;
  • Quando occorre stimolare la calcificazione ossea, per accelerare i tempi di guarigione da una frattura ossea.

Per quanto concerne invece l'esposizione a campi magnetici ad alta frequenza, gli esperti sostengono che questa pratica è particolarmente indicata quando occorre favorire la circolazione sanguigna e ridurre gli stati infiammatori, allo scopo finale di alleviare la sensazione dolorosa.
Quindi, in poche parole, la magnetoterapia a bassa frequenza trova impiego nei pazienti con fratture, osteoporosi e malattie affini a quest'ultima, mentre la magnetoterapia ad alta frequenza trova impiego nei pazienti che lamentano dolore da artrite, lesioni della cartilagine, algodistrofia, sindrome del tunnel carpale, problemi muscolari ecc.

Apparecchiatura

Una generica apparecchiatura per la magnetoterapia comprende: una console computerizzata, un paio di cavi di collegamento e due magneti.
La console computerizzata è il generatore dell'energia da infondere, attraverso il paio di cavi, ai magneti, affinché quest'ultimi creino il campo magnetico.
Semplice da usare, la suddetta console è anche lo strumento che permette, al terapeuta, di regolare la frequenza del campo magnetico risultante.

MAGNETI E ATTREZZATTURE PER LA LORO APPLICAZIONE

In genere, i magneti per la magnetoterapia hanno l'aspetto di piastre rettangolari e sono forniti di una porzione in velcro. Il velcro permette loro di applicarli su particolari fasce, che fungono da bendaggi della zona anatomica da trattare.
Esistono tanti tipi di fasce, a seconda dell'uso che se ne deve fare: c'è una fascia specifica per eseguire la magnetoterapia sul collo, c'è una fascia specifica per effettuare la magnetoterapia sulla spalla e così via.

fasce magnetoterapiaFigura: fasce per la magnetoterapia. Dal sito: healthymagnets.co.uk

Alcuni produttori di attrezzature per la magnetoterapia hanno realizzato delle fasce con i magneti incorporati all'interno; altri, addirittura, hanno pensato di costruire una sorta di coperta magnetizzata, che un individuo può usare durante il sonno notturno.

Caratteristiche di un ciclo di sedute

Prima che abbia inizio un ciclo di sedute di magnetoterapia, il terapeuta interroga il paziente su età, altezza e peso e inserisce le informazioni ottenute nella console computerizzata, attraverso uno specifico percorso di digitazione. A questo punto, lascia il tempo al computer della console di elaborare i dati inseriti ed effettuare una sorta di calibratura, che sarà fondamentale al momento della generazione del campo magnetico.
Quindi, alla conclusione della calibratura, provvede ad applicare i magneti, nella regione anatomica d'interesse, e a premere il pulsante della console, che serve alla creazione del campo magnetico.
Una volta che i magneti sono in azione, l'intera apparecchiatura funziona da sé, senza alcun intervento esterno. Il terapeuta, infatti, è chiamato a intervenire solo allo scadere del tempo di seduta, quando il paziente necessita di un aiuto per togliere i magneti e le fasce d'applicazione.

QUANTO DURA UNA SEDUTA?

Le sedute di magnetoterapia possono durare dai 20 ai 35 minuti.
Secondo gli esperti nel campo della magnetoterapia, affinché una seduta sia veramente efficace, dovrebbe durare almeno 30-35 minuti.

UN CICLO DI MAGNETOTERAPIA QUANTE SEDUTE COMPRENDE?

Un ciclo di magnetoterapia può comprendere dalle 10 alle 30 sedute.
Chi ha ideato e promuove la magnetoterapia come pratica terapeutica ritiene che, affinché un ciclo sia efficace, dovrebbe consistere in una trentina di sedute circa.

Controindicazioni

La magnetoterapia è controindicata, principalmente, a due categorie di individui: i portatori di un pacemaker o un defibrillatore cardioverter portatile e le donne incinte.
Per quanto riguarda la prima circostanza, la controindicazione si spiega con il fatto che i campi magnetici, generati a scopo terapeutico, potrebbero interferire con il corretto funzionamento del dispositivo elettronico, deputato a controllare il ritmo del cuore.
Per quanto concerne invece la seconda circostanza, la controindicazione trova fondamento nel sospetto che i “soliti” campi magnetici potrebbero essere causa di anomalie fetali, quindi compromettere il normale sviluppo del feto.

Rischi e complicazioni

La magnetoterapia in sé è una pratica indolore e sostanzialmente sicura.

Risultati

La magnetoterapia ha sollevato e solleva tuttora numerosi dibattiti tra chi l'ha ideata, che chiaramente ne difende la validità, e la comunità scientifica, che, con attendibili esperimenti, ne ha dimostrato l'inefficacia terapeutica e ne sconsiglia l'utilizzo.
Sull'argomento, si è espressa anche l'FDA, ossia l'ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici: la sua opinione è che la magnetoterapia sia una pratica priva di qualsiasi utilità medico-terapeutica.


Cosa dicono medici e scienziati in merito alla magnetoterapia?
  • Non ci sono prove scientifiche che testimonino l'efficacia terapeutica della magnetoterapia e dei campi magnetici;
  • La magnetoterapia può comportare un ritardo di guarigione da una certa condizione medica, nel momento in cui una persona la preferisce a un trattamento di cui è stata dimostrata l'efficacia;
  • Dato il costo non indifferente di un ciclo di sedute, la magnetoterapia rappresenta una minaccia per le disponibilità economiche di molti pazienti.


Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016