Controllo e valutazione dell'atleta colpito da collasso sul campo

A cura del Dott. Stefano Casali

Iponatriemia da sport: soggetti a rischio

L'iponatriemia è la causa più grave di collasso come conseguenza dell'attività sportiva. In linea di massima sopraggiunge a seguito dell'assunzione di liquidi ipotonici, che non contengono sodio o in minima parte, per far fronte alla perdita di sudore generalmente ipertonico. I casi più comuni si verificano nelle gare di resistenza particolarmente lunghe e sono più frequenti fra le donne, i corridori più lenti e tutti coloro che assumono acqua invece di sports drink addizionati con sodio. I sintomi di iponatriemia dipendono dalla gravità della mancanza di sodio.

Valori normali di sodiemia   e gravità dell'iponatriemia

Una concentrazione normale di sodio nel sangue (eusodiemia) va da 135 a 145 mEq/L. Al di sotto di questi valori, il grado di iponatriemia può essere da leggero a grave:

1. Leggero (sodio = 131-134 mEq/L), di solito non ha sintomi;

2. Moderato (sodio = 126-130 mEq/L), possono comparire fastidi, nausea, stanchezza, confusione mentale e la cosiddetta "andatura a fantasma" ovvero movimenti involontari e ripetuti delle gambe in fase di riposo);
3.  Grave (sodio <126 mEq/L), può provocare coma, colpo apoplettico e anche la morte.

Come riconoscere l'iponatriemia da sport: segni e sintomi

Gli esami del sangue effettuati su un atleta iponatriemco rivelano, solitamente, una temperatura rettale inferiore ai 39°C e pressione sanguigna e frequenza cardiaca nei valori normali. Il livello di coscienza va sempre a diminuire allorquando si passa da una fase moderata ad una più grave. IponatremiaL'iponatriemia causata da un eccesso di liquidi provoca nell'atleta gonfiori e la sensazione che gli anelli, l'orologio e le scarpe siano più stretti che in precedenza: in questo caso si è verificato un deciso aumento di peso nel corso della competizione.  Tuttavia, gli atleti iponatriemici possono anche essere disidratati o avere un minor volume sanguigno e ciò si spiega con il fatto che hanno recuperato solo in parte le perdite di sudore con i liquidi ipotonici che hanno assunto. Questo tipo ipotonico di iponatriemia è piuttosto comune tra i corridori più veloci.

Cosa fare in presenza di segni suggestivi di iponatriemia

L'esperienza ci insegna che si può parlare di iponatriemia se la temperatura rettale, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca sono su valori normali per l'atleta che ha subìto un collasso e presenta un abbassamento del livello cosciente. Quando l'atleta dà segni di iperdidratazione, bisogna assolutamente evitare la somministrazione di liquidi per via endovenosa in quanto si rischia di danneggiare il cuore o addirittura arrivare alla morte. Quando l'atleta sembra disidratato e si presume abbia un volume sanguigno basso, una somministrazione endovenosa di soluzione salina serve a ripristinare acqua e sali. Nei casi più gravi, si può optare per soluzioni saline altamente ipertoniche (3-5%) da iniettare molto lentamente (meno di 50 ml/h) tenendo sotto continuo controllo le condizioni generali dell'atleta. La maggioranza degli atleti che presentano forme anche piuttosto gravi di iponatriemia recuperano da soli nel giro di 1-3 ore di riposo e cure di sostegno. Quando l'urina diventa abbondante e chiara, l'atleta è in fase di recupero.


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Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016