Ipoglicemia Reattiva - Ipoglicemia Postprandiale

Generalità

L'ipoglicemia consiste nell'eccessiva discesa dei livelli di glucosio nel sangue, fino a concentrazioni uguali o inferiori ai 45-50 mg/dl. Quando tale deficit si fa particolarmente severo l'ipoglicemia diviene un'alterazione metabolica ad alto rischio; il glucosio rappresenta infatti il principale substrato energetico per l'organismo ed in particolare per il cervello. Ipoglicemia reattiva

Non a caso, la carenza di questo zucchero nel sangue provoca sintomi come debolezza, tachicardia, fame con craving per i carboidrati, nausea, ansietà , mancanza di coordinazione muscolare, nervosismo/irritabilità, confusione mentale e sudorazione, fino al coma ipoglicemico e alla morte.

Cause

In condizioni normali, l'ipoglicemia severa è un evento raro, grazie all'intervento di risposte neuroendocrine automatizzate (riduzione della sintesi di insulina e aumentato rilascio di glucagone, catecolamine, cortisolo e GH); inoltre, l'ipoglicemia spinge il soggetto verso la ricerca di cibo, preferibilmente glucidico, che ripristina in breve tempo la normalità dei livelli glicemici.

Eccesso di Insulina

L'ipoglicemia è tipica del diabete trattato con dosi eccessive di insulina o ipoglicemmizanti orali, ma può sopraggiungere - in forma lieve - anche nel paziente sano, ad esempio a causa di un digiuno troppo prolungato o di un intenso e prolungato sforzo fisico.

Ipoglicemia Reattiva

Una forma particolare, detta ipoglicemia reattiva o postprandiale, si manifesta tipicamente dopo i pasti, spesso a distanza di due o tre ore dal loro termine. Il più delle volte la causa di questa condizione rimane misconosciuta. A tal proposito sono state formulate diverse ipotesi; la prima è che gli individui colpiti da ipoglicemia reattiva siano troppo sensibili all'adrenalina, un ormone - ribattezzato dello stress - che produce sintomi analoghi a quelli provocati dalle crisi ipoglicemiche, e il cui rilascio è favorito dall'ipoglicemia. Un'altra ipotesi è che questi soggetti non producano quantità sufficienti di glucagone, un ormone che si oppone all'eccessivo calo glicemico contrastando le azioni dell'insulina. Non a caso, l'ipoglicemia reattiva può essere determinata anche dall'iperinsulinemia, ovvero dall'ipersecrezione di insulina da parte del pancreas; non di rado, tale condizione si accompagna ad ipoglicemia tardiva (dopo la quarta ora dal termine del pasto).

A livello medico l'alterata tolleranza glucidica accompagnata da iperinsulinemia viene considerata uno stato prediabetico, con possibile e probabile evoluzione a diabete mellito conclamato. Anche per questo l'ipoglicemia reattiva è tipica dei primi stadi del diabete mellito di tipo II; nei pazienti che ne sono affetti, dopo il pasto si registra iperglicemia legata ad un ritardo nella secrezione insulinica, che risulta insufficiente nelle prime ore ed eccessiva in quelle seguenti.

Altre Cause di Ipoglicemia

Alla base dell'ipoglicemia reattiva possono esistere deficit enzimatici congeniti, come l'intolleranza ereditaria al fruttosio, la galattosemia e la sensibilità alla leucina nei neonati (anche gli aminoacidi stimolano il rilascio di insulina).

Un altra causa di ipoglicemia reattiva è rappresentata dagli interventi chirurgici di gastro-resezione a cui vengono sottoposte, ad esempio, le persone obese o con tumore dello stomaco; questa condizione, proprio come l'ipervelocità congenita di svuotamento gastrico, determina un rapido arrivo del chimo a livello dell'intestino tenue (che in condizioni normali lo riceve con estrema gradualità) ed un altrettanto rapido assorbimento.

Ruolo di Farmaci e Alimenti

Vi sono farmaci (come l'acarbosio), integratori (psillio, gomma guar, pectina) e in genere gli alimenti ricchi di fibra, che agiscono nel senso opposto e che quindi - rallentando l'assorbimento intestinale di glucosio - possono rivelarsi utili nella prevenzione dell'ipoglicemia reattiva.

Al contrario, l'ingestione di alcool in grandi quantità, specie negli alcolisti cronici in stato di denutrizione, favorisce l'ipoglicemia reattiva, probabilmente per la depressione della gluconeogenesi indotta dalla sua metabolizzazione.

Prevenzione

Ruolo della Dieta

Un pasto particolarmente ricco di carboidrati semplici (zuccheri), come ad esempio una scorpacciata di dolci, rappresenta un fedele alleato dell'ipoglicemia reattiva. Il rapido ingresso nel torrente circolatorio del glucosio assorbito dalla mucosa intestinale stimola un forte rilascio pancreatico di insulina, necessario per riportare nella norma livelli glicemici divenuti pericolosamente elevati.

Così, nell'individuo sano il glucosio entra prepotentemente nelle cellule, con una rapida diminuzione delle sue concentrazioni ematiche; si parla quindi di ipoglicemia reattiva, una condizione che come abbiamo visto ad inizio articolo stimola il centro ipotalamico della fame. Da qui, la raccomandazione di ridurre il consumo di zuccheri semplici ed aumentare quello di vegetali freschi, valido sia per le diete dimagranti (aumenta il senso di sazietà , riduce le crisi bulimiche), sia in ambito preventivo, contro le patologie correlate a diabete e sovrappeso.


Consigli comportamentali per prevenire l'ipoglicemia reattiva:

Diagnosi

La diagnosi di ipoglicemia reattiva può essere posta sulla base dei risultati dell'OGTT, il "famoso" test da carico orale di glucosio. In questo esame si somministra per via orale una soluzione acquosa di circa 75 grammi di glucosio, registrando i valori glicemici (ed eventualmente quelli insulinemici) ad intervalli di tempo prestabiliti (30', 60', 90', 120', 150', 180', 210', 240', 270' 300'). La diagnosi è certa se la glicemia scende al di sotto dei 45 mg/dL, mentre è probabile se i i valori minimi di glicemia sono compresi tra i 45 ed i 55 mg/dL. L'esame consente, tra l'altro, di porre diagnosi di diabete e di alterata tolleranza glucidica, positiva se i livelli glicemici dopo 180' dall'ingestione della soluzione salgono, rispettivamente, sopra i 139 ed i 199 mg/dL.


Farmaci per la cura dell'Ipoglicemia reattiva »



Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016