L'ipocalcemia è una condizione clinica caratterizzata da un difetto di calcio nel sangue. Diviene concreta quando la calcemia totale scende al di sotto dei 9 mg/dL nell'adulto o quando la frazione libera (calcio ionizzato) si abbassa oltre i 4.5 mg/dL. Nell'articolo dedicato alla calcemia, abbiamo visto come i livelli ematici del minerale dipendano dall'attività congiunta della vitamina D e di due ormoni, il paratormone (PTH) e la calcitonina, che a loro volta modulano il deposito/rilascio di calcio dalle ossa, nonché il suo riassorbimento/escrezione a livello renale ed il grado di assorbimento a livello enterico. Abbiamo inoltre spiegato come nel sangue il calcio si trovi in due distinte forme, in proporzioni circa uguali: la frazione libera (calcio ionizzato) e la frazione legata a proteine plasmatiche come l'albumina. Dal momento che soltanto il calcio scorporato da tali proteine risulta metabolicamente attivo, il dosaggio della frazione libera è più accurato nel valutare la condizione clinica dei pazienti con ipocalcemia. Ad esempio, nel caso di una riduzione delle proteine plasmatiche si assiste ad un aumento percentuale della frazione libera ed è per questo che la calcemia totale dev'essere corretta secondo la seguente formula, in modo da attribuirgli un significato clinico corretto:
Calcemia totale corretta = Calcemia totale misurata + [(4.0 - albuminemia g/dL) * 0.8]
L'ipocalcemia provoca un aumento dell'eccitabilità muscolare, con comparsa della cosiddetta sindrome tetanica. Tra i più precosi sintomi di ipocalcemia ricordiamo la sensazione di intorpidimento o formicolio attorno alla bocca, e di pizzicore e torpore delle dita; se l'ipocalcemia è più severa i formicolii si trasformano in crampi tetanici (mano da ostetrico, segno di Trosseau), fino alle convulsioni. Nelle condizioni più gravi insorgono palpitazioni ed aritmie cardiache severe che, insieme al laringospasmo, possono mettere in pericolo la vita stessa del paziente. I sintomi di una lieve ipocalcemia cronica possono precipitare in condizioni quali gravidanza, stress emotivo o fisico ed allattamento.
Ipoparatiroidismo (inattività delle ghiandole
paratiroidi), resistenza all'azione del paratormone, ridotta assunzione di calcio con la
dieta per malnutrizione
o malassorbimento,
carenza di vitamina D, resistenza all'azione della vitamina D, resezione intestinale, rachitismo e altre
malattie delle ossa, eccesso di fosforo, deficit cronici
di magnesio, achilia, acloridria, eccesso acuto di magnesio, infiammazione acuta del
pancreas, insufficienza renale cronica,
ustioni, alcolismo, assunzione di farmaci
anticonvulsivanti (barbiturici, idantoinici).
La terapia medica si basa sulla determinazione e sulla correzione della causa di ipocalcemia (per individuarla può essere utile lo schema riportato in figura, cliccandoci sopra per ingrandirlo). Riguardo all'ipocalcemia in sé, questa viene corretta attraverso la somministrazione di integratori di calcio (calcio gluconato, calcio lattato, calcio cloruro ecc.) e vitamina D, da assumere 30 minuti prima dei pasti preferibilmente con un bicchiere di latte (salvo intolleranza manifesta al lattosio od altre controindicazioni). L'ipocalcemia acuta deve invece essere prontamente corretta tramite iniezioni di cloruro di calcio o calcio gluconato al più vicino prontosoccorso.
DALLA COMMUNITY
Emozioni femminili: Grazie, spiegazione esauriente!
Cmq se qualcuno avesse spiegazioni alternative/integrative mi farebbe piacere sentirle ;-)
Definizione palestra: Francesco, 1.5g pro kg al giorno non sono una quantità eccessiva, vanno benissimo per uno sportivo, sopratutto per un body builder. Mai messo in dubbio questo, ma toglierli completamente come è stato chiesto a Victor è da criminali e purtroppo nella tua categoria ce ne sono molti che consigliano queste...
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