Iperparatiroidismo

Sintomi iperparatiroidismo

1) Manifestazioni neurologiche (labilità emotiva, depressione, difficoltà di concentrazione);

2) Manifestazioni renali (colica renale da calcolosi);

3) Manifestazioni ossee (fragilità ossea, fratture per traumi minimi, osteomalacia nelle forme secondarie);

4) Manifestazioni gastrointestinali (iperacidità gastrica, dolori addominali).

L'iperparatiroidismo viene spesso diagnosticato grazie al dosaggio occasionale della calcemia, ancor prima che i segni ed i sintomi della malattia si manifestino in maniera evidente. In realtà, anche in questi casi, un'anamnesi attenta e mirata può mettere in evidenza una serie, pur aspecifica e sfumata, di sintomi; nelle prime fasi, il paziente può infatti accusare un senso di debolezza e facile affaticabilità, con cefalea, depressione, confusione mentale, labilità emotiva e talvolta prurito. Man mano che la gravità della malattia aumenta, gli organi ed i tessuti manifestano la propria sofferenza tramite sintomi come mancanza di appetito, nausea, vomito, diarrea, confusione o perdita di memoria, aumento della sete e dell'orinazione, fragilità ossea con aumentato rischio di fratture e dolori osteoarticolari.

Poliuria e polidipsia sono legate alla ridotta sensibilità del tubulo distale all'ormone antidiuretico (ADH), come conseguenza dell'ipercalcemia. Nelle forme di iperparatiroidismo secondario da insufficienza renale è comune l'osteomalacia, con dolori ossei diffusi e fratture patologiche (l'osteomalacia consiste in un rammollimento osseo dovuto alla scarsa mineralizzazione conseguente all'insufficiente sintesi renale di vitamina D attivata).

In circa il 30-40% dei casi i sintomi d'esordio dell'iperparatiroidismo sono rappresentati da una colica renale conseguente a calcolosi urinaria (nefrolitiasi). La presenza di questi sassolini, in genere costituiti da ossalato di calcio, può scatenare dolori intensi, di tipo episodico, nella regione lombare, tali da richiedere il soccorso medico.

Dal momento che l'ipercalcemia determina un aumento dei livelli di gastrina, ormone stimolante la secrezione acida dello stomaco, i soggetti affetti da iperparatiroidismo corrono un rischio maggiore di soffrire di iperacidità gastrica (dispepsia, pirosi), fino a veri e propri quadri di ulcera peptica. Altri sintomi possono essere legati alla deposizione di sali di calcio nei tessuti molli; particolarmente colpiti da questo fenomeno sono la cornea (cheratite a banda), i tendini (tendiniti calcifiche), le cartilagini articolari (condrocalcinosi), il parenchima renale (nefrocalcinosi) ed il pancreas (probabile causa di pancreatite).

Diagnosi di iperparatiroidismo

Spesso la scoperta dell'iperparatiroidismo rappresenta un evento casuale, legato al riscontro di ipercalcemia durante un esame sanguigno di routine. Va precisato che l'eccessiva presenza di calcio nel sangue può essere conseguente a svariate condizioni, ma soltanto in questa malattia si accompagna ad un'ipersecrezione di paratormone. Ad ogni modo, i medici hanno anche la possibilità di dosare i livelli ematici di tale ormone, riuscendo così ad escludere a priori le altre condizioni e malattie responsabili di ipercalcemia. Quando non è dovuta all'iperattività delle paratiroidi, infatti, l'ipercalcemia determina la soppressione del rilascio di paratormone endogeno, quindi un calo - e non l'aumento - dei suoi livelli ematici. Va altresì precisato che nelle forme di iperparatiroidismo secondario i livelli calcemici sono spesso nella norma, ma le cause responsabili determinano sintomi significativi e facilmente identificabili.

Il riscontro di iperparatiroidismo dà quindi il via a tutta una serie di approfondimenti diagnostici per evidenziare lo stadio e le complicanze della malattia. Verrà quindi eseguita una densitometria ossea per accertare il grado di mineralizzazione dello scheletro, insieme - eventualmente - ad una radiografia delle ossa lunghe, delle estremità e del rachide. L'ecografia addominale è invece necessaria per accertare l'eventuale presenza di calcoli renali. Al paziente verranno date anche disposizioni per la raccolta delle urine nell'arco delle 24 ore, sulle quali saranno poi condotti dei test per indagare la concentrazione di calcio, fosforo e metaboliti, come la creatinina, che riflettono il grado di attività renale.


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