Invecchiamento: la lunga strada verso la longevità

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Proteomica

La proteomica riguarda lo studio su grande scala della proteina, in particolare delle sue strutture e funzioni. Questa scienza si prefigge di creare ex novo in laboratorio determinate proteine. Potrebbe quindi trattarsi della più importante tecnologia medica sviluppata nel corso dei prossimi vent'anni.

geni e invecchiamentoIn uno scenario non troppo lontano, un medico potrebbe, per esempio, stabilire di quale proteina abbia bisogno un paziente per guarire da una determinata malattia, affidando il suo sviluppo ad un team di proteomici. La piena espressione di queste tecnologie, che non avverrà prima di 10 o 15 anni,  consentirà anche di migliorare la velocità e la precisione delle diagnosi.
La maggiore difficoltà della proteomica è capire come conferire alle proteine create le giuste conformazioni tridimensionali. Infatti la funzionalità di queste macromolecole non è data soltanto dalla sequenza di amminoacidi che le compongono, ma anche e soprattutto dal modo in cui queste catene aminoacidiche si organizzano nello spazio (termine tecnico "folding"). Attualmente gli sforzi degli scienziati e dei tecnici informatici sono rivolti alla creazione di supercomputer in grado di determinare come organizzare tra loro le varie catene aminoacidiche. L'IBM, per esempio, ha da poco introdotto il Blue/Gene L, un supercomputer in grado di compiere 360 trilioni (360 x 1018) di operazioni al secondo, con lo scopo di capire come le proteine del nostro organismo ottengono la loro struttura tridimensionale (folding).

Clonazione

Esistono due tipi di clonazioni, quelle riproduttive e quelle terapeutiche. Nel primo caso lo scopo è di ricreare un organismo geneticamente identico a quello di partenza. Questa tecnica è già stata sperimentata con successo negli animali, ma non nell'uomo, non tanto per la mancanza delle competenze scientifiche, quanto per le spinose questioni morali sollevate da tale ipotesi. Basti pensare che esiste un'azienda privata chiamata "Genetics Savings & Clone, Inc.", il cui business si basa sulla clonazione di animali per i loro amati proprietari.
La clonazione terapeutica ha lo scopo di creare, non tanto interi organismi, quanto tessuti specifici. Per farlo si avvale di cellule staminali che, una volta impiantate in un tessuto, iniziano a dividersi dando origine a popolazioni cellulari perfettamente identiche a quelle caratterizzanti quel determinato organo o  tessuto. Attualmente i ricercatori sono in grado di applicare queste tecniche ai tessuti più semplici, come cornea e vescica urinaria; presto potrebbero però riuscire ad estendere queste tecnologie alla clonazione di tessuti e organi più complessi, come la pelle o i vasi sanguigni.

Terapia Genetica

Molte delle terapie attualmente disponibili includono RNA interferente (RNAi) e RNA antisenso. Tuttavia tale scienza è ancora in uno stadio primitivo e continuerà ad evolversi negli anni a venire.

Conosciuta ai più come "RNA interference" questa tecnica terapeutica si basa sull'inserimento nel citoplasma di alcuni frammenti di RNA a doppia elica, in grado di interferire (e spegnere) l'espressione genica. In particolare l'obiettivo è di bloccare l'RNA messaggero prodotto dai geni "cattivi", impedendo così che questi esprimano proteine specifiche (silenziamento selettivo dell'espressione genica).

Si spera che tali acquisizioni aprano la strada verso la terapia genica somatica che rappresenta il Sacro Graal di questa scienza. L'obiettivo della terapia genica somatica è di inserire i geni desiderati direttamente nel genoma. Per essere tramutata in realtà questa ipotesi dovrà aspettare probabilmente altri 25 anni, ma quando gli scienziati saranno in grado di sfruttarla al meglio potranno convertire una singola cellula del corpo umano (ad eccezione di quelle germinali) in qualsiasi altro tipo di cellula umana somatica. Infatti ognuna delle cellule del nostro organismo contiene tutto il patrimonio genetico necessario per dar vita a qualsiasi altro tipo di cellula. A quel punto l'umanità sarebbe quindi in grado di convertire, per esempio, cellule adipose in cellule cardiache semplicemente manipolando i loro geni. Interessanti progressi in questo campo sono già stati effettuati utilizzando cellule staminali adulte. Per esempio cellule staminali epatiche sono già state trasformate in cellule pancreatiche, così come si è riusciti a convertire cellule muscolari staminali adulte in cellule muscolari cardiache, in tessuto nervoso e in tessuto vascolare.

Tutte le interessanti evoluzioni scientifiche e tecnologiche incontrate lungo questa seconda strada non sono nulla in confronto a quelle a cui l'umanità andrà incontro imboccando, tra 25-30 anni, la terza via verso la longevità.


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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016