Invecchiamento: la lunga strada verso la longevità

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Restrizione calorica (vedi dieta e invecchiamento)

Una dieta caratterizzata da un apporto calorico moderato, leggermente inferiore rispetto ai fabbisogni, è in grado di prolungare la vita degli animali da laboratorio.
Attualmente si ritiene che per l'uomo la massima aspettativa di vita sia di circa 120 anni. In base alla documentazione storica a disposizione, nessun uomo è mai vissuto più di 124 anni. Ma come ogni record che si rispetti, gli scienziati si attendono che tale limite venga presto abbattuto, grazie al contributo delle terapie intraprese nella seconda e nella terza strada che conduce alla longevità.

InvecchiamentoPer il momento, la restrizione calorica sembra essere una delle strategie più efficaci per vivere a lungo. Nella sperimentazione animale, grazie a questo approccio dietetico, i ricercatori sono riusciti a prolungare la vita media delle cavie, registrando anche incrementi superiori al 50 ed al 100%.

Negli esperimenti condotti sui lieviti da David Sinclair la restrizione calorica si è dimostrata in grado di attivare un gene chiamato SIRT1. Questa sequenza genica codifica per l'enzima SrT1 deacetilasi, che stabilizza il DNA estendendo la durata della vita. Tale capacità è stata attribuita anche ai polifenoli, sostanze antiossidanti che in alcuni esperimenti hanno aumentato la longevità dei lieviti del 70%. Un potente polifenolo, chiamato resveratrolo, è contenuto nel vino rosso.

La riduzione delle calorie si è dimostrata efficace anche nel prolungare la vita di molte specie animali messe alla prova in laboratorio. Per l'uomo, invece, non sono ancora disponibili dati sperimentali ma gli effetti positivi della restrizione calorica sono stati empiricamente dimostrati da diverse popolazioni. Un famoso detto degli abitanti dell'isola giapponese di Okinawa è ''hara Hachi bu'', che significa letteralmente "pancia 80% piena". In base a tale massima viene consigliato di mangiare circa l'80% del cibo necessario per sentirsi sazi. Semplicemente, si tratta di alzarsi da tavola quando si ha ancora un po' di fame. L'apporto calorico medio di un abitante adulto di Okinawa è di 1800 calorie, contro le 2500 dell'americano medio.  E la scelta della restrizione calorica sembra dare i suoi frutti, dal momento che la vita media di queste persone si riduce non appena si trasferiscono stabilmente negli Stati Uniti ed adottano le tipiche abitudini occidentali.

Ulteriori scelte di vita efficaci per contrastare l'invecchiamento

Lo stile di vita giapponese si avvantaggia di abitudini salutari, almeno per quanto concerne l'alimentazione. Nonostante molti abitanti del Sol Levante fumino e conducano vite ricche di eventi stressanti, negli ultimi 5 anni il numero di Giapponesi che ha oltrepassato i 100 anni di età è raddoppiato. Si ritiene che tale boom sia dovuto al prezioso binomio tra la crescente assistenza sanitaria e uno stile alimentare tradizionalmente sobrio ed equilibrato.
La situazione Giapponese diventa ancor più idilliaca se paragonata con quella americana, dove lo stile di vita non è altrettanto salutare, soprattutto per quanto riguarda le abitudini dietetiche. Non è quindi un caso che la principale causa di morte negli Stati Uniti sia legata proprio ad errate condotte di vita. La metà dei decessi che si verificano ogni anno in questo Paese sono il risultato di scelte comportamentali errate, tra le quali primeggia l'abitudine tabagica (18,1%), seguita dalla cattiva alimentazione associata alla sedentarietà (16,6%).
Chi vuole rimanere più a lungo e in salute su questa terra, dovrebbe svolgere regolare esercizio fisico per almeno 30 minuti 4 volte alla settimana. In particolare la forma di movimento più adatta a questo scopo è l'attività aerobica, cioè una disciplina sportiva di resistenza svolta ad una frequenza cardiaca pari al 60-80% della frequenza massimale. Quest'ultimo dato si ottiene semplicemente sottraendo a 220 la propria età. Qualora non si possedesse un cardiofrequenzimetro, per rimanere nel range di pulsazioni cardiache consigliate, è sufficiente mantenere un'intensità di lavoro moderato, che consenta di parlare con il compagno di allenamento, reale o immaginario, senza troppo affanno.
Oltre ad uscire dalla sedentarietà e migliorare le proprie abitudini alimentari, per contrastare l'invecchiamento è importante arricchire l'alimentazione con specifici supplementi dietetici. Mai come in questi ultimi anni, infatti, il cibo che arriva nelle nostre tavole è stato così povero di vitamine e di altri micronutrienti essenziali per il nostro benessere. A causa dei metodi di lavorazione industriale, che sottraggono nutrienti ai prodotti della natura, e ad un consumo ridotto di vegetali, è sempre più difficile coprire i fabbisogni di micronutrienti senza attingere al variopinto corredo di integratori dietetici. Affidandoci a questi prodotti possiamo attenuare l'innesco dei geni ancestrali programmati per farci uscire dai giochi a causa della ridotta disponibilità alimentare. D'altra parte, similmente a quanto avviene con la restrizione calorica, possiamo mantenere accesi più a lungo i geni della gioventù.

Il lungo tratto della prima strada da percorrere in autonomia ha dunque lo scopo di  riprogrammare la biochimica del nostro corpo, attraverso la supplementazione dietetica e l'adozione di  uno stile di vita più salutare, fatto di condotte e scelte alimentari consapevoli e razionali.


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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016