Invecchiamento: la lunga strada verso la longevità

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Le tre strade della longevità

Un modo per affrontare la lotta contro l'invecchiamento consiste nel considerarla come un lungo viaggio da percorrere lungo tre strade*. La prima via si basa sulle attuali terapie, che sfruttano le più recenti e moderne acquisizioni in campo medico e biotecnologico. Questa prima strada ci porta ad affrontarne una seconda, che consiste nella piena rivoluzione bioteconologica a cui assisteremo, probabilmente, nei prossimi anni. InvecchiamentoProseguendo il nostro percorso lungo "l'anti-aging road" entreremo nella terza ed ultima strada, caratterizzata dalla rivoluzione nanotecnologica e dall'intelligenza artificiale, strumenti capaci di dare alla nostra vita una svolta attualmente inimmaginabile.
La prima strada è la più accessibile delle tre, poiché tutti la possono percorrere, almeno in parte, senza l'aiuto di terzi. I tratti più facili sono quelli dedicati alla sana alimentazione, alla restrizione calorica, al regolare esercizio fisico, alla gestione dello stress, all'utilizzo di supplementi dietetici efficaci e alla cura della propria mente. Altri tratti, più impegnativi dei precedenti, andranno percorsi con l'aiuto di esperti sanitari. Grazie a tali professionisti è già oggi possibile sottoporsi a test genetici per evidenziare difetti del metabolismo o per valutare fattori di rischio cardiovascolari o tumorali. Altre persone potranno invece avvantaggiarsi di terapie ormonali sostitutive, specie negli anni dell'andro o della menopausa.

 

(*) Nel testo originale (vedi bibliografia) si fa riferimento a ponti e non a strade. L'autore del presente articolo ha preferito adottare questa similitudine poiché ritiene che la strada incarni meglio l'ideale di quel viaggio affascinante che porterà l'uomo alla conquista di una più serena e sconfinata longevità.

La prima strada: cosa fare senza l'aiuto di terzi

Dieta

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Esistono quattro fonti di calorie: i carboidrati (4 Kcal/g), le proteine (4 Kcal/g), i grassi (9 Kcal/g) e l'alcol (7 Kcal/g). Ogni persona può effettuare delle scelte positive o negative per ognuno di questi nutrienti. Non tutti i carboidrati, per esempio, sono cattivi ma ne esistono di buoni (complessi) e di pericolosi (zuccheri). La stessa cosa si può dire per alcol, proteine e grassi.
I cereali integrali , i legumi, la gran parte delle verdure e buona parte della frutta (esclusa quella zuccherina come i fichi, l'uva, le banane, i cachi ecc.) sono ottime fonti di carboidrati. Questi alimenti hanno infatti un indice glicemico piuttosto basso, di conseguenza evitano l'insorgenza di elevati picchi glicemici dopo il pasto. I carboidrati "cattivi", al contrario, dopo essere stati ingeriti, causano un sensibile rialzo della concentrazione di glucosio ematico, che predispone all'obesità e, a lungo andare, favorisce l'insorgenza del diabete di tipo due. Appartengono a questa categoria tutti gli alimenti accumunati da un elevato indice glicemico, come i cereali raffinati ed i loro derivati, lo zucchero, i tuberi come le patate, e la frutta zuccherina, specie quando è ben matura. Tutti questi cibi andrebbero quindi consumati con una certa moderazione.
Il pesce e i vari prodotti ittici, la carne bianca, la soia e gli altri legumi, sono ottime fonti di proteine "buone". Risultano decisamente meno salutari fonti proteiche come la carne rossa, troppo ricca di acidi grassi saturi, ed il rosso d'uovo, troppo ricco di colesterolo e di acido arachidonico, una sostanza da cui trae origine la cosiddetta "cascata infiammatoria".
Il pesce, l'olio di pesce, di oliva, di avocado, la frutta secca tostata (ma non salata) e i semi, rappresentano ottime fonti di lipidi alimentari. Grassi di pessima qualità si trovano invece nelle fritture, nelle margarine e negli oli tropicali.

Il vino rosso, infine, è ricco di sostanze fitochimiche dotate di attività antiossidante e protettiva, prima tra tutte il resveratrolo. Se consumato durante i pasti in misura di uno, massimo due bicchieri, può quindi essere considerato una bevanda salutare. Da bandire, invece, i superalcolici ed il consumo di alcol a stomaco vuoto, in gravidanza, in allattamento o prima di aver raggiunto l'età adulta. La birra, a causa dell'elevato contenuto in amilosio che le conferisce un alto indice glicemico, è considerata da alcuni una cattiva fonte di alcol. Per altri, a causa del discreto contenuto di vitamine B, di folati e di agenti antiossidanti,  può essere consumata con moderazione al posto del vino, senza supera i 500cc al giorno.


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Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016