Invecchiamento: la lunga strada verso la longevità

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L'ipotesi della nonna

Tra i deprimenti svantaggi legati all'invecchiamento spicca un notevole pregio, che l'uomo ha imparato a conoscere ed apprezzare sin dall'antichità: la saggezza dell'anziano. Riflettendo un attimo sulla questione, molti concorderanno che il dover lasciare la Terra dopo aver accumulato per tutta la vita una serie incredibile di esperienze, sia uno spreco di risorse enorme. Se non esistesse la scrittura e il ricordo umano, tutto questo prezioso bagaglio di conoscenze finirebbe infatti in un non nulla, condannato da un destino quantomeno ironico. InvecchiamentoIn un'epoca come la nostra in cui il sapere umano ha raggiunto livelli ed estensioni impressionanti, che continueranno ad aumentare in maniera esponenziale, abbiamo tutto l'interesse a tenerci stretta la vasta gamma di esperienze associata all'età senile. Proprio su questa necessità si basa "l'ipotesi della nonna", che attribuisce agli anziani il compito e le capacità specifiche per preservare le loro conoscenze con lo scopo di trasmetterle ai più giovani. Se la razza umana sapesse sfruttare al meglio questo straordinario bagaglio di competenze evolverebbe ad un ritmo decisamente superiore rispetto all'attuale. Affinché tale condizione possa realizzarsi, è tuttavia fondamentale assicurare alla mente dell'anziano quel grado di lucidità che l'invecchiamento tende spesso ad intaccare.

L'obiettivo di rimanere in salute a lungo, conservando buona parte della vitalità giovanile, è alla portata di molti, dal momento che abbiamo già sufficienti conoscenze per riuscirci. Sappiamo, per esempio, che le principali cause di morte come cancro, insufficienza renale, diabete e malattie cardiovascolari, sono eventi lenti e progressivi, la cui insorgenza precede di molti anni la comparsa dei sintomi.  Oggi abbiamo la capacità di valutare in quale punto di questo percorso si trova una persona e di adottare, di conseguenza, efficaci azioni preventive per arrestare ed invertire il lento progredire della malattia. Lo screening precoce è la chiave per raggiungere questo obiettivo.
Le malattie coronariche rappresentano la principale causa di morte negli Stati Uniti. Il dato allarmante è che circa il 50% degli uomini ed il 64% delle donne scoprono di soffrire di problemi cardiovascolari soltanto dopo aver subito un attacco cardiaco. Ciò significa che la metà della popolazione maschile e i quasi 2/3 della popolazione femminile subisce un infarto senza aver prima avvertito importanti sintomi premonitori. Analogo discorso potrebbe essere effettuato anche per il cancro, che viene spesso scoperto quando ha già creato metastasi ed è quindi estremamente difficile da curare. 
Vista in quest'ottica la sensibilità della popolazione e del sistema sanitario nei confronti delle visite diagnostiche precoci deve necessariamente aumentare.

Il processo di invecchiamento non è amico di nessuno

Per rallentarlo e renderlo migliore, dobbiamo prendere l'invecchiamento per quello che è. L'avanzare dell'età non ha nulla di amichevole ma rappresenta un nemico che dobbiamo imparare a combattere con tutti gli strumenti e le armi a disposizione. E come ogni fortezza apparentemente inespugnabile, occorre affrontarlo sotto molteplici punti di vista.
Nella strada verso una più serena longevità il fenomeno biologico dell'invecchiamento non è il solo avversario da combattere. Per proseguire con serenità il cammino della vita dobbiamo innanzitutto renderci conto di essere noi stessi i nostri peggiori nemici. Ogni giorno milioni di persone osteggiano la propria salute con scelte comportamentali discutibili, mandando in fumo il proprio benessere come la sigaretta che tengono tra le dita, indebolendo il proprio cuore, come muscoli atrofizzati da una sedia dalla quale si fa sempre più fatica ad alzarsi, e sottraendo lucidità al proprio cervello, come il consumismo offusca il prestigio di tutti quei valori positivi che dovrebbero caratterizzare l'essere umano e la sua società.
Conosciamo i pericoli di una dieta troppo ricca di calorie e grassi animali, ma continuiamo a consumarne in eccesso. Sappiamo che il regolare esercizio fisico rallenta l'invecchiamento e ci protegge dallo stress, ma non ne voliamo proprio sapere di fare un po' di moto. Ignoriamo la nostra genetica. Tuttavia sappiamo che se esiste una predisposizione al cancro al polmone nella nostra famiglia non dovremmo fumare, ma continuiamo. 
Il terzo nemico da combattere si incarna negli innumerevoli problemi etici sollevati da alcune ricerche dedicate alla lotta contro l'invecchiamento.


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Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016