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Ultima modifica: 23/11/2011

Insulinemia - Analisi del sangue -

Insulinemia è un termine medico che identifica la quantità di insulina presente nel sangue. La valutazione di questo parametro, eseguita su un piccolo campione ematico, risulta particolarmente utile per indagare l'origine di sintomi riconducibili all'ipoglicemia, cioè alla scarsità di glucosio nel sangue. L'azione dell'insulina favorisce infatti l'ingresso del glucosio ematico nelle cellule; pertanto, di fronte ad una sua carenza i livelli glicemici si innalzano sensibilmente (iperglicemia), mentre quando viene secreta in eccesso si registra una caduta degli stessi.

Nelle persone sane l'insulinemia non è costante, ma varia sensibilmente in relazione allo stato nutrizionale. Dopo un pasto i valori insulinemici aumentano sensibilmente, per poi ritornare ai livelli basali nel giro di un paio d'ore. Il picco raggiunto è tanto più consistente quanto maggiore è la quantità di zuccheri introdotta, mentre ha scarsa influenza il contenuto proteico e ancora meno quello lipidico. I grassi, al pari delle fibre, si oppongono ad eccessivi rialzi dell'insulinemia rallentando i tempi di digestione del pasto, quindi la velocità di assorbimento intestinale degli zuccheri; di conseguenza, il picco insulinemico raggiunto dopo un pasto completo risulta inferiore a quello registrato dopo il consumo di un'analoga quantità di zuccheri, scorporata da lipidi e fibre.

Anche i livelli basali di insulina non sono perfettamente stabili; è stata infatti osservata una secrezione oscillatoria con periodi di 3-6 minuti. Dopo i pasti l'ampiezza di queste oscillazioni aumenta ma la periodicità rimane costante; si ritiene che tale fenomeno sia cruciale per mantenere costante la sensibilità delle cellule all'insulina. Per espletare la succitata azione ipoglicemizzante, l'insulina deve infatti interagire con specifici recettori posti sulle membrane cellulari. Quando i recettori perdono sensibilità nei confronti dell'insulina allora l'organismo cerca di compensare aumentando la secrezione pancreatica dell'ormone; in questi casi si parla di insulino-resistenza, condizione accompagnata da iperinsulinemia con glicemia normale o lievemente aumentata. Quando invece la sensibilità cellulare è normale, l'iperinsulinemia si accompagna ad ipoglicemia e a sintomi come stanchezza, sudorazione, fame, palpitazioni, debolezza, capogiri, tremori e difficoltà di concentrazione.

 

Andamento insulina nelle 24 ore

 

Variazioni dell'insulinemia, possibili cause
AUMENTO DIMINUZIONE

Diabete mellito di tipo II nelle fasi di esordio, condizioni di insulino-resistenza (comune tra gli obesi), insulinoma, acromegalia, morbo di Cushing, assunzione di farmaci come corticosteroidi, levodopa od estrogeni (inclusi i contraccettivi orali); intolleranza al glucosio o al fruttosio.

Diabete mellito di tipo I, ipopituarismo, malattie pancreatiche quali pancreatite (inclusa quella da fibrosi cistica) e tumori al pancreas.


Malattia   Insulinemia
a digiuno
Glicemia a digiuno
Nessuna   normale normale
Resistenza all'insulina
  ↑↑ normale o ↑

Incapacità di secernere insulina da parte delle cellule Beta (tipica del diabete e delle malattie del pancreas come le pancreatiti).


  ↓↓ ↑↑

Eccessiva secrezione di insulina da parte delle cellule pancreatiche (tipica dell'insulinoma, del morbo di Cushing, o sovrainiezione di insulina esogena).


  normale ↑↑ ↓↓
LEGENDA: ↑ = leggermente aumentato;  ↑↑ = molto aumentata;  ↓↓ = molto diminuita

 

Talvolta, il monitoraggio dei livelli insulinemici viene eseguito durante il test di tolleranza al glucosio, quindi ad intervalli di tempo regolari dopo un dosaggio basale seguito dall'assunzione di 75 grammi di glucosio in soluzione acquosa. Tale esame risulta particolarmente utile per evidenziare le condizioni di insulinoresistenza. Insulinemia Nei soggetti normali, l'insulinemia riconosce un picco di 6-10 volte il valore basale dopo 30-60 minuti, per poi cominciare a decrescere ai tempi 90', 120' e riportarsi a non più di 2 o 3 volte il valore basale fra i 180' ed i 240'. In caso di diabete di secondo tipo agli esordi, il picco raggiunto è spesso maggiore, mentre nel diabete di secondo tipo insulinodipendente, così come in quello di primo tipo, l'insulinemia rimane a livelli molto bassi.

Il dosaggio dell'insulinemia, unitamente a quello dei livelli ematici di Peptide C, aiuta a valutare il contributo dell'insulina endogena, quindi prodotta dall'organismo, e di quella somministrata dall'esterno (esogena).

Salvo diversa prescrizione, i test per il dosaggio dell'insulinemia vanno eseguiti dopo un digiuno di 8-12 ore, evitando situazioni di stress psicofisico immediatamente prima del prelievo. Per la determinazione della curva insulinica, durante l'intera procedura il paziente non deve assumere alimenti o bevande diverse dall'acqua, non deve fumare e deve rimanere possibilmente seduto. Inoltre, quando si misurano contemporaneamente glicemia ed insulinemia è importante non variare le abitudini alimentari nei giorni che precedono il prelievo.



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Foto utenteproblema di postura: ciao a tutti ho 21 anni ed è da un po' di tempo che mi sono accorto di ricadere nella condizione B delle seguente immagine: http://www.candreva.it/images/Foto/Postura.gif cosa posso fare per correggere il problema? andare da un ortopedico?
 

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Sabato, 26 maggio 2012 ore 02:16