Insulina rapida ed insulina lenta

Da quando cominciò ad essere utilizzata in terapia negli anni '20 del secolo scorso, l'insulina ha via via trasformato il diabete da malattia mortale a condizione gestibile con sempre maggiore facilità. Inizialmente si utilizzavano forme bovine e porcine, con importanti rischi di sensibilizzazione e reazioni allergiche, ma a partire dagli anni '80 ha cominciato a diffondersi un'insulina purissima ed identica a quella umana. Questa sostanza proteica viene prodotta grazie a ceppi batterici modificati a livello genetico per conferirgli la capacità di sintetizzare insulina umana. Grazie all'ulteriore affinamento delle tecniche farmaceutiche, oggi il diabetico ha a disposizione insuline di vario tipo: analoghi ultrarapidi (insulina lispro e aspart), rapide (o normali), semilente, NpH, lente, ultralente e diverse combinazioni premiscelate delle precedenti. Il tutto grazie alla "semplice" modifica di alcune parti della struttura proteica dell'insulina umana prodotta dai batteri. I caratteri distintivi dei vari tipi di insulina sono essenzialmente tre:

  • tempo di latenza (intervallo tra somministrazione ed inizio dell'effetto terapeutico ipoglicemizzante);
  • tempo di picco (intervallo tra somministrazione e massimo effetto ipoglicemizzante);
  • durata d'azione (intervallo tra somministrazione e scomparsa dell'effetto ipoglicemizzante).

tipo di insulina


Tipi di insulina

 

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Insulina ultrarapida

Gli analoghi ultrarapidi (insulina lispro e aspart) entrano in azione 10-15 minuti dopo l'iniezione, raggiungono il picco in 30-60 minuti e durano circa quattro ore. Queste caratteristiche li rendono ideali per l'assunzione in concomitanza dei pasti e consentono al diabetico di fronteggiare improvvise e inaspettate variazioni del suo abituale stile di vita.

Insulina rapida

L'insulina rapida (o normale) ha una latenza di mezz'ora, raggiunge il picco in due-quattro ore e la sua attività scompare dopo quattro-otto ore. Si usa prima dei pasti per controllare l'iperglicemia che fa seguito all'assunzione di cibo e per abbassare rapidamente il tasso glicemico quando si alza troppo.

Insulina semilenta

L'insulina semilenta entra in azione dopo una-due ore, raggiunge il picco d'azione entro due-cinque ore e si inattiva in otto-dodici ore. Similmente alla precedente, si usa per controllare l'iperglicemia postprandiale e spesso viene associata all'insulina lenta.

Insulina NpH

L'insulina NpH (Neutral protamine Hagedorn) contiene una sostanza (la protamina) che ne rallenta l'azione; in questo modo la latenza raggiunge le due-quattro ore, il picco si produce dopo sei-otto ore dall'iniezione e la durata complessiva raggiunge le 12-15 ore. Di solito due iniezioni al giorno permettono un sufficiente controllo glicemico.

Insulina lenta

L'insulina lenta, che contiene zinco, ha caratteristiche abbastanza simili alla Nph: latenza di una-due ore, picco di 6-12 ore e durata di 18-24 ore. Come la precedente, in linea teorica consente un soddisfacente controllo della glicemia con sole due iniezioni quotidiane.

Insulina ultralenta

L'insulina ultralenta contiene una maggiore quantità di zinco, che ritarda ulteriormente la sua azione. Così, la latenza sale a quattro-sei ore ed il picco ad otto-quindici ore, mentre la scomparsa dell'effetto avviene dopo 18-24 ore. Per questo motivo ne basta una sola iniezione al giorno, associandola all'occorrenza a piccole dosi di insulina rapida (ad es. prima dei pasti).

Insulina glargine

Esiste anche un analogo dell'insulina umana ultralento, chiamato insulina glargine, che ha una latenza di quattro-sei ore, dura più di 24 ore e si caratterizza per l'assenza del picco (in altre parole, la sua attività si mantiene costante per tutta la durata d'azione). In alcuni pazienti, una sola iniezione al giorno di questo prodotto ottiene un buon controllo della glicemia.

Miscele di insulina precostituite

Le miscele precostituite (le più comuni sono NpH:normale in rapporto 70:30 o 50:50) hanno in media una latenza di mezz'ora, un tempo di picco variabile secondo la formulazione e una durata d'azione fino a 18-24 ore. Il loro impiego consente di personalizzare al massimo la terapia insulinica.

Quale e quanta insulina utilizzare?

Per una persona diabetica, il quantitativo terapeutico di insulina dipende da diversi fattori quali l'età, il peso, il movimento, l'attività funzionale residua delle cellule B pancreatiche e la quantità di cibo assimilato durante il giorno.

Insulina andamento quotidianoUna terapia insulinica standard eguale per tutti non esiste. Ogni persona ha infatti caratteristiche cliniche, abitudini, ritmi e stili di vita diversi. Il diabetologo, in stretta collaborazione con il paziente, definisce lo 'schema insulinico', vale a dire un 'palinsesto' giornaliero nel quale inserire gli orari di somministrazione, la quantità e il tipo di insulina (o di insuline) piu adatti.

A livello puramente indicativo, si dovrebbero usare tante unità di insulina al giorno quanto è il peso dell'individuo; questo parametro, così come la combinazione dei diversi preparati insulinici, dipende dalla scelta terapeutica consigliata dal medico. Spesso, si cerca di mimare l'andamento fisiologico dell'insulinemia di una persona sana (clicca sull'immagine per ingrandire) caratterizzata da un livello "basale" (che ha la funzione di regolare la produzione di glucosio da parte del fegato) e da picchi in occasione dei pasti. Questo andamento viene grossomodo riprodotto combinando insulina ad azione rapida (per gestire l'aumento delle glicemie prandiali, con iniezione poco prima di ogni pasto) con insulina ad azione lenta (per la gestione della produzione di glucosio in condizioni di digiuno). Qualunque sia lo schema intrapreso è fondamentale la collaborazione del paziente, che dovrà imparare ad iniettarsi l'insulina (anche il modo in cui viene eseguita l'iniezione è importante per un buon controllo glicemico), fronteggiare le emergenze, rispettare lo schema, monitorare più volte al giorno la glicemia ed annotarne le variazioni, riportando al medico eventuali sintomi di ipoglicemia/iperglicemia o variazioni delle abitudini comportamentali.

I microinfusori

Siringhe monouso e penne precaricate (con le quali è possibile effettuare più iniezioni sostituendo solo l'ago) sono oggi affiancate dai cosiddetti microinfusori. Questi apparecchi consento un infusione sottocutanea del farmaco 24 ore su 24, attraverso un catetere collegato ad un serbatoio di insulina controllato da un computer (per la secrezione basale) e dal paziente stesso per l'infusione di "boli" (quantità maggiori di insulina in occasione di pasti ricchi di carboidrati o episodi di iperglicemia inattesa).



Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016