Inibitori della Pompa Protonica contro la gastrite

Andi Cenko Farmacista

Trattamento della gastrite

La gastrite è una malattia che può essere provocata da diverse cause e per la quale esistono diversi trattamenti. La gastrite causata dall'alcool o dai Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei (FANS) può essere trattata e curata anche semplicemente smettendo l'assunzione di tali sostanze. Un altro tipo di gastrite (chiamata anche gastrite cronica), causata dal batterio Helicobacter Pylori, viene invece trattata con l'uso di antibiotici per distruggere il batterio e con l'ausilio di altri farmaci che riducono l'acidità e neutralizzano l'acido nello stomaco.

A seguire, parleremmo delle classi più importanti di farmaci usati nel trattamento della gastrite.

Inibitori della pompa protonica (IPP)

Gli inibitori della pompa protonica  sono forse la categoria di farmaci più importante nel trattamento della gastrite, dell'ulcera duodenale e del reflusso gastroesofageo, e sono sicuramente anche i più usati. Questi medicinali si usano anche in associazione con altri farmaci, per esempio gli antibiotici nella triplice terapia, necessaria per eradicare l'Helicobacter Pylori, il batterio responsabile di un tipo d'ulcera. Spesso si assumono anche insieme ai Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS), nel caso la terapia con questi ultimi sia necessaria e non sostituibile, in modo da prevenire e trattare la gastrite da FANS.

Gli inibitori della pompa protonica vennero commercializzati per la prima volta negli anni '80 e da allora hanno migliorato notevolmente la qualità di vita di molte persone.


Ma cosa sono dal punto di vista farmacologico  gli IPP?


Gli inibitori della pompa protonica sono una classe di farmaci che agisce sulle cellule che secernono acido nello stomaco, esattamente a livello della loro pompa protonica, inibendola e riducendo così la produzione dell'acido nello stomaco. Le molecole  più usate nel trattamento della gastrite sono: l'omeprazolo, il lansoprazolo, il pantoprazolo e l'esomeprazolo, tutti principi attivi disponibili sotto diversi nomi commerciali.
Il funzionamento degli inibitori della pompa protonica è abbastanza semplice. Il nostro stomaco produce acido cloridrico per aiutare nella digestione e per uccidere i batteri; tuttavia, l'acido è corrosivo per i nostri tessuti, e per questo delle cellule specializzate producono il muco che riveste e protegge la mucosa dello stomaco dall'acido. Quando questa barriera di muco si danneggia, l'acido corrode il tessuto dello stomaco causando la gastrite. Il trattamento con inibitori della pompa protonica riduce la produzione dell'acido facilitando la guarigione della gastrite o prevenendone la formazione. La riduzione della produzione acida nello stomaco aiuta anche a curare i sintomi del reflusso gastro-esofageo, perche così c'è meno acido capace di fuoriuscire dallo sfintere esofageo superiore ed irritare l'esofago.


Posologia e modalità d'uso


Gli IPP vendono assorbiti velocemente dal nostro organismo, di conseguenza agiscono velocemente, anche se dipende dal tipo di disturbo da curare; per esempio, nel trattamento della gastrite l'effetto terapeutico ricercato può richiedere un periodo di trattamento superiore, mentre nel trattamento del reflusso gastro-esofageo il sollievo è pressoché immediato.
La durata del trattamento dipende quindi dal tipo del disturbo che stiamo trattando ed è molto variabile; per esempio, a volte il medico può prescrivere un inibitore della pompa protonica da assumere solo quando abbiamo i sintomi del disturbo piuttosto che ogni giorno.

Lansoprazolo

Entriamo ora nello specifico scrivendo del  Lansoprazolo, che è una delle molecole più usate tra gli inibitori della pompa protonica, utili nel trattamento della gastrite. Il Lansoprazolo è commercializzato come Lansox, Limpidex o Pergastid; Lansoprazolo è il nome del farmaco generico. Attualmente, in commercio ci sono due dosaggi della stessa forma farmaceutica: Lansoprazolo Capsule da 15 mg e Capsule da 30 mg. Lansox e Limpidex esistono anche come compresse orodispersibili, stesso dosaggio e numero di capsule.
La dose raccomandata nel trattamento della gastrite e del reflusso gastro-esofageo è di 30 mg, una volta al giorno per 4 settimane. Ma in certi casi l'ulcera non guarisce completamente, così è opportuno continuare il trattamento per altre 4 settimane. Nel trattamento dell'ulcera duodenale la dose raccomandata è di 30 mg, una volta al giorno per due settimane; se il problema non si è risolto il trattamento può essere ripetuto per altre due settimane. Per la terapia contro l'Helicobacter Pylori si consigliano 30 mg di Lansoprazolo, due volte al giorno per una settimana insieme agli antibiotici consigliati (claritromicina, amoxicillina, tetraciclina e metronidazolo). La dose dev'essere poi decisa in base alle esigenze del singolo paziente e consultando un medico. Infine, può essere necessaria una regolazione individuale della dose negli anziani, mentre nei bambini l'uso del lansoprazolo è sconsigliato.
Le capsule devono essere ingerite intere con un pò d'acqua e a stomaco vuoto, perché il cibo rallenta l'assorbimento del farmaco.


Controindicazioni e avvertenze per l'uso


Prima di iniziare il trattamento della gastrite si deve prima accertare, tramite diversi mezzi diagnostici, che i disturbi lamentati dal paziente non siano dovuti alla presenza di un tumore gastrico maligno, perché l'uso del lansoprazolo può attenuarne i sintomi e rendere più difficile la diagnosi.
Questo farmaco non va usato dalle persone che presentano un'intolleranza al fruttosio o malassorbimento di glucosio-galattosio. L'uso di questi farmaci, infatti, aumenta il rischio di infezioni batteriche nello stomaco, perché si abbassa la produzione dell'acido e si crea un ambiente favorevole per la proliferazione dei batteri già presenti.


Gravidanza e allattamento


Studi su animali relativi all'uso del lansoprazolo in gravidanza non hanno riportato alcun effetto pericoloso sull'andamento della stessa, sullo sviluppo embrionale, post natale e sul parto. Tuttavia, non ci sono ancora dei dati clinici sull'uso del lansoprazolo durante la gravidanza, perciò durante la gestazione l'utilizzo del farmaco è sconsigliato. Non si sa ancora con certezza se il lansoprazolo viene escreto con il latte materno, ma sempre degli studi sugli animali hanno dimostrato la presenza del farmaco nel latte muliabre, quindi la decisione di usare o meno questo farmaco nel trattamento della gastrite è da decidere facendo una valutazione del beneficio del trattamento per la madre e del beneficio dell'allattamento per il bambino (che in caso di assunzione del farmaco dev'essere sospeso).


Effetti collaterali e indesiderati


Tra gli effetti collaterali associati al trattamento della gastrite con lansoprazolo ci sono: effetti avversi gastrointestinali come diarrea, nausea, vomito; e neurologici come cefalea e vertigini. Uno studio su 10.000 pazienti ha dimostrato che circa il 18% del campione ha manifestato almeno uno degli effetti indesiderati sopra citati. Gli inibitori della pompa protonica sono una classe di farmaci metabolizzati dal citocromo P450, perciò bisogna prestare attenzione all'uso insieme ad altri farmaci come Warfarin, Digossina o Itraconazolo perché competono per le stesse vie metaboliche e possono alterare le relative concentrazioni plasmatiche (quantità di farmaco presente in forma attiva nel sangue); per esempio, il lansoprazolo aumenta la concentrazione plasmatica della Digossina, la dose terapeutica della quale va quindi aggiustata di conseguenza abbassandola. Per tali ragioni, si consiglia l'assunzione del lansoprazolo almeno un'ora prima di questi altri farmaci.
Altri possibili effetti collaterali del lansoprazolo, piuttosto rari e che interessano soprattutto alcune classi di pazienti a rischio, sono l'ipotensione e la tachicardia; affezioni cutanee, prurito e alopecia; agranulocitosi, anemia e leucopenia; impotenza e ginecomastia; colite, costipazione e anoressia;  aumento dei livelli di colesterolo; faringite, rinite, tosse, febbre, sete, sintomi simil-influenzali.