Pianetadonna
Gravidanza
      Ultima modifica: 23/11/2011

Ingorgo mammario

L'ingorgo mammario è un problema tipico dei primi giorni dopo il parto. Si caratterizza per il ristagno di latte nella mammella, che appare tesa, edematosa e lucida, talvolta arrossata e dolente, comunque incapace di emettere quantità significative di latte. Spesso, l'ingorgo mammario si associa ad un lieve rialzo febbrile, per circa 24 ore; aumenti consistenti della temperatura corporea sono invece da ricondurre ad una complicanza, la mastite, caratterizzata da un'infezione della ghiandola mammaria con comparsa di malessere, ascesso circoscritto e febbre elevata.

Principali cause di ingorgo mammario

Eccessiva produzione di latte.

Ritardo nell'inizio dell'allattamento dopo il parto.

Attaccamento inadeguato al seno da parte del bambino.

Rimozione infrequente del latte dal seno.

Limiti eccessivamente rigidi alla durata delle poppate.

Reggiseno troppo stretto o abiti troppo aderenti al petto.


Una mammella può apparire calda, pesante e tesa semplicemente perché piena di latte; l'aspetto più importante dell'ingorgo mammario, infatti, non riguarda tanto l'aspetto del seno, quanto la difficoltosa fuoriuscita del latte. Il conseguente aumento di tensione della mammella è tale da ridurre la protrusione del capezzolo, rendendo più difficoltoso e traumatico l'attaccamento del piccolo. Una suzione insufficiente, inoltre, aggrava l'ingorgo mammario, aumentando il ristagno di latte nella ghiandola e - alla lunga - riducendo la produzione dello stesso da parte dell'organismo femminile.

Ingorghi mammari: cause e prevenzione

Dopo il parto, l'inizio della montata lattea si accompagna ad un maggior afflusso di sangue e linfa alle mammelle, che si fanno gonfie, dure, calde, pesanti ed ipersensibili, se non addirittura dolenti.

Ragadi al seno

L'ingorgo mammario durante i primi giorni di allattamento è quindi il risultato dell'accresciuto afflusso ematico nel tessuto mammario, dettato dalla necessità di sostenere la produzione lattea. Per prevenire ingorghi mammari nei primissimi periodi di allattamento, è quindi importante attaccare il neonato al seno entro qualche ora dal parto.

Nelle fasi successive di allattamento, gli ingorghi mammari possono insorgere quando il bambino assume meno latte del solito, fa passare troppo tempo tra una poppata e l'altra, o si attacca alla mammella in maniera inadeguata. Per questo motivo, uno dei consigli più comunemente dati alle nutrici soggette a tali problemi, è quello di far poppare più spesso il bambino, senza imporre limiti rigorosi alla durata delle poppate.

Un altro consiglio tipico per risolvere l'ingorgo mammario, è di eseguire - nei 10-15 minuti prima della poppata - spugnature caldo-umide alla mammella, o applicarvi impacchi caldi. A tal proposito, in questo documento, il Pediatra Duccio Parrini descrive l'interessante "stratagemma" della bottiglia calda.

Dopo la poppata, specie se il dolore è intenso, giova invece l'applicazione di impacchi freddi sotto le ascelle.

Prima di attaccare il bambino, si consiglia di usare la spremitura manuale, facendo fuoriuscire quantità modeste di latte, da spalmare sul capezzolo per ammorbidire l'areola e favorirvi l'attaccamento del bambino. Soltanto quando la madre produce quantità eccessive di latte, per cui nemmeno suzioni frequenti riducono il fastidio, oppure quando non è possibile attaccare spesso il bambino, è consigliato l'utilizzo del tiralatte.

Durante la poppata, il massaggio delle mammelle tramite delicati movimenti concentrici in direzione del capezzolo, agevola ulteriormente l'efflusso latteo.

Terminata la poppata, se la donna avverte ancora un senso di pienezza e tensione della mammella, il latte può essere spremuto manualmente, ma senza esagerare, onde evitare un eccessivo stimolo alla produzione di latte.

Infine, concedersi molta tranquillità durante l'allattamento risulta altrettanto utile nell'ottica di prevenzione dell'ingorgo mammario.


Letture di approfondimento

Seno | Latte materno


Abraxane - paclitaxel
Allattamento al seno
Arimidex
Aumento del seno
Avastin - bevacizumab
Bondronat - acido ibandronico
CA 15-3: antigene tumorale 15-3
Caelyx - doxorubicina cloridrato
Cancro al Seno - Farmaci per la cura del Cancro al Seno
Carcinoma duttale in situ - carcinoma lobulare in situ
Docefrez
Docetaxel Teva
Docetaxel teva pharma - docetaxel
Docetaxel Winthrop
Dolore alla mammella e malattie associate
Fareston - toremifene






DALLA COMMUNITY


Ultima domanda

Foto utenteesame curva glicemia: Buonasera sono in gravidanza alla 30 settimana ho fatto l'esame della curva glicemica volevo un parere dato ke la mia ginecologa mi vedra' solo a fine mese.. qst sono i valori.. a digiuno : 80 valore di rif.<92 dopo 1ora: 119 valore rif.<180 dopo un'altra ora:119 <valore rif.153...
 

Ultima risposta

Foto professionistaPersonal Trainer: DR.Giovanni Cassiani

Mytosterone: Mi da quell effetto lipolitico che a me non serve, pero chi lo usa che conosco io è contento xche si vede il muscolo più "duro"

 
  • Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica
    Nella lezione di oggi analizzeremo i vari esercizi di pesistica dal lato delle potenzialità traumatologiche acute o da usura. Preso ogni esercizio, mostrerò nel dettaglio tutti gli errori di esecuzione che possono procurare lesioni

DAL BLOGULTIMI ARTICOLI

Versione Mobile
Giovedì, 9 febbraio 2012 ore 19:28