Influenza A/H1N1: pro e contro della vaccinazione

Controindicazioni e reazioni indesiderate alla vaccinazione

La somministrazione del vaccino è controindicata nei soggetti con ipersensibilità alle proteine dell'uovo od ad altri componenti del vaccino. La vaccinazione antinfluenzale dev'essere posticipata di una-due settimane in caso di manifestazioni febbrili in atto o di altre malattie acute di qualsiasi genere. Persone che assumono farmaci immunosoppressori (deprimenti il sistema immunitario), possono rispondere in maniera non ottimale alla vaccinazione antinfluenzale; pertanto sarebbe opportuno, quando possibile, posticipare la vaccinazione di almeno un mese dall'interruzione del trattamento. Il trattamento con cortisone per uso locale (pomate o gel) o per uso generale (compresse o punture) a basso dosaggio non costituisce un motivo per rimandare la vaccinazione antinfluenzale.
La sieropositività per HIV non è una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale anche se, soggetti HIV positivi con bassi valori di linfociti T CD4+, la somministrazione del vaccino potrebbe non essere protettiva ed una seconda dose di vaccino in questi soggetti non migliora la risposta in modo sostanziale. Non sono stati dimostrati aumenti sostanziali della replicazione del virus, riduzione dei linfociti T CD4+ e progressione verso l'AIDS in persone HIV positive sottoposte a vaccinazione.
Nei soggetti con malattie autoimmunitarie il vaccino antinfluenzale va somministrato solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio.
Manifestazioni di ipersensibilità immediata, o reazioni di tipo neurologico in seguito ad una somministrazione di vaccino sono una controindicazione assoluta a successive dosi dello stesso. La vaccinazione antinfluenzale non è controindicata nelle donne che allattano.
Gli effetti collaterali riferiti più frequentemente dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono in dolore, eritema della cute, gonfiore, dolore, rossore e calore nel sito di inoculo.
Altre reazioni indesiderate riferite con frequenza, soprattutto in persone mai vaccinate in precedenza, consistono in malessere generale, febbre, mialgie (dolori muscolari), con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione, e della durata di 1 o 2 giorni.
Si sono verificate anche reazioni allergiche come orticaria ed asma, soprattutto in persone con ipersensibilità alle proteine dell'uovo o ad altri componenti del vaccino.
Sono stati riferiti, dopo vaccinazione antinfluenzale, altri eventi avversi quali diminuzione transitoria del numero delle piastrine, nevralgie (dolori legati al coinvolgimento di radici nervose) e disordini neurologici (anche se non è stata dimostrata la correlazione tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi).
Le reazioni avverse alla vaccinazione vanno sempre segnalate dal medico di base al Ministero della Salute attraverso la compilazione di una scheda appositamente predisposta.
Quando il paziente si reca presso l'ufficio Igiene della propria USL per fare il vaccino, gli verrà fatto firmare un foglio. In esso vi sono tre sezioni: nella prima vengono riportate alcune informazioni riguardo il significato di "pandemia" ed il perché sia utile vaccinarsi contro di essa per certe categorie a rischio; nella seconda, viene spiegato cos'è Focetria®; nella terza, il soggetto firma per dare il consenso ad essere vaccinato, per essere stato informato ed aver compreso le informazioni riguardo il vaccino, i suoi potenziali rischi e benefici, per aver acconsentito a rimanere in ambulatorio 30 minuti dopo la vaccinazione ed eventualmente informare il suo medico di base su reazioni avverse notate in seguito.
La reticenza di molte persone a farsi vaccinare deriva da alcune informazioni riguardanti l'adiuvante utilizzato nella preparazione, e cioè lo squalene. Il tutto è nato da una ricerca pubblicata nel febbraio 2000 sulla rivista Experimental Molecular Pathology in cui si diceva che i veterani della Guerra del Golfo hanno contratto una sindrome che porta questo nome (Gulf War Syndrome- GWS) dopo aver ricevuto dei vaccini all'antrace che contenevano squalene ed è stato visto che il 95% di quelli che svilupparono questa sindrome aveva sviluppato anticorpi rivolti contro lo squalene. L'MF59 (l'adiuvante allo squalene presente nel vaccino Focetria® ed anche in Pandemrix® , ma non in Celvapan®), fu un ingrediente non approvato nei vaccini sperimentali all'antrace, e da allora è stato collegato alla potenziale insorgenza (dopo anni) di alcune malattie autoimmunitarie come artrite reumatoide, fibromialgia, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjogren, afte orali, problemi alla tiroide, ecc.
Tutto questo non è stato sufficientemente dimostrato, e la correlazione tra squalene e l'insorgenza di queste malattie non è mai stata accertata, dato che gli studi effettuati sui pazienti vaccinati per l'influenza suina sono ancora di durata troppo breve per poter dare qualsiasi tipo di certezza.
Non esiste al presente una scienza medica che possa garantirci la sicurezza dei vaccini contro l'influenza suina (H1N1). Ciò nonostante, trattandosi di un'influenza che può provocare importanti complicanze nei soggetti a rischio, soprattutto portatori di problemi respiratori e cardiaci di base, è consigliato vaccinarsi, poiché gli effetti collaterali del vaccino sarebbero comunque minori di quelli derivanti da una delle complicanze dell'influenza.
Si è discusso molto anche della questione economica legata a quest'influenza, tanto da denominarlo "L'affare dell'influenza A - Pandemia del guadagno". Molti si sono interrogati sugli interessi economici che si muovono dietro l'influenza suina, ed in particolar modo si sono chiesti perché nel mondo ogni anno la comune influenza uccide mezzo milione di persone, morbillo e polmonite 10 milioni, la malaria e la diarrea due milioni, ma i notiziari non dicono nulla di questo. Ed invece, anni fa, con l'influenza H5N1 (aviaria), ed oggi con l'H1N1 (suina), i notiziari mondiali sono stati inondati di notizie e segnali d'allarme. L'influenza aviaria ha provocato la morte di poche centinaia persone in tutto il mondo, ma suscitò tanto scalpore perché, si dice, la ditta farmaceutica produttrice del Tamiflù ® (un antivirale) ne abbia venduto milioni di dosi ai paesi asiatici, ed anche al governo britannico, che ne comprò 14 milioni di dosi per la prevenzione nella sua popolazione. Con l'influenza dei polli ieri e dei suini oggi, le grandi case farmaceutiche che commercializzano gli antivirali ed i vaccini, hanno ottenuto e stanno tuttora avendo un enorme guadagno. Si dice perciò che l' "effetto panico" creato nella popolazione sia stato uno strumento di marketing per vendere vaccini ed antivirali, e perciò trattasi di un vero e proprio affare alle spese dei cittadini.


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Vedi anche: Alimentazione, erbe medicinali ed influenza


Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016