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      Ultima modifica: 23/11/2011

Influenza A/H1N1 o influenza suina: modalità di trasmissione e sintomi

Influenza suina Influenza suina: un po' di storia Il virus influenzale
Mutazione del virus influenzale A Trasmissione interspecie
Sintomi influenza suina A/H1N1 Complicazioni
Trattamento dell'influenza suina Vaccinazione per H1N1
Controindicazioni e reazioni indesiderate alla vaccinazione

Il virus dell'influenza AH1N1 si diffonde allo stesso modo dei virus dell'influenza stagionale, cioè:

- per via diretta: attraverso le goccioline respiratorie e di saliva emesse con la tosse e con lo starnuto;
- per via indiretta: attraverso le mani venute a contatto con oggetti e superfici contaminate da secrezioni di persone infette (maniglie delle porte, corrimani, tavoli e banchi, rubinetti, attrezzature sportive, ecc), e portate agli occhi, al naso o alla bocca senza prima essere lavate.

I virus dell'influenza (incluso il virus influenzale AH1N1) vivono sulle superfici per 24-48 ore; tuttavia, già dopo poche ore l'infettività delle particelle virali si riduce in maniera significativa, a causa dell'esposizione all'ambiente esterno e agli agenti atmosferici.
Le persone con influenza, suina o non, sono già contagiose durante il periodo di incubazione che prece la comparsa dei sintomi. Il virus si può trasmettere da un giorno prima dell'inizio dei sintomi fino a sette giorni dall'inizio di questi. I bambini, soprattutto quelli più piccoli, possono invece rimanere contagiosi più a lungo. La riammissione alla vita di comunità è consigliabile dopo 48 ore, e comunque non prima di 24 ore dalla scomparsa della febbre (che deve essere indipendente dall'assunzione di farmaci per tenerla bassa). Questo periodo, tuttavia, varia a seconda del quadro clinico.
Il virus influenzale colpisce la mucosa delle prime vie respiratorie ed attacca le cellule dell'epitelio della mucosa stessa, all'interno delle quali penetra indisturbato. Una volta dentro, si suddivide in sub unità ("pezzetti" di virus): questa fase viene chiamata "di eclissi", perché in questo momento il virus non è reperibile in circolo. Successivamente, si replica, si libera nell'albero respiratorio dopo aver rotto le cellule che lo ospitavano, invade altre cellule ripetendo tutto il ciclo e diffondendo l'infezione. Ne consegue che ampie zone di epitelio respiratorio muoiono, lasciando una mucosa fragile e molto infiammata, che inizia perciò a produrre grandi quantità di muco.
L'influenza, inclusa quella suina, esordisce dopo 1-3 giorni di incubazione per lo più in modo brusco (più raramente dopo 24-48 ore di malessere generale e cefalea), con febbre elevata (intorno a 39°C), brividi, senso di prostrazione, inappetenza e rifiuto del cibo, cefalea intensa, dolori muscolari ed articolari prevalentemente alla schiena. Nel giro di poche ore, si aggiungono starnutazione, rinorrea ("naso che cola"), lacrimazione e fotofobia (intolleranza alla luce), faringodinia (mal di gola), sensazione di bruciore dietro lo sterno, tosse prima secca e poi con muco. A volte sono presenti nausea, vomito, dolori addominali e diarrea. La lingua può essere impaniata.
I bambini più piccoli non sono in grado di descrivere la sintomatologia generale, che in loro si può invece manifestare con irritabilità, pianto, mancanza di appetito. Nel lattante, l'influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea, e solo eccezionalmente da febbre. Febbre molto alta, occhi arrossati, congiuntivite, laringotracheite e bronchite sono caratteristici dell'influenza nei bambini in età prescolare (1-5 anni).
Negli anziani, la sintomatologia dell'influenza suina può avere caratteristiche diverse, data la presenza di altre malattie intercorrenti, la debole risposta immunitaria e la diversa percezione del dolore. In essi, però, l'abitudine a vaccinarsi contribuisce ad attenuare la gravità dei sintomi che sono, specie nel grande anziano, spesso subdoli, con febbre non elevata, incapacità a mantenere la postura, sonnolenza, incoordinazione motoria e incontinenza di urine e feci. Le altre malattie compresenti nell'anziano possono peggiorare il quadro clinico, e determinare scompenso metabolico del diabete, insufficienza cardiaca, insufficienza respiratoria, ecc.
Un'analisi di oltre 600 casi di influenza A - H1N1 negli USA ha dimostrato che i sintomi più frequenti sono stati: febbre (94% dei casi), tosse (92%) e mal di gola (60%). Inoltre, il 25% dei pazienti ha avuto una sintomatologia gastrointestinale (diarrea e/o vomito) che solitamente è caratteristica dell'età pediatrica, mentre in quella adulta varia dal 6 al 10%.
I dati epidemiologici che sono stati forniti a giugno 2009 hanno comunque dimostrato una minore presenza nella popolazione anziana dell'influenza H1N1 rispetto a quella stagionale.
Il decorso è di breve durata: dopo 2-4 giorni la febbre scompare, con sudorazione e remissione della sintomatologia. I sintomi respiratori dell'influenza suina possono persistere anche per un tempo lungo (20 giorni circa); la persistenza della febbre, invece, deve far sospettare una complicanza.
Dopo la remissione dei sintomi segue la convalescenza, caratterizzata da profonda astenia (stanchezza, facile affaticabilità) e da tosse, che può durare per 1-3 settimane.


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Influenza
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Vedi anche: Alimentazione, erbe medicinali ed influenza







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