Infiammazione della Prostata

Generalità

L'infiammazione della prostata è un problema esclusivamente maschile e piuttosto diffuso, tanto che, statistiche alla mano, colpisce l'8,2% degli uomini in almeno un'occasione nel corso della vita.
Si ricorda che la prostata è l'organo a forma di castagna, situato sotto la vescica, che contribuisce in maniera determinante alla costituzione dello sperma.
infiammazione prostataL'infiammazione della prostata, meglio nota in ambito medico con il termine di prostatite, può dipendere da cause infettive (per la precisione batteriche) o non infettive.
Il quadro sintomatologico dell'infiammazione della prostata è tipico e consiste, generalmente, in: dolore all'area pelvica, dolore allo scroto, dolore alla bassa schiena, disturbi urinari (disuria, stranguria, bisogno impellente di urinare ecc.), eiaculazione dolorosa, defecazione dolorosa ecc.
Per una diagnosi accurata di infiammazione della prostata, è indispensabile svolgere numerosi esami e indagini sul paziente; lo scopo di un iter diagnostico molto articolato è, principalmente, capire le cause dello stato infiammatorio.
Il trattamento varia a seconda del fattore scatenante: le infiammazioni della prostata a origine infettiva richiedono una terapia antibiotica, mentre le infiammazioni della prostata a origine non infettiva necessitano di altre forme di trattamento, non sempre specifiche e dagli alterni risultati.

Tipi di prostatite

I tipi di infiammazione della prostata sono 4 e corrispondono, per la precisione, a:

  • la prostatite acuta di origine batterica (tipo I),
  • la prostatite cronica di origine batterica (tipi II),
  • la prostatite cronica non-batterica (tipo III)
  • la prostatite asintomatica (tipo IV).

A definire tale classificazione fu un'agenzia sanitaria statunitense, nota come Istituto Nazionale del Diabete e delle Malattie Digestive e Renali o NIDDK, esattamente nel 1999; in realtà, NIDDK rielaborò una classificazione delle prostatiti risalente al 1968, la quale chiamava prostatodinia l'infiammazione prostatica cronica non-batterica ed escludeva l'infiammazione asintomatica della prostata (perché se ne ignorava l'esistenza).


Classificazione attuale dei vari tipi di infiammazione della prostata
Tipo I Infiammazioni prostatiche acute di origine batterica.
Tipo II Infiammazioni prostatiche croniche di origine batterica.
Tipo III Infiammazioni prostatiche croniche non-batteriche (queste prostatiti rientrano anche sotto la dicitura di sindrome dolorosa pelvica cronica).
  • Sottotipo IIIA: sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria.
  • Sottotipo IIIB: sindrome dolorosa pelvica cronica non infiammatoria.
Tipo IV Infiammazioni asintomatiche della prostata.

Infiammazione della prostata acuta di origine batterica

L'infiammazione della prostata acuta, di origine batterica, è una forma di prostatite provocata da batteri, i cui sintomi compaiono in modo brusco e improvviso.
Nota anche come prostatite di tipo I, questa infiammazione della prostata può essere la conseguenza di:

I sintomi e i segni tipici della prostatite di tipo I sono:

Per diagnosticare le infiammazioni della prostata acute, di origine batterica, sono fondamentali: l'esame obiettivo, l'anamnesi, l'esplorazione rettale digitale e una serie di test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
A causa di una diagnosi tardiva, o se i trattamenti sono inadeguati, la prostatite di tipo I può essere responsabile di diverse complicanze, tra cui: batteriemia, incapacità di urinare, formazione di un ascesso prostatico, diffusione agli organi vicini dell'infezione e cronicizzazione dello stato infiammatorio (prostatite cronica di origine batterica).


Fattori di rischio della prostatite acuta batterica:

  • La presenza di un'infezione batterica a livello delle vie urinarie (cistite, uretrite ecc.);
  • Bere poca acqua. È un fattore di rischio delle infezioni batteriche delle vie urinarie;
  • I rapporti sessuali non protetti con persone affette da un'infezione sessualmente trasmissibile;
  • L'avere più partner sessuali;
  • Il cateterismo vescicale;
  • Un precedente intervento di biopsia della prostata;
  • La presenza di lesioni a livello dell'intestino retto;
  • L'immunodepressione. Due cause rilevanti di immunodepressione sono l'AIDS e il diabete;
  • La presenza di un'orchite;
  • Lo stress.

Infiammazione della prostata cronica di origine batterica

L'infiammazione della prostata cronica di origine batterica è la prostatite causata da batteri, la cui sintomatologia compare in modo graduale e presenta una caratteristica persistenza (il termine cronico si riferisce proprio al carattere persistente).
Conosciuta anche come prostatite di tipo II, l'infiammazione della prostata cronica di origine batterica può essere: l'esito del mancato trattamento di una prostatite acuta di origine batterica, la conseguenza di un'infezione delle vie urinarie o, infine, la complicanza di un'epididimite (infezione testicolare).
I sintomi e i segni delle prostatiti croniche di origine batterica ricordano molto i disturbi caratteristici delle prostatiti acute di origine batterica; di differente hanno:

  • La modalità di comparsa, che - come affermato - è graduale;
  • La severità, che è inferiore;
  • La particolarità di “andare e venire”, nel senso che alternano periodi in cui sembrano essere scomparsi totalmente a periodi in cui si ripresentano in modo eclatante;
  • La durata, che è decisamente maggiore. I sintomi e i segni della prostatite di tipo II possono persistere diversi mesi.

L'iter diagnostico per individuare le infiammazioni prostatiche croniche di origine batterica è lo stesso previsto per le forme acute di origine batterica; pertanto, sono fondamentali alla diagnosi: l'esame obiettivo, l'anamnesi, l'esplorazione rettale digitale e i test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
In assenza di trattamenti adeguati, da una prostatite di tipo II possono derivare diverse complicanze, tra cui: l'incapacità di urinare, la batteriemia o la sepsi, e l'ascesso prostatico.
Non esistono sufficienti evidenze scientifiche a sostegno della tesi secondo cui l'infiammazione della prostata - acuta o cronica - di origine batterica favorirebbe, in qualche modo, lo sviluppo di neoplasie a livello prostatico.


Fattori di rischio della prostatite cronica batterica:
  • L'utilizzo del catetere vescicale (cateterismo vescicale);
  • La presenza di un'infezione delle vie urinarie;
  • La presenza di stenosi uretrale;
  • La presenza di un'infezione a livello testicolare;
  • L'ipertrofia prostatica benigna (o prostata ingrossata);
  • La presenza di fattori di rischio di un'infezione delle vie urinarie (es: scarsa assunzione di liquidi ecc.);
  • Una storia di prostatite;
  • Trascuratezza nel trattamento di una prostatite acuta batterica;
  • I traumi all'apparato urinario;
  • La presenza di infezioni sistemiche.

Infiammazione della prostata cronica non-batterica

L'infiammazione della prostata cronica non-batterica è la prostatite a comparsa graduale e dal carattere persistente, che non dipende dalla presenza di batteri a livello della ghiandola prostatica.
Nota anche come prostatite di tipo III o sindrome dolorosa pelvica cronica, insorge per motivi che medici e ricercatori, nonostante i numerosi studi, non hanno ancora chiarito completamente. Qualche esperto sospetta di un danno nervoso; qualcun altro ha ipotizzato un'origine autoimmune; qualcun altro ancora ha imputato la comparsa della condizione  a: un eccesso di stress, i traumi in corrispondenza della prostata, le attività lavorative pesanti e la pratica di sport ad alto impatto.
Febbre esclusa, i sintomi e i segni delle infiammazioni prostatiche croniche non-batteriche sono sovrapponibili ai sintomi e ai segni delle infiammazioni prostatiche di origine batterica.
Di norma, per diagnosticare la prostatite cronica di tipo III, i medici si servono (ancora una volta) degli stessi esami e test di laboratorio, a cui ricorrerebbero in presenza di una sospetta prostatite batterica. Del resto, l'unico modo per sapere se un'infiammazione della prostata ha un'origine batterica o non-batterica è ricercare la presenza di batteri nel sangue, nelle urine, nel liquido prostatico e nello sperma.
Il dolore cronico che caratterizza la prostatite di tipo III può essere responsabile, in alcuni pazienti, di episodi di depressione e ansia.


I due sottotipi di sindrome dolorosa pelvica cronica

La classificazione più recente delle prostatiti distingue la prostatite di tipo III in due sottotipi: la sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria (o sottotipo IIIA) e la sindrome dolorosa pelvica cronica non infiammatoria (o sottotipo IIIB).
Tale distinzione deriva dalla curiosa osservazione di forme di prostatiti croniche non batteriche, caratterizzate da ingenti quantità di globuli bianchi nel sangue, nelle urine e nello sperma (segno inequivocabile di una severa infiammazione), e di altre forme di prostatiti croniche non-batteriche, contraddistinte da esigue quantità di globuli bianchi nei medesimi liquidi organici.

Infiammazione asintomatica della prostata

La cosiddetta infiammazione asintomatica della prostata è la prostatite che, negli uomini interessati, non produce alcun sintomo, sebbene sia responsabile di un marcato processo infiammatorio a livello prostatico. Sembrerebbe un controsenso, eppure è così: c'è un'infiammazione a livello della ghiandola prostatica - tutti gli esami diagnostici lo dimostrano chiaramente - ma tale infiammazione non è associata alla presenza di sintomi e segni, tanto che il soggetto colpito ignora di essere affetto da prostatite e lo scopre solo per pur caso, magari durante un esame effettuato per altre ragioni.
L'infiammazione asintomatica della prostata è detta anche prostatite di tipo IV o prostatite asintomatica infiammatoria.
Nonostante i numerosi studi in merito alla prostatite di tipo IV, i medici non ne hanno ancora compreso le cause scatenanti e i motivi della mancanza di sintomi.

Cenni di terapia

Il trattamento dell'infiammazione della prostata dipende dalle cause scatenanti (è batterica? Non è batterica?) e dalle caratteristiche del processo infiammatorio (è acuto? È cronico? È asintomatico?).
In linea di principio, la terapia delle infiammazioni prostatiche con origine batterica prevede:

  • Antibiotici. Sono fondamentali per combattere l'agente scatenante, ossia i batteri;
  • Antinfiammatori. Riducono l'infiammazione, di conseguenza mitigano la sintomatologia dolorosa;
  • Alfa-bloccanti. Rilasciando la muscolatura liscia di vescica e prostata, consentono di alleviare, in molti pazienti, i disturbi urinari.

Se il trattamento delle prostatiti batteriche è ben chiaro e definito, il trattamento delle forme croniche non-batteriche non lo è affatto e, in alcune circostanze, solleva diversi discussioni. Attualmente, i medici propendono per una terapia che includa:

  • Antinfiammatori, specie se gli esami diagnostici confermano la presenza della cosiddetta sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria;
  • Antidolorifici;
  • Alfa-bloccanti;
  • Lassativi. Alcuni pazienti sembrano trarre dei benefici dall'impiego di tali farmaci.

Nel caso compaiano disturbi riconducibili a un'infiammazione prostatica, specie in presenza di febbre, bruciore urinario o bisogno impellente di urinare, è molto importante rivolgersi precocemente allo specialista urologo. Curare la prostatite nelle fasi di esordio, infatti, è molto più facile ed efficace rispetto ai casi divenuti cronici; si evita inoltre il rischio di complicanze in seguito a fenomeni infettivi acuti, come la ritenzione d'urina (incapacità di urinare) e l'ascesso prostatico.

La terapia antibiotica: le raccomandazioni mediche

Ai pazienti con un'infiammazione della prostata di origine batterica (acuta o cronica non ha importanza), i medici raccomandano scrupolosamente di seguire e portare a termine la terapia antibiotica secondo le indicazioni che loro stessi hanno impartito; quindi, per nessun motivo, nemmeno nel caso in cui i sintomi scompaiano già dopo pochi giorni di trattamento, le persone in cura devono sospendere anzitempo le assunzioni.
Tutto ciò si spiega con il fatto che, solo rispettando tali raccomandazioni, sussistono le basi per una buona, se non ottimale, guarigione.


Nonostante sia vero che una terapia così prolungata diminuisce le difese immunitarie e tende ad alterare in negativo la flora batterica intestinale, i benefici ottenuti sono di gran lunga superiori ai possibili effetti collaterali.

Trattamento delle complicanze derivanti dalle infiammazioni prostatiche batteriche

La formazione di un ascesso prostatico rende necessario un piccolo intervento chirurgico, per drenare il pus.
La batteriemia e la sepsi impongono una cura antibiotica ulteriore, da aggiungersi a quella contro i patogeni responsabili dell'infiammazione prostatica e da eseguirsi in ambito ospedaliero, sotto la stretta osservazione di un medico. Batteriemia e sepsi, infatti, rappresentano due emergenze mediche e richiedono l'intervento immediato di personale specifico esperto in materia.
Infine, l'incapacità a urinare costringe i pazienti all'uso del catetere vescicale, per svuotare la vescica.

Consigli medici in presenza di un'infiammazione della prostata batterica

Durante il trattamento di un'infiammazione della prostata di origine batterica, i medici consigliano caldamente di:

La messa in pratica di tali rimedi sembra alleviare la sintomatologia e favorire la risoluzione dell'infiammazione della prostata in corso.


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