Processo infiammatorio e FANS

L'infiammazione è un meccanismo di difesa indotto da stimoli di diversa natura (termici, fisici, chimici, biologici ecc.). Questi stimoli provocano alcune alterazioni caratteristiche a livello tissutale, che possiamo riassumere in stato eritematso (rubor, calor), edematoso (tumor) e stato dolente (dolor). L'infiammazione serve dunque a distruggere, diluire e confinare l'agente lesivo, ma allo stesso tempo mette in moto una serie di meccanismi che favoriscono la riparazione o la sostituzione del tessuto danneggiato.
Il processo infiammatorio può essere diviso in tre fasi:

  1. FASE ACUTA o immediata: è caratterizzata da una vasodilatazione responsabile del rossore e dell'aumento della permeabilità dei vasi, con fuoriuscita di fluidi e materiale proteico (edema).
  2. FASE SUBACUTA: è leggermente più tardiva e si caratterizza per l'infiltrazione di cellule leucocitarie e fagocitarie (globuli bianchi) al sito di infiammazione.
  3. FASE CRONICA: si caratterizza per la profonda alterazione o degenerazione del tessuto interessato, con presenza di formazioni fibrose.

Bisogna quindi intervenire tempestivamente per evitare la cronicizzazione del processo infiammatorio. I farmaci più usati a tale scopo sono i FANS, che riducono o bloccano l'infiammazione sia che questa colpisca i tessuti molli (ad esempio le mucose) o quelli più duri (come le cartilagini delle articolazioni). Oltre all'attività antinfiammatoria i FANS possiedono anche un'azione analgesica e antitermica o antipiretica (riducono la temperatura corporea nello stato febbrile).
Gli effetti collaterali più comuni dei FANS sono quelli gastrolesivi ed un loro uso continuato può provocare erosioni della mucosa gastrica con formazione di ulcere; tale effetto collaterale è associato soprattutto ai farmaci tradizionali o di prima generazione.

I FANS favoriscono anche la ritenzione idrica poiché agiscono a livello renale rallentando il flusso sanguigno e l'escrezione di liquidi.

Meccanismo d'azione dei FANS

I FANS tradizionali riducono la biosintesi delle prostaglandine mediatrici dell'infiammazione, dell'ipetermia e del dolore. Tale effetto è legato alla loro capacità di bloccare gli enzimi ciclossigenasi che sono, appunto, responsabili della formazione di queste sostanze e dei loro derivati (trombossano e prostacicline).

I FANS tradizionali inibiscono entrambe le isoforme dell'enzima ciclossigenasi, chiamate COX1 e COX2. L'inibizione di entrambe le isoforme è solo in parte utile, perché se da un lato porta all'effetto terapeutico dall'altro è anche responsabile degli effetti collaterali.
I FANS riducono sia la sintesi del trombossano TX A2, che ha un'azione protrombotica (cioè facilita la formazione di coaguli di sangue nei vasi del sistema circolatorio), sia la formazione di prostacicline con attività diametralmente opposta (antitrombotica). La somma di questi due effetti pende comunque dalla parte dell'azione anticoagulante e ciò spiega come mai i FANS tradizionali provochino un leggero ritardo nel processo di coagulazione del sangue (sono dotati di una azione ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA). Nelle piastrine, infatti, sono presenti solo le COX1, mentre sull'endotelio dei vasi sono presenti sia le COX1 che le COX2.

Le COX1, in particolare, sono ubiquitarie e vengono chiamate costitutive perché sono normalmente presenti in tutti i tessuti ed in tutti gli organi; sono anche conosciute come ciclossigenasi fisiologiche o buone (perché danno luogo a prostaglandine e prostanoidi utili per mediare diversi effetti dell'organismo).
Al contrario, le COX-2 sono inducibili poiché la loro attivazione è indotta da stimoli patologici (fisici, termici, chimici ecc.) e sono presenti in concentrazione elevata nei siti dell'infiammazione; per questo motivo sono considerate ciclossigenasi patologiche (portano i prostanoidi nel sito dell'infiammazione).
Per tutti questi motivi un farmaco che inibisce solo le COX2, come i FANS di seconda generazione, dà minori effetti collaterali rispetto ad uno che esercita il proprio potere inibitorio su entrambe le isoforme. Gli inibitori esclusivi delle COX2, in effetti, espletano il loro potere antinfiammatorio senza dare l'effetto gastrolesivo tipico dei farmaci che inibiscono sia le COX1 che le COX2. Tuttavia, molto recentemente, si è scoperto che i FANS COX2 inibitori  selettivi possono aumentare il rischio cardiovascolare (numero di infarti ed ictus) perché hanno un'azione protrombotica leggermente superiore rispetto ai FANS tradizionali. Abbiamo infatti detto che nelle piastrine sono presenti solo i recettori per le COX1 e ciò spiega l'assenza del potere antiaggregante piastrinico nei COX2 inibitori selettivi.
infine, è stata ipotizzata anche l'esistenza di una ciclossigenasi COX-3; questa isoforma sarebbe presente solo a livello del SNC ed i farmaci che la inibiscono selettivamente non svolgerebbero effetti antinfiammatori ma soltanto analgesici ed antipiretici ("abbassano la febbre"). L'esistenza e l'attività di questa isoforma dell'enzima ciclossigenasi nell'uomo sono state comunque messe in discussione.
Esistono numerosi tipi di FANS suddivisibili in 7 categorie:

SALICILATI, PARAMMINOFENOLI, PIRAZOLONICI, ACIDI ARILALCANOICI, OXICAMICI, SOLFONAMMIDI, COX-2 INIBITORI SELETTIVI.



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