L'infezione viene acquisita per ingestione del parassita che si trova nelle feci di gatto che contaminano le verdure o la frutta non ben lavate, oppure per consumo di carni infette di pecora o di maiale poco cotte. Dal 10 al 50% delle donne in età riproduttiva può contrarre l'infezione, che di solito è asintomatica. Se questa avviene in gravidanza, il rischio di trasmissione "verticale" è elevato nel terzo trimestre e minimo nel primo. Il sospetto clinico di un'infezione da Toxoplasma si instaura quando si manifesta la sintomatologia clinica nella madre (raro), oppure quando si manifestino aborto nel primo trimestre, o si mettano in evidenza ecograficamente, nel corso della vita in utero, microcefalia e calcificazioni cerebrali, se l'infezione viene contratta nel secondo e terzo trimestre, poiché il Toxoplasma determina, anche se non sempre, queste alterazioni sul feto.
In Italia si stima che siano affetti da toxoplasmosi congenita 2-3 neonati su 1000, il 15% dei quali presenta lesioni gravi al momento della nascita (alterazioni visive, calcificazioni cerebrali, ritardo mentale, sordità). È perciò consigliato strettamente lo screening, che si basa sull'ecografia e sui test sierologici. La diagnosi di infezione materna si basa sui dati di laboratorio, cioè il dosaggio di IgM ed IgG specifiche. Nei soggetti a rischio è possibile anche identificare l'infezione mediante la ricerca del DNA del parassita nel liquido amniotico mediante PCR (non rinvenibile prima di 20-21 settimane). In caso di infezione materna in gravidanza, è opportuno iniziare immediatamente il trattamento farmacologico con antiparassitari ed antibiotici.
Inoltre, in gravidanza, bisogna evitare carne cruda, insaccati ed uova crude, lavare con cura frutta e verdura, evitare contatti con i gatti, evitare lavori di giardinaggio.
Malaria: transplacentare
L'infezione malarica, provocata da un parassita chiamato Plasmodium falciparum, può causare aborti o parto prematuro.
Subito dopo l'accertamento della gravidanza, vanno effettuati i seguenti test: VDRL e TPHA (per la sifilide), Toxotest (per il Toxoplasma), Rubeotest (rosolia), HbsAg (epatite B), Anti-HCV (epatite C), Anti-HIV1-2 (HIV test). Il Toxotest ed il Rubeotest, se negativi, vanno ripetuti mensilmente per tutta la durata della gravidanza. Andrà inoltre effettuata immediatamente anche un'ecografia, che dovrà poi essere ripetuta ad intervalli di circa 3 settimane l'uno dall'altro. Intorno alla 34-36 esima settimana va infine effettuato un tampone vaginale per la ricerca nel muco dello Streptococco beta-emolitico.
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Una curiosità: Visito sempre il vostro sito e apprendo tante notizie interessanti e dettagliate dal punto di vista scientifico. Se possibile vorrei conoscere quali siano le fonti da cui attingete.
Grazie, a presto!
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