Infarto Intestinale

Il termine infarto si riferisce alla morte (necrosi) di una parte più o meno estesa di un organo, conseguente ad un grave deficit di flusso sanguigno. Possiamo quindi avere infarti cardiaci (i più comuni), ma anche intestinali, cerebrali, polmonari ecc.

Infarto IntestinaleNell'infarto intestinale si assiste alla necrosi di un tratto di intestino per interruzione - totale o parziale, acuta o cronica - del flusso sanguigno locale; in termini medici, questa carenza di sangue viene definita ischemia intestinale.

Cause

Numerose sono le cause che possono portare a sofferenza e morte dei tessuti intestinali per un deficit del flusso sanguigno locale:

La gravità dell'ischemia, quindi dell'infarto, dipende dal calibro del vaso ostruito, dallo sviluppo o meno di circoli collaterali e dall'estensione del tratto intestinale coinvolto; ad esempio, le embolie arteriose sono più pericolose delle trombosi, poiché queste ultime evolvono più lentamente dando il tempo per la formazione di circoli collaterali.

Nota bene: i vasi sanguigni che irrorano l'intestino vengono detti vasi mensenterici (arterie e vene mesenteriche); per questo, l'infarto intestinale è noto anche come infarto mesenterico. In genere è coinvolta l'arteria mesenterica superiore (AMS), per cui l'organo prevalentemente coinvolto è l'intestino tenue (può essere colpito anche il colon destro); a seconda della gravità, l'interessamento del tenue può essere totale o parziale (un singolo tratto o più tratti, anche discontinui), con o senza coinvolgimento del colon destro. Molto meno frequente è invece l'ischemia del colon (colite ischemica) con infarto intestinale colico; in questi casi è coinvolta l'arteria mesenterica inferiore.

Sintomi

I sintomi di un infarto sono diversi a seconda dell'organo interessato, ma il dolore acuto (seppur con diversa localizzazione) è quasi sempre presente. I soggetti colpiti da infarto intestinale lamentano quindi dolori addominali violenti, ma anche vomito, talvolta diarrea sanguinolenta e stato di shock. Oltre a questa manifestazione acuta, tipica degli infarti embolici, sono possibili anche quadri sub-acuti - generalmente ad eziologia trombotica - ad andamento progressivo (i sintomi sono inizialmente più attenuati e peggiorano nel tempo).

Sintomi premonitori spia di un'ischemia mesenterica con possibile evoluzione in infarto intestinale, comprendono sindromi da malassorbimento ed angina abdominis (dolore addominale associato alla digestione) con calo ponderale.

Diagnosi

La diagnosi precoce è importantissima ma difficile, a causa della sintomatologia sub-acuta, spesso vaga senza segni clinici specifici, ospedalizzazione tardiva e ridotta disponibilità in emergenza di procedure diagnostiche affidabili.

L'infarto intestinale è ben evidenziabile attraverso esami radiologici come la TC e l'arteriografia.

Trattamento

Mentre molti pazienti sopravvivono all'infarto del miocardio, talvolta senza rendersene conto (infarto silente), in assenza di trattamento l'infarto intestinale evolve verso il decesso (peritonite e sepsi) in quasi il 100% dei casi. Si tratta quindi di una condizione di emergenza da affrontare tempestivamente tramite un adeguato trattamento.

  • Se causato da un'occlusione vascolare ed affrontato in fase precoce (entro le 6-8 ore), l'infarto intestinale può essere superato somministrando farmaci tromboltici ed anticoagualanti.
  • Se causato da un insufficiente apporto di sangue per insufficienza cardiaca, grave ipotensione, eccessiva viscosità ematica ecc. i medici intervengono con adeguati trattamenti di emergenza per ristabilire un adeguato volume ematico e tono pressorio.
  • Si tenga presente che la brusca riperfusione dopo un lungo periodo ischemico porta all'immissione in circolo di radicali liberi derivanti dal metabolismo anaerobico, che possono condurre all'arresto cardiaco e/o ad insufficienza multi-organo; tale fenomeno è noto come shock da riperfusione

Se la diagnosi è tardiva, la necrosi intestinale impone l'immediato trattamento chirurgico per evitare l'estensione di fenomeni infettivi letali; durante l'operazione i medici asporteranno i segmenti di intestino necrotici e ristabilizzeranno una circolazione sanguigna sufficiente (embolectomia: rimozione dell'embolo; tromboendoarteriectomia: rimozione del trombo dall'arteria e del suo tessuto endoteliale; eventuale bypass aortico-mesenterico: aggiramento dell'ostruzione innestando un segmento di vaso tra l'aorta e il tratto a valle dell'ostruzione).
La prognosi dipende da numerosi fattori: tempo trascorso dall'infarto intestinale al trattamento di successo, estensione della necrosi e della resezione chirurgica, cause alla base dell'infarto e condizioni generali del paziente (età, malattie concomitanti ecc.)