Ictus
Vedi anche: sintomi ictus
Il termine ictus ed i suoi numerosi sinonimi (colpo apoplettico, infarto cerebrale ecc.) riflettono deficit neurologici determinati dall'insufficiente apporto di sangue ad un'area più o meno estesa del cervello. Tale situazione può instaurarsi a causa di un'embolia, di una trombosi o di un'emorragia cerebrale.
Spesso, la sede primaria della malattia non è il cervello, ma il cuore od i vasi arteriosi. Come anticipato, nella grande maggioranza dei casi l'ostacolo al flusso ematico responsabile dell'ictus è infatti determinato dalla presenza di un coagulo (trombosi), di un suo frammento staccatosi dall'arteria in cui si è formato (embolia), oppure dalla rottura di una parete arteriosa (emorragia). Quest'ultima condizione, più rara rispetto alle precedenti, è spesso mortale.
La gravità dell'ictus è correlata alla durata e all'entità dell'ischemia (mancanza momentanea di irrorazione sanguigna), nonché all'estensione dell'area cerebrale colpita; si passa così da una momentanea atrofia o da un senso di formicolio ad un arto, ad una paralisi totale, al coma e alla morte. La sintomatologia può quindi essere più o meno reversibile nel breve periodo, mentre le conseguenze a lungo termine possono essere parzialmente corrette da un'adeguata riabilitazione.
I principali fattori di rischio sono rappresentati dall'ipertensione, dall'aterosclerosi, dal fumo di sigaretta e dall'abuso di alcool; non a caso, quindi, l'ictus è più frequente negli uomini rispetto alle donne e nei Paesi industrializzati rispetto a quelli in via di sviluppo. La prevenzione primaria della malattia si attua innanzitutto mediante il controllo dei valori pressori, grazie ad uno stile alimentare equilibrato (con particolare attenzione al sale e agli eccessi in genere) e alla pratica regolare di attività fisica; quella secondaria sulla diagnosi precoce e sulla terapia chirurgica, farmacologica e comportamentale delle condizioni patologiche predisponenti. Esiste, infine, una prevenzione terziaria rivolta a quei soggetti che hanno già subito un ictus ed hanno un rischio di recidiva piuttosto alto; anche in questi casi il trattamento si avvale di misure comportamentali di carattere generale, farmacologiche (in genere antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti) e chirurgiche.
Ultima modifica: 27/01/2010 - Informativa pubblicità -
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Sabato, 13 marzo 2010 ore 11:59



