Gonartrosi

Generalità

La gonartrosi è l'osteoartrite del ginocchio.

Meglio nota come artrosi, l'osteoartrite è una comune forma di artrite degenerativa. L'infiammazione delle articolazioni che la contraddistingue deriva dall'assottigliamento dei tipici strati di cartilagine articolare, e dal conseguente sfregamento delle porzioni ossee coinvolte nell'articolazione.
Di norma, la gonartrosi è frutto di una combinazione di fattori causali. Tra le più comuni cause di gonartrosi, si segnalano in particolar modo: l'età avanzata, l'eccessivo peso corporeo, una storia passata di ripetuti infortuni alle ginocchia, le operazioni di rimozione del menisco e la presenza di una predisposizione genetica all'osteoartrite.
Sia monolaterale che bilaterale, la gonartrosi è generalmente responsabile di: dolore al ginocchio, rigidità articolare, arrossamento della pelle in corrispondenza del ginocchio, emissione di scricchiolii dal ginocchio e gonfiore.
Attualmente, non esistono cure specifiche per la gonartrosi, ma solo trattamenti sintomatici.
Tra i trattamenti sintomatici per la gonartrosi, rientrano sia terapie conservative che terapie chirurgiche; di norma, le terapie conservative hanno la precedenza sulle terapie chirurgiche.


Gonartrosi

Breve richiamo anatomico del ginocchio

Il ginocchio è l'importante articolazione sinoviale del corpo umano, posta tra femore (superiormente), tibia (inferiormente) e rotula (anteriormente).
Alla sua costituzione prendono parte diversi elementi anatomici, tra cui:

  • La cartilagine articolare. Situata sulla superficie inferiore del femore, serve a proteggere quest'ultima dai danni da sfregamento.
  • La membrana sinoviale. Tappezza l'articolazione dall'interno e produce un fluido lubrificante, chiamato liquido sinoviale. Il liquido sinoviale riduce le frizioni tra le varie componenti del complesso articolare.
  • Una serie di tendini e legamenti. Sono essenziali nel garantire la giusta stabilità all'articolazione, durante i movimenti dell'arto inferiore. Il loro corretto funzionamento è, in parte, legato all'azione lubrificante del liquido sinoviale.
  • Le borse sinoviali. Sono piccole sacche di membrana sinoviale, ripiene di liquido sinoviale. Hanno funzione lubrificante e funzione anti-sfregamento.
  • Il menisco interno (o menisco mediale) e il menisco esterno (o menisco laterale). Costituiti da cartilagine e situati sulla superficie superiore della tibia, i due menischi forniscono stabilità all'articolazione e proteggono la tibia dalle sollecitazioni provenienti dal femore, durante i movimenti dell'arto inferiore.

Con la sua posizione e le sue componenti strutturali, il ginocchio gioca un ruolo fondamentale nel sostenere il peso del corpo e nel permettere i movimenti di estensione e flessione della gamba, durante una camminata, una corsa, un salto ecc.


Ginocchio legamenti

Figura: anatomia del ginocchio umano.

Cos'è la gonartrosi?

La gonartrosi è l'osteoartrite del ginocchio.
L'osteoartrite, o artrosi, è quella condizione infiammatoria dal carattere cronico, che deriva dalla degenerazione delle cartilagini di un'articolazione (di solito) sinoviale.
Pertanto, alla luce di quanto appena affermato, la gonartrosi è l'infiammazione cronica del ginocchio, che risulta dalla degenerazione delle cartilagini situate sulla superficie inferiore del femore e sulla superficie superiore della tibia.

L'OSTEOARTRITE È UNA FORMA DI ARTRITE

L'osteoartrite è una forma di artrite; per la precisione, è la forma di artrite più diffusa nell'essere umano (solo negli Stati Uniti colpisce ben 27 milioni di persone!)
In medicina, il termine artrite indica un qualsiasi processo infiammatorio a carico di una o più articolazioni.

GONARTROSI: FENOMENO MONO- O BILATERALE?

La gonartrosi può essere una condizione mono- o bi-laterale.
Tuttavia, è bene precisare che, in più della metà dei casi clinici, si caratterizza per l'interessamento di entrambe le ginocchia (gonartrosi bilaterale).

Cause

In genere, la gonartrosi è frutto di una combinazione di fattori causali; è, infatti, raro che risulti da un'unica causa.
Tra le possibili cause/fattori di rischio di gonartrosi, meritano sicuramente una citazione:

  • L'età avanzata. È la causa/fattore di rischio più comune. Il normale processo d'invecchiamento determina la degenerazione generalizzata delle cartilagini del corpo umano e riduce la capacità dell'organismo di fronteggiare tale degenerazione;
  • L'eccessivo peso corporeo (sovrappeso od obesità). Un elevato peso corporeo comporta uno stress notevole per le ginocchia, in particolare per le cartilagini articolari;
  • La predisposizione genetica all'osteoartrite. Alcune malattie genetiche, che possono colpire l'essere umano, comportano una predisposizione all'artrosi nelle articolazioni più importanti del corpo, ginocchio compreso;
  • L'appartenenza al sesso femminile. Diverse indagini statistiche hanno dimostrato che le donne di età superiore ai 55 anni hanno una tendenza maggiore, rispetto agli uomini, di sviluppare la gonartrosi;
  • Una storia passata di ripetuti infortuni alle ginocchia. Gli infortuni alle ginocchia sono problematiche tipiche di chi pratica sport ad alti livelli o un'attività lavorativa in cui è previsto il continuo sollevamento di pesi.
    Tra gli sport più a rischio di gonartrosi, si segnalano: il calcio, il rugby, la pallacanestro, la corsa su superfici dissestate, il football americano e il tennis;
  • L'associazione con altre forme di artrite (es: artrite reumatoide) o con una qualche malattia metabolica (es: morbo di Paget);
  • Gli interventi chirurgici di rimozione del menisco mediale o laterale. Rimuovere chirurgicamente parte del menisco significa asportare parte del normale strato di cartilagine del ginocchio.

PATOFISIOLOGIA

Nella gonartrosi, l'infiammazione dipende dalla degenerazione e dal conseguente assottigliamento delle cartilagini del ginocchio. Infatti, con la degenerazione e l'assottigliamento delle suddette cartilagini, la superficie inferiore del femore e la superficie superiore della tibia entrano in contatto diretto e, sfregandosi tra loro, si recano reciproco danno. Dal danno in questione nasce la sopraccitata infiammazione e dall'infiammazione deriva la sintomatologia tipica della gonartrosi.
In sostanza, quindi, l'infiammazione della gonartrosi è il risultato del dannoso sfregamento del femore sulla tibia, dopo che sulla superficie inferiore del primo e sulla superficie superiore della seconda è venuto meno lo strato di cartilagine protettiva.

Sintomi, segni e complicazioni

I tipici sintomi e segni della gonartrosi sono:

  • Dolore a una o entrambe le ginocchia. Si tratta di una sensazione dolorosa che aumenta con il movimento o l'attività fisica e che si attenua con il riposo.
    In genere, un dolore assai marcato è indicativo di un severo processo infiammatorio e di una notevole degenerazione della cartilagine articolare;
  • Rigidità articolare. È presente soprattutto al mattino, appena dopo il risveglio, e dopo lunghi periodi di immobilità (es: dopo un viaggio in macchina di qualche ora);
  • Arrossamento e senso di calore in corrispondenza di una o entrambe le ginocchia;
  • Gonfiore;
  • Emissione da una o da entrambe le ginocchia di suoni, quali scricchiolii o crepitii, a ogni movimento dell'articolazione.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Un individuo con sospetta gonartrosi dovrebbe rivolgersi al proprio medico curante o a un ortopedico esperto nelle malattie del ginocchio, quando il dolore e la rigidità articolare sono tali da impedire lo svolgimento delle più semplici attività quotidiane (es: salire le scale, salire in macchina ecc.).

Diagnosi

In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione della gonartrosi comincia dall'esame obiettivo e dall'anamnesi. Quindi, prosegue con una valutazione della storia familiare, per capire se c'è una ricorrenza dell'osteoartrite al ginocchio, nella famiglia del paziente. Infine, termina con i raggi X e la risonanza magnetica nucleare a una o entrambe le ginocchia (dipende dalla sintomatologia lamentata dal paziente).

RAGGI X: A COSA SERVONO?

Nella diagnosi di gonartrosi, i raggi X chiariscono se la suddetta condizione infiammatoria è associata a osteofitosi.
In medicina, osteofitosi è il termine che indica il processo di formazione di osteofiti a livello scheletrico. Conosciuti anche come speroni ossei, gli osteofiti sono piccole proiezioni ossee, il più delle volte simili a una spina di rosa o a un artiglio, che si sviluppano lungo i margini articolari di ossa sottoposte a fenomeni erosivi o irritativi di carattere cronico (esattamente come quelli innescati dall'osteoartrite al ginocchio).

RMN: A COSA SERVE?

Nella diagnosi di gonartrosi, la risonanza magnetica nucleare è, con molta probabilità, l'esame più significativo. Essa, infatti, oltre ad accertare quanto emerso nei precedenti test diagnostici, permette di chiarire l'entità della degenerazione e dell'assottigliamento a carico delle cartilagini di un'articolazione.
Solo grazie alle informazioni fornite dalla risonanza magnetica nucleare alle ginocchia, il medico ortopedico è in grado di stabilire il trattamento più adeguato.

Terapia

Sfortunatamente, al momento attuale la gonartrosi è una condizione per la quale non esistono trattamenti specifici, ma solo trattamenti sintomatici. In altre parole, è impossibile guarire dalla gonartrosi, però è possibile alleviarne i sintomi.
Brevemente, gli scopi principali dei trattamenti sintomatici per la gonartrosi sono:

  • Ridurre il dolore durante l'utilizzo delle ginocchia (quindi durante i movimenti di flessione della gamba o di estensione);
  • Ristabilire una parte della mobilità articolare di cui sono provviste, normalmente, le ginocchia.

La terapia sintomatica per la gonartrosi può essere conservativa (o non chirurgica) oppure chirurgica.
In genere, i medici danno precedenza ai trattamenti sintomatici di natura conservativa, riservandosi di ricorrere alla chirurgia soltanto se la pratica conservativa non ha fornito alcun risultato (o se i risultati forniti sono insoddisfacenti e il paziente continua a manifestare intenso dolore, rigidità articolare, gonfiore ecc).

TERAPIA SINTOMATICA CONSERVATIVA

Tra i trattamenti conservativi per la gonartrosi, rientrano:

  • Un piano dietetico finalizzato alla riduzione del peso corporeo. Ciò vale, chiaramente, in tutti quei casi in cui uno dei fattori scatenanti la gonartrosi è l'obesità o il sovrappeso.
  • Esercizi di fisioterapia aventi lo scopo di rinforzare i muscoli degli arti inferiori (coscia in particolare) e aumentare la mobilità articolare del ginocchio.
    Una muscolatura della coscia più forte alleggerisce il carico del peso corporeo sul ginocchio, con enormi giovamenti per quest'ultimo.
  • La somministrazione di farmaci antidolorifici e farmaci antinfiammatori non steroidei (cioè i FANS). Tra gli antidolorifici e i FANS più utilizzati in caso di gonartrosi, si segnalano il paracetamolo, l'ibuprofene e il naprossene sodico.
    In buona parte dei pazienti, forniscono risultati apprezzabili.
  • Iniezioni nel ginocchio di corticosteroidi e/o acido ialuronico. I corticosteroidi sono dei potenti antinfiammatori, il cui uso prolungato o inappropriato può dar luogo a gravi effetti collaterali (ipertensione, obesità, glaucoma ecc.); per questo motivo, i medici li prescrivono solo in caso di vera necessità e solo quando i FANS risultano inefficaci.
    L'acido ialuronico, invece, è una sostanza lubrificante, presente fisiologicamente all'interno delle articolazioni sinoviali; con la sua somministrazione, i medici intendono ripristinare parte del normale assetto articolare, andato perduto a causa della gonartrosi.
  • La pratica di un moderato ma costante esercizio fisico per gli arti inferiori. Gli scopi di tale esercizio fisico sono, di fatto, gli stessi della fisioterapia. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, per il malato di gonartrosi l'immobilità e la sedentarietà sono solo in apparenza fonte di benefici.
    Chiaramente, l'esercizio fisico dev'essere mirato e non deve, in alcun modo, recare ulteriore danno alle ginocchia.
  • L'uso di un tutore specifico per le ginocchia affette da gonartrosi. Esistono tanti tipi di tutore per il ginocchio affetto da artrosi; la scelta del tipo di tutore più adatto spetta all'ortopedico curante e dipende, in genere, dalle condizioni in cui versa l'articolazione interessata.

TERAPIA SINTOMATICA CHIRURGICA

Esistono almeno 3 diverse tipologie d'intervento chirurgico:

  • La “pulizia” delle cartilagini del ginocchio effettuata in artroscopia. È l'opzione meno invasiva, ma anche meno efficace. In genere, gli ortopedici la riservano ai pazienti più giovani, con una gonartrosi precoce.
  • L'osteotomia del femore o della tibia. L'osteotomia è una pratica chirurgica che prevede il rimodellamento di un osso articolare particolarmente deteriorato, allo scopo finale di ridistribuire meglio il peso corporeo all'interno dell'articolazione.
    In genere, l'osteotomia del ginocchio è riservata alle persone con un danno alle cartilagini di una sola delle due porzioni ossee, coinvolte nell'articolazione.
  • L'installazione di un protesi al posto del vero ginocchio. L'installazione di una protesi al ginocchio è un intervento chirurgico molto invasivo e delicato; tuttavia, se va a buon fine, i benefici che può trarne il paziente sono più che apprezzabili.
    Sebbene ormai le più moderne protesi al ginocchio durino anche 20 anni, ancora oggi gli ortopedici le raccomandano soltanto ai pazienti anziani (dai 55 anni in su).

Prognosi

La gonartrosi è una malattia cronica, che tende a peggiorare col tempo e dalla quale è impossibile guarire. Pertanto, la prognosi in sua presenza non può mai essere positiva.
Tuttavia, è bene sottolineare che, ormai, la medicina odierna mette a disposizione dei pazienti con gonartrosi trattamenti molto efficaci contro i sintomi della malattia.




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