Glucosio nelle urine

La presenza di glucosio nelle urine (glicosuria) è un sintomo caratteristico del diabete mellito, che guarda a caso deve questo aggettivo al tipico sapore dolciastro assunto dalle urine del paziente. Il termine diabete significa invece "passare attraverso" ed allude alla poliuria, cioè alla grande quantità di urina prodotta dal paziente; indipendentemente dalla causa di origine, glicosuria e poliuria sono infatti due condizioni strettamente correlate.Glucosio nelle urine

Perché si trova del glucosio nelle urine?

Il glucosio è un nutriente essenziale per il nostro organismo, che non può certo permettersi di sprecarlo attraverso l'urina. In virtù delle ridotte dimensioni, il glucosio che circola nel sangue viene facilmente filtrato dal glomerulo renale, passando nella cosiddetta preurina. Subito dopo, a livello del tubulo prossimale dei nefroni la stragrande maggioranza del glucosio filtrato viene riassorbita e trasferita al sangue. Quando la glicemia si alza troppo, però, i meccanismi renali di riassorbimento si saturano ed una quota più o meno importante dello zucchero viene perduta. In particolare, la presenza di glucosio nelle urine comincia ad essere significativa quando la glicemia supera i 160-180 mg/dl. Tale valore rappresenta la cosiddetta soglia renale del glucosio, cioè quel livello glicemico in cui alcuni nefroni cominciano a lasciarsi scappare piccole ma significative quantità di glucosio. Dai 300 mg/dl in poi, la capacità di riassorbimento del rene viene completamente saturata ed eventuali eccessi sono completamente eliminati attraverso le urine.

La soglia renale del glucosio varia leggermente da persona a persona ed alcuni individui - in modo particolare i bambini e le gestanti - possono accusare glicosuria anche a livelli glicemici inferiori. Durante la gravidanza questo sintomo non deve comunque essere sottovalutato, poiché un eventuale diabete gestazionale deve necessariamente essere controllato.

Infine, esiste una condizione molto rara, la cosiddetta glicosuria renale, in cui lo zucchero viene eliminato con le urine a causa di un difettoso funzionamento dei tubuli renali; in tal caso si ha glicosuria anche senza iperglicemia.

 

ALTRE POSSIBILI CAUSE DI GLICOSURIA:

acromegalia (il GH è un ormone iperglicemizzante);
sindrome di Cushing, infezioni, malattie e più in generale condizioni stressanti, assunzione di corticosteroidi o ACTH (il cortisolo è un ormone iperglicemizzante);
ipertiroidismo (ad alte dosi gli ormoni tiroidei favoriscono la gluconeogenesi e la glicogenolisi); feocromocitoma (ormone che secerne catecolamine, ormoni iperglicemizzanti)
pancreatite cronica avanzata, neoplasia pancreatica e fibrosi cistica avanzata (per l'insufficiente sintesi di insulina);
emocromatosi, asfissia, tumore o emorragia cerebrale (ipotalamo),
ustioni estese, uremia, insufficienza epatica grave, sepsi, shock cardiogeno, assunzione di diuretici tiazidici o di estroprogestinici.

rene

Il sangue è filtrato dai nefroni (in figura), che rappresentano l'unità funzionale dell'organo (la più piccola struttura in grado di svolgere tutte le funzioni cui è preposto). Il sangue affluisce in ogni nefrone tramite un arteriola afferente, che si dirama, a mo di gomitolo, in una fitta rete di capillari chiamata glomerulo e circondata dalla capsula di Bowman. A livello glomerulare avviene la cosiddetta filtrazione e le componenti del sangue filtrate dai capillari, dette nell'insieme preurina, vengono raccolte dalla capsula di Bowman. Da questa struttura nasce una serie contigua di tubuli, chiamati, nell'ordine, tubulo contorto prossimale, ansa di Henle e tubulo contorto distale, per una lunghezza complessiva di 5 centimetri. Lungo questi tubuli, il filtrato subisce fenomeni di riassorbimento atti a concentrare le urine per evitare eccessive perdite di acqua e recuperare le sostanze necessarie all'organismo. Tra queste, il glucosio viene riassorbito a livello del tubulo contorto prossimale, ne attraversa l'epitelio e torna nel sangue.

Come si misura?

La quantità di glucosio nelle urine può essere misurata con un semplice test. Basta mettere a contatto la parte reattiva della striscia con l'urina e nel giro di un minuto la striscia cambia colore a seconda della presenza o meno di glucosio. E' molto importante utilizzare esclusivamente i dispositivi suggeriti dal medico, rispettandone le indicazioni; ad esempio, in caso di assunzione di dosi elevate di vitamina C (superiori ad 1 g/die) il risultato potrebbe essere falsamente negativo per l'attività riducente dell'acido ascorbico: nei casi dubbi è consigliabile ripetere l'esame con l'urina raccolta 10 ore dopo l'ultima assunzione.

Quali conseguenze determina la presenza di sangue nelle urine?

L'espulsione di glucosio attraverso le urine, provocata dall'eccessivo aumento della glicemia, potrebbe essere considerata un utilissimo meccanismo difensivo contro gli spiccati aumenti dello zucchero nel sangue. Purtroppo, però, tale condizione determina una grande perdita di acqua con le urine, che può causare disidratazione severa; urine ricche di glucosio, inoltre, costituiscono terreno fertile per la crescita batterica ed aumentano il rischio di infezioni urinarie.