Il Visual Training: la ginnastica oculare per quei piccoli, potenti muscoli dell'occhio

A cura del Dott. Antonio Parolisi

 

Di seguito saranno presentati alcuni dei suddetti test che possono essere praticati dovunque.
Il primo test è detto COVER TEST (o test dell'occhio coperto). La procedura consiste nel coprire la visuale ad un occhio e chiedere al soggetto di fissare, con l'altro occhio,  un penna ad una distanza di circa 40 cm in una prima valutazione e poi a distanza di 5 cm in una seconda valutazione. Dopo qualche istante di messa a fuoco, si scopre l'occhio che era coperto e si valuta il suo comportamento appena tolta la copertura, che può essere una mano oppure un pezzo di cartoncino. A questo punto possono presentarsi tre casi: nel primo caso l'occhio che era coperto quando viene scoperto non presenta movimenti importanti e rimane fisso; siamo in presenza di "ortoforia" che potremmo definire equilibrio oculare. Nel secondo caso l'occhio che era coperto quando è scoperto presenta un movimento di ritorno verso il naso,ciò vuol, dire che quando era coperto era deviato verso le tempie; siamo in presenza di una " deviazione exoforica", quindi un occhio che devia lateralmente. Nel terzo caso l'occhio che era coperto quando è scoperto presenta un movimento di ritorno verso le tempie e ciò vuol dire che quando era coperto era deviato verso il naso; siamo in presenza di una "deviazione esoforica", quindi un occhio che devia medialmente. I test vanno ripetuti da entrambi i lati e per più di una volta per avere la conferma di una problematica funzionale.

 

ginnastica oculare

Cover Test


Altro test di facile applicazione è il "Test del Punto Prossimo di Convergenza" (PPC). In questa procedura s'invita il soggetto a mettere a fuoco una penna o altro oggetto ad una distanza di circa 40 cm e lentamente lo si porta verso la punta del naso e si osserva il comportamento degli occhi quando convergono verso la radice del naso. Può capitare che ad un certo punto, durante l'avvicinamento, un occhio devia lateralmente e non riesce a mantenere la visuale, quindi la convergenza. Questo punto dove l'occhio devia si definisce "punto di rottura" e non dovrebbe mai essere superiore a 6-7 cm; ogni punto di rottura superiore a tale distanza dovrebbe essere indagato da uno specialista. Dopo che il soggetto ha perso la fissazione con un occhio si riporta la penna nuovamente verso il punto di partenza e si valuta il "punto di recupero", ovvero quel punto dove l'occhio recupera la visuale. Questo dovrebbe accadere non più lontano di 2-3 cm dal punto di rottura.


ginnastica oculare

PPC  (esempio di occhio destro che non converge, rimane laterale)


Premesso ancora una volta che, anche se questi sono test abbastanza indicativi, quando c'è un dubbio di una problematica posturale di competenza oculistica, lo specialista dovrà avere largo spazio nelle sue indagini. La competenza del Trainer o dell'Educatore Fisico sarà quella di mettere al corrente il soggetto testato di una possibile interferenza oculare.
Gli occhi devono avere la dovuta attenzione, infatti, secondo William Horatio Bates (1860-1931) (medico statunitense che elaborò un metodo per la cura dei difetti visivi, non riconosciuto dalla medicina ufficiale), ogni problema visivo è dovuto a tensione o sforzi per vedere.
Nel suo metodo è proposto un recupero graduale e lento di quella che è definita la "corretta postura oculare", attraverso una progressiva "rieducazione" della muscolatura orbicolare, andando a ristabilire il rilassamento indispensabile a eliminare la "tensione".
Molto medici contrastano la teoria di Bates, definendola poco attendibile (dovere di cronaca), mentre i sostenitori di questo metodo sostengono di poter risolvere problematiche anche gravi.
Come si dice: "la verità è sempre nel mezzo..."


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Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016