Il Visual Training: la ginnastica oculare per quei piccoli, potenti muscoli dell'occhio

A cura del Dott. Antonio Parolisi

 

Questa breve trattazione della ginnastica oculare, ovviamente, si pone come obiettivo solo quello di informare i lettori sull'esistenza di parti del nostro corpo che spesso per negligenza o per non conoscenza tendiamo a non considerare. Gli occhi sono un patrimonio prezioso, quindi è bene considerare il Visual Training non come un semplice allenamento ma un vero e proprio "trattamento", ecco perché la valutazione e la prescrizione di tali esercizi è sempre buona norma che provenga da un Medico Oculista. Solo allora, su consiglio dello Specialista, ci si potrà allenare anche quotidianamente e monitorare i progressi fatti con dei semplici test.

 

Nell'affascinante mondo del Fitness, è messa a disposizione una scienza con delle metodiche che consentono ad un individuo di salvaguardare e proteggere la propria integrità corporea nel pieno contesto del Wellness, quindi del benessere psicofisico. Questo mondo, è invaso da soggetti che mirano a recuperare il miglior stato di forma possibile, riducendo il grasso corporeo e incrementando la muscolatura in modo simmetrico e proporzionato.
Essere un soggetto "Fit" però, significa anche prendersi cura del proprio corpo non soltanto con finalità puramente estetiche ma anche e soprattutto in un'ottica di funzionalità e benessere; o almeno dovrebbe essere così...; se così non fosse non ci sarebbe differenza tra Sport e Wellness, che nella maggior parte dei casi, infatti, non vanno per niente di pari passo.
Se chiedete a un qualsiasi praticante di un Fitness Club, cosa sia il muscolo pettorale, questi senza pensarci minimamente v'indicherà origine e inserzione di tale muscolo alla perfezione, stessa cosa per i bicipiti, tricipiti, ecc. oppure per le donne  i muscoli glutei o fianchi...
Tutto questo, ovviamente, perché la ricerca dell'allenamento, quindi del miglioramento della caratteristica di questi distretti corporei è l'obiettivo principe in un programma di allenamento. Se però alle stesse persone si parla di muscolo retto superiore o retto inferiore, oppure di retto laterale o mediale, o ancora di obliquo superiore o inferiore, è probabile che cada nel silenzio più profondo; infatti questi sono piccoli muscoli poco conosciuti che rappresentano quelle strutture oculari che permettono i vari movimenti degli occhi in tutte le direzioni ed hanno una valenza e una responsabilità eccezionale nella statica e nella postura di un individuo.

 

ginnastica oculare

Muscoli Oculari

Forse non hanno una responsabilità importante (almeno direttamente), sul controllo della massa magra/composizione corporea, ma come vedremo, meritano attenzione e controllo.
Nelle moderne concezioni dell'allenamento fisico, si è sempre più protratti verso la situazione posturale del soggetto e sulle eventuali interferenze sulla statica di un individuo che possono compromettere l'integrità fisica globale.
L'informazione sensoriale che proviene dagli occhi ha una straordinaria correlazione con la postura umana. L'interazione di tutta la muscolatura oculare permette all'occhio di guardare in tutte le direzioni e mettere il corpo in relazione con ciò che lo circonda. Da precisare che le curve del rachide sul piano frontale ma anche sagittale, si adattano per mantenere l'orizzontalità dello sguardo. Di conseguenza se si presenta una problematica visiva il corpo si adatta per compensare questo deficit. La visione resta tra i parametri principe di riferimento nella statica umana.
Nel 1985 Herman et al., hanno dimostrato che la vista rappresenta la fonte principale della sensazione cinestesica, ovvero la capacità di percepire il movimento.
Il sistema oculare, quindi, permette di codificare il movimento, dando la sensazione dell'ambiente nel quale ci si trova (spazi larghi, stretti, corti, lunghi, bassi o alti); per questo è un controllore di distanze e di rilievi dei piani nello spazio.
I piccoli muscoli orbicolari, nonostante la loro minuta dimensione, devono essere sempre ben bilanciati tra loro per evitare di incorrere in prevalenza di uno rispetto all'altro.
Se per esempio nell'articolazione del ginocchio i muscoli ischio crurali sono più forti, rigidi e retratti dei loro antagonisti (quadricipiti), il ginocchio sarà sottoposto ad uno squilibrio articolare che atteggerà l'articolazione in leggera flessione (flexum), con tutti i danni e le alterazione posturali che ne scaturiscono, per opera di complessi meccanismi di interazioni di catene mio-fasciali.


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Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016