Gangli della Base - Funzioni dello striato e Neuropatologia del morbo di Huntington

A cura della Dr.ssa Sarah Beggiato

Gangli della base

I gangli della base sono costituiti da 4 formazioni principali, formate da:

  • striato
  • globus pallidus
  • substantia nigra (costituita a sua volta da una pars compacta e da una pars reticolata)
  • nucleo subtalamico
Gangli della base
Rappresentazione di sezione coronale dei gangli della base (fonte h ttp://mindblog.dericbownds.net/)

Per quanto riguarda lo striato, esso, a sua volta, risulta costituito da nucleo caudato, putamen e striato ventrale che comprende il nucleo accumbens.
Lo striato è importante perché riceve le principali afferenze dei nuclei della base, dalla corteccia cerebrale, dal talamo e dal tronco dell'encefalo (figura 1). I suoi neuroni proiettano al globus pallidus ed alla substantia nigra.

Da questi due nuclei, i cui neuroni hanno somi o corpi morfologicamente simili, prendono origine le principali proiezioni dei nuclei della base.

Funzioni dello striato

Lo striato è composto da due parti distinte, i compartimenti denominati matrice e striosomi. Questi compartimenti hanno caratteristiche istologiche diverse e possiedono recettori differenti. Il compartimento degli striosomi riceve afferenze principalmente dalla corteccia limbica e proietta soprattutto alla pars compacta della substantia nigra. Per comprendere meglio il funzionamento dello striato, è opportuno accennare come funziona la circuiteria ovvero la comunicazione tra le diverse aree cerebrali.
Tutte le aree della corteccia cerebrale inviano proiezioni eccitatorie glutammatergiche a specifiche zone dello striato. Lo striato riceve anche segnali eccitatori dai nuclei intralaminari del talamo, proiezioni dopaminergiche dal mesencefalo e serotoninergiche dai nuclei del rafe.
In particolare, lo striato è formato da diversi tipi cellulari, ma il 90-95% delle cellule che lo compongono è costituito da neuroni di proiezione GABAergici. Essi rappresentano il bersaglio principale delle proiezioni provenienti dalla corteccia cerebrale e sono anche l'unica fonte delle proiezioni efferenti. Normalmente sono neuroni silenti, eccetto che durante il movimento o dopo l'applicazione di stimoli periferici. Lo striato è anche costituito da interneuroni locali inibitori che grazie alle loro collaterali assonali sviluppate, riducono l'attività dei neuroni efferenti dello striato. Nonostante questi neuroni siano presenti in ridotte quantità, ad essi è dovuta la maggior parte dell'attività tonica dello striato.
Per quanto riguarda la circuiteria, lo striato proietta ai nuclei da cui originano le vie efferenti attraverso due vie, una via detta diretta che è eccitatoria ed una via indiretta di tipo inibitorio.
Quindi attraverso le interazioni con la corteccia cerebrale, i gangli della base contribuiscono al movimento volontario, ma anche ad altre forme di comportamento come le funzioni scheletro-motorie, oculomotorie, cognitive ed emozionali. Ad esempio, in alcuni individui colpiti da morbo di Huntington è stato osservato che alcune lesioni a livello dei nuclei della base producono effetti emozionali e cognitivi negativi.

Neuropatologia del morbo di Huntington

A livello patologico, la malattia di Huntington si manifesta con un'atrofia dello striato che, come descritto nel paragrafo precedente, è costituito da caudato e putamen. L'atrofia determina una perdita neuronale, associata anche ad uno stato di gliosi (un processo di proliferazione degli astrociti in aree del cervello danneggiate). Nel 1985 lo studioso Vonsattel ha classificato tale malattia dal grado 0 (dove non si manifestano cambiamenti) al grado 4, in relazione all'entità di atrofia dello striato. E' stato anche dimostrato che il grado di atrofia che si manifesta a livello dello striato, si correla anche con la degenerazione di altre strutture del cervello non striatali.
Nello striato i neuroni più colpiti sono i neuroni medi spinosi che rappresentano la popolazione più numerosa presente nello striato e che utilizzano come neurotrasmettitore il GABA, un aminoacido di tipo inibitorio.
E' stato anche dimostrato che il morbo di Huntington è caratterizzato dalla presenza di inclusioni intraneuronali e da aggregati proteici negli assoni distrofici e in neuroni striatali e corticali; si tratta di un fenomeno presente anche in altri disordini da poliglutammine (ovvero espansioni di triplette, come nel caso della malattia di Huntington). E' stato inoltre visto che le inclusioni intranucleari si manifestano prima della perdita di peso del cervello, ma anche prima della perdita di peso corporeo e prima dell'esordio dei sintomi neurologici.



Ultima modifica dell'articolo: 10/11/2016