Il fumo passivo

A cura di Luigi Ferritto(1), Walter Ferritto(2)

 

1) Dipartimento di Medicina Interna, Clinica Athena Villa dei Pini, Piedimonte Matese (CE);

 

2) Divisione di Medicina Interna, Ospedale A.G.P. Piedimonte Matese (CE);

 

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) mette in primissimo piano la lotta al fumo passivo, dunque la difesa dei non fumatori dalla nocività del fumo di tabacco. Una battaglia che deve coinvolgere legislatori, educatori, sanitari e persone di buon senso.
fumo passivoNel 1992 l'Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale ha ufficialmente etichettato il fumo passivo come carcinogeno umano di “classe A”. I carcinogeni  di Classe A sono quelli considerati più pericolosi, per i quali non esiste un livello minimo sicuro di esposizione.

L'entità dell'esposizione al fumo passivo dipende da alcune variabili come il numero di sigarette fumate, la grandezza dell'ambiente dove si fuma, il livello di catrame, la durata dell'esposizione e la ventilazione dell'ambiente.
Il fumo “passivo” è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che si trovano a contatto con uno o più fumatori “attivi” ed è il principale inquinante degli ambienti chiusi. Il fumo passivo è la risultanza del fumo espirato dal fumatore attivo (corrente terziaria), sommato al fumo prodotto dalla combustione lenta ed imperfetta (400-500 °C) della sigaretta lasciata bruciare nel portacenere o in mano fra un tiro e l'altro (corrente secondaria). Si ammette che il fumo passivo sia costituito per 6/7 dalla corrente secondaria e per 1/7 dalla corrente terziaria (fumo espirato dal fumatore).

Il fumo passivo è considerato il fumo laterale, per distinguerlo dal fumo centrale che rappresenta, invece, il fumo attivo. Va comunque ricordato che il fumo laterale, essendo diluito nell'aria ambiente rispetto al centrale, ha un minor impatto sul non fumatore.
Il fumo passivo è un problema ubiquitario, in quanto interessa gente di ogni cultura e Paese. Questa esposizione avviene quotidianamente in condizioni vitali: in casa, al lavoro, sui trasporti pubblici, nei ristoranti, nei bar; in pratica in ogni posto dove c'è gente. Si stima che il 79% degli europei sopra i 15 anni sia esposto al fumo passivo.

In Italia la recente legge che vieta il fumo nei locali pubblici è stata una grande prova di civiltà, che ci si augura possa contagiare anche quei Paesi che non hanno ancora preso una decisione analoga.

Morbilità associate al fumo passivo

Fumo passivoEsistono sostanziali evidenze scientifiche che il fumo passivo è seriamente nocivo per la salute dei non fumatori. Il non fumatore che inala fumo passivo rischia di sviluppare gran parte delle malattie cui è soggetto il fumatore attivo. L'esposizione al fumo passivo è caratterizzata da un effetto dose-risposta. Più intensa e prolungata è l'esposizione al fumo ambientale, maggiori sono le conseguenze derivate dalla nocività dell'esposizione.
Gran parte degli studi sul fumo passivo si sono concentrati sui danni respiratori a carico dei bambini. In effetti, quando al fumo passivo sono esposti dei bambini, il problema si carica di valenze molto più particolari. Infatti mai come in questo frangente pare corretta la dizione di fumo passivo = fumo involontario. E' evidente che i bambini risultano essere molto più indifesi nei riguardi del fumo passivo, anche perché non sempre sono liberi di allontanarsi da una stanza inquinata o autosufficienti per farlo da soli.

Anche negli adulti non fumatori recenti studi hanno dimostrato un aumentato rischio di asma, bronchite cronica, enfisema polmonare e, sopratutto, di incidenza di tumori.
Se dal punto di vista personale il fumo passivo è in definitiva una questione di “rispetto” del non fumatore, dal punto di vista sociale diventa una questione di “diritto”, perché la libertà del singolo finisce dove inizia la libertà degli altri. La protezione dei non fumatori dal fumo passivo, quindi, è un'azione indispensabile di salute pubblica, essenziale per la salute delle future generazioni.


Per Corrispondenza: Dott. Luigi Ferritto

Dipartimento di Medicina Interna Unità di Fisiopatologia Respiratoria Clinica "Athena" Villa dei Pini
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