I rischi del fumo in gravidanza

intervista alla Dott. ssa Carla Bosisio, Psicologa - A cura di Eugenio Ciuccetti, Ostetrico


Che fumare non faccia bene alla salute è da tempo risaputo. Questo in generale, a prescindere dall'età, dal sesso e da ogni altra specifica condizione personale. Tuttavia in alcune particolari situazioni della nostra vita quotidiana il consumo di tabacco risulta ancor più dannoso e pericoloso. Sia per il nostro benessere che per quello degli altri. Ad esempio dei nostri bambini.

Abbiamo approfondito l'argomento con la Dott. ssa Carla Bosisio, psicologa di Milano, specializzata in Psicologia Clinica ed esperta in ipnosi. In passato ha collaborato con la Facoltà di Psicologia e Scienze della Formazione dell'Università Cattolica ed è stata assistente alla cattedra di Psicologia Sociale dello IULM. Attualmente opera presso il Centro Meid (Medicina Integrata per la Donna di Milano) dove si occupa, tra l'altro, di accompagnamento al parto e nel post-parto, sostegno nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, difficoltà sessuali, relazionali e di coppia, problemi d'ansia, disturbi alimentari e psicosomatici e dipendenze da fumo e alcol.

Dott. ssa Bosisio, quali sono i danni del fumo sulla gravidanza?

Una donna gravida che fuma ha un aumentato rischio di aborti di bambini nati morti, e di avere neonati sottopeso (-200 g. in media). Il fumo durante la gravidanza può causare un ritardo di crescita e di sviluppo mentale oltre che polmonare (capacità respiratoria inferiore del 10%) del bambino. E' ormai accertato che attraverso la placenta non passa solo nicotina ma passano anche sostanze cancerogene come benzopirene (polmone), 4-amminobifenile (fegato) e acrino-nitrile (vescica), con aumentato rischio in età adulta. Si riferisce inoltre di nuove prove riguardo ai rischi di alcune malconformazioni fetali, quali labbro leporino e palatoschisi. E' corretto ricordare che il fenomeno non si presenta in tutti i bambini di madri fumatrici, ma il rischio esiste e deve essere preso seriamente in considerazione. Anche l'allattamento poi può essere compromesso dal fumo, in quanto la quantità e qualità del latte sono alterate.

Il fumo può influire sulla fertilità?

Nelle fumatrici la gravidanza si instaura dopo più tentativi rispetto alle non fumatrici, in quanto le possibilità di fecondazione dell'uovo sono ridotte del 40%. La nicotina riduce la contrattilità delle tube, ostacolando l'incontro degli ovociti con gli spermatozoi. II fumo, inoltre, fa diminuire i livelli di progesterone e rende difficile l'annidamento dell'uovo fecondato nella mucosa uterina, danneggiandone la maturazione. Uomini e donne hanno risultati inferiori in caso di trattamenti per fecondazione assistita, questo perché il fumo nell'uomo può ridurre la fertilità mediante riduzione della densità dello sperma, del numero e della mobilità degli spermatozoi ed è un importante fattore di disfunzione erettile. Nella donna invece provoca menopause più precoci di circa 2 anni rispetto alle non fumatrici in quanto il fumo altera la normale produzione di ormoni sessuali femminili. Il fumo può quindi arrivare ad impedire di avere una famiglia, le persone che programmano una gravidanza dovrebbero smettere di fumare.

Può spiegarci meglio quali rischi concreti corrono i bambini delle madri fumatrici?

Come dicevamo le più comuni complicanze che possono insorgere, oltre ai problemi di peso, sono legate all'apparato respiratorio e al sistema nervoso centrale e alla SIDS (sindrome da morte improvvisa).

1. Sistema nervoso: la nicotina agisce anche sulle terminazioni nervose del feto ed è in grado di modificare in modo duraturo il sistema nervoso e i collegamenti tra i neuroni. A questo proposito è documentato che i figli di donne fumatrici possono manifestare disturbi neuro-comportamentali di lunga durata: sono più eccitabili, iperattivi e hanno delle performance intellettive inferiori.

2. Sistema respiratorio: il fumo attivo e passivo sono nocivi in maniera specifica per le vie respiratorie, aumentando la frequenza di patologie respiratorie e asma.

3. SIDS (sindrome da morte improvvisa): il rischio della morte in culla del lattante sembra essere in correlazione con l'abitudine materna al fumo. Per morte improvvisa si intende il decesso inspiegabile e inatteso del lattante. Le cause rimangono oscure, ma è certo che vi sono alcuni fattori che aumentano il rischio che questo accada e tra questi c'è l'esposizione al fumo. Diversi studi condotti in Inghilterra negli anni '90 hanno evidenziato che il fumo passivo prima e dopo la nascita può determinare il manifestarsi di questo evento, poiché l'attività cardiaca e nervosa di un neonato che è stato vittima di questa pratica durante la gestazione è diversa da quella di un bambino che non è mai stato esposto al fumo.

Quanto è importante il supporto della famiglia, ed in particolare del partner, per riuscire a smettere di fumare definitivamente?

Il supporto di familiari e amici è molto importante per il successo della fumatrice. D'altra parte nonostante le numerose campagne sanitarie pubbliche di questi anni, sembra che un discreto numero di donne continui a fumare e a bere alcolici durante la gravidanza; e anche quasi tutte quelle che invece smettono durante la gestazione non tardano dopo il parto a tornare alle cattive abitudini. Purtroppo, spesso, i papà non sono di aiuto in questo frangente, anzi. Uno studio della University of Washington mostra infatti che la mancanza di collaborazione e di "sacrificio" da parte dei futuri padri contribuisce a demotivare le mamme e neomamme dall'allontanarsi da tabacco e alcolici. Lo studio ha analizzato le abitudini di 412 uomini e 396 donne dell'età media di 24 anni per un periodo di tre anni. Durante questo intervallo di tempo 131 donne e 77 uomini hanno avuto un figlio. Secondo quanto emerso dalla ricerca gli uomini non hanno minimamente cambiato abitudini durante la gravidanza e dopo il parto. Delle donne che fumavano, il 77 per cento ha continuato saltuariamente o frequentemente mentre aspettava il proprio bambino. Entro due anni dopo il parto, inoltre, la maggior parte delle neomamme ex-fumatrici aveva ripreso a fumare e bere esattamente come prima della gravidanza, anche spinte dal comportamento del proprio compagno. "La gravidanza è una grande opportunità per la salute dei genitori, i futuri padri possono influenzare il comportamento delle loro compagne, quindi la salute dei loro figli", e questo studio lo dimostra. (Fonte: Bailey JA, Hill KJ et al. Men's and women's patterns of substance use around pregnancy. Birth 2008).

Come si possono aiutare quindi le donne, e gli uomini, che fumano e che desiderano avere un figlio?

Consiglio di rivolgersi a degli psicologi esperti in Ipnosi; questa tecnica infatti si è rivelata molto efficace nel facilitare l'interruzione di abitudini nocive quali il tabagismo. Scientificamente viene chiamata ipnosi uno "stato modificato di coscienza": si tratta cioè di uno stato naturale che induce calma e chiarezza mentale, permettendo al paziente di accedere più facilmente alle proprie emozioni e sentimenti. Il paziente così è in grado di risvegliare energie latenti, risorse interiori che lo guideranno nell'adozione di  comportamenti più adeguati. Gli incontri possono essere individuali o di gruppo. In entrambi i casi il  programma è strutturato in 2 incontri da 1 ora ciascuno. Il risultato ottenuto può essere definitivo o può essere necessario  ripetere qualche seduta a distanza di tempo.